In occasione del ponte dei Santi ci siamo voluti c...

Recensione di del 01/11/2007

Podere Benelli

20 € Prezzo
9 Cucina
10 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 20 €

Recensione

In occasione del ponte dei Santi ci siamo voluti concedere una fuga in Lunigiana. Questo lembo di terra Toscana, situato tra Emilia e Liguria, ripropone gli elementi più peculiari di queste tre regioni tanto nel paesaggio quanto nella gastronomia. E’ una piccola regione, omogenea e ricchissima di storia, che si presenta a chi la visita come una mescolanza di luci, culture, tradizioni e scenari verdissimi che si concludono, in alto, tra le seghettate cime delle Alpi Apuane e le vaste distese dell'Appennino.
Qui, ovunque ci si trovi a girovagare si è circondati da una pittoresca sequenza di castelli, pievi romaniche, borghi murati e costruzioni rustiche che rappresentano l'orma di un'antica civiltà e di un sottofondo culturale che si è conservato intatto attraverso i secoli.
In tanti anni di “scorribande” non ho ancora trovato un luogo più adatto alla (fin troppo inflazionata) frase “...ancora come una volta”, infatti la sensazione che si prova, attraversando i pascoli di montagna sulle mulattiere cosparse di piccole maestà, o inoltrandosi per i castagneti fiutando nell’aria l’odore dei camini accesi nel borgo, è esattamente quella di rivivere i tempi che furono.

Così, lasciateci alle spalle il grigiore e la frenesia di Milano ci siamo immersi per tre giorni nei ritmi lenti e sonnacchiosi di borghi medioevali e paesini isolati, accompagnati, come sempre, dalla voglia sincera di metterci a tavola.
Una delle maggiori attrattive della Lunigiana infatti è la gastronomia, davvero unica e speciale, ed eccoci quindi, trepidanti e desiderosi di assaporare la rustica cucina di queste terre, giungere al casello di Pontremoli.

Eravamo in cinque e ci siamo stabiliti presso il Podere Benelli, a Oppilo.
Questo podere, non lontano dalla cittadina storica di Pontremoli, produce vino locale su una splendida collina che domina tutta la valle del Magra, e mette a disposizione degli ospiti due appartamenti in un casale di pietra veramente bello e particolare. Inoltre, per chi la gradisce, c’è la possibilità di partecipare a delle degustazioni di prodotti tipici del territorio composta da una ventina di portate “...senza pastascitta e carne” come ci tiene a precisare il proprietario, e ovviamente, vino a volontà.
L’azienda infatti produce del buon vino, sia rosso che bianco.
Il “Pollera” è un rosso che definirei da pasto, è piacevole ma non molto strutturato e ha un buon bouquet fruttato anche se non molto persistente, noi l’abbiamo comunque molto apprezzato, sopratutto per la sua caratteristica principale che è di piacevolezza al palato, insomma “va giù bene”.
Il “Durella”, invece è un bianco leggermente frizzante che viene anch’esso prodotto da un vitigno autoctono ma, rispetto al rosso, è un po' meno corposo e aromatico, per questo, dopo la prima brocca, abbiamo preferito il “Pollera”.
In Lunigiana, nè per tradizione nè per caratteristiche dei vitigni, si trovano dei vini importanti o particolarmente complessi, ma semmai vini piacevoli, da bere giovani, che accompagnano splendidamente le pietanze già di per se molto saporite.

Degustazione.
Noi siamo arrivati un po' tardi, verso le 13:30, per cui la degustazione stava per iniziare. L’impatto è stato buono, il signor Benelli ci accoglie col suo grembiule da “cantinaro” DOC, e ci fa accomodare in una sala rustica e molto accogliente, un mix di legno e pietra in cui spicca la presenza di un bel camino e di elementi quasi “da cucina di casa” come un lavatoio in pietra, l’affettatrice o la macchinetta per il caffè.

Dopo esserci scaldati un attimo, la degustazione inizia con dei salumi Lunigianesi accompagnati da sgabei (variante dello gnocco fritto emiliano) e frittelle di borraggine.
I salumi erano tutti davvero ottimi sia per gusto che per freschezza ma spiccava decisamente uno spettacolare prosciutto di cinghiale in umido, dal sapore delicato ma persistente, una vera ghiottoneria.
Nel proseguo ci hanno servito diversi tipi di torte rustiche, da quella classica d’erbi a quella di porri, dalla pattona di castagne alla barbotta di cipolle. Tutto davvero più che buono, le torte infatti erano molto gustose e si sentiva perfettamente il sapore e la consistenza degli ingredienti del composto.
A seguire la signora Benelli ci ha servito le sue verdure ripiene, fantastiche. Si tratta di zucchine, cipolle, patate, pomodori e cavolo svuotati dalla polpa e riempiti con un impasto di verdure, formaggio e erbe. Davvero squisite.
Devo dire che, data l’abbondanza delle pietanze che abbiamo mangiato e al crescendo di bicchieri di vino, non ricordo perfettamente ogni singola portata, per questo motivo non mi sforzerò di ricordare ogni singolo assaggio ma darò comunque traccia di un paio di cose che mi sono rimaste davvero impresse.

Senza dubbio una delle cose migliori che io abbia mai assaggiato è stata la ribollita di porcini e castagne in letto di spalla cotta.
Questa specie di zuppetta è veramente superba, il sapore della purea unito ai pezzetti di castagne e funghi è molto avvolgente e la spalla cotta, tipica di un paese della zona, ha una consistenza e un sapore aromatico perfetti per l’abbinamento.

Un altro momento notevole è stato verso la fine della degustazione, quando ci hanno portato le frittelle di castagne con della ricotta fresca e, poi, con una serie di formaggi di pecora e mucca misti. I formaggi erano veramente buonissimi, e l’abbinamento col dolce delle frittelle di castagne azzeccatissimo.
Benelli ci dice che i formaggi arrivano tutti da un borgo lì vicino dove un personaggio particolare (un eremita che non scende in valle da 30 anni) alleva gli animali e fa da se splendidi prodotti caseari.
A questo proposito voglio sottolineare la qualità di pietanze e ingredienti usati nel corso della degustazione, tutti derivanti dal bosco, dall’orto del podere o da privati della zona. A testimonianza di ciò va detto che nonostante tutti noi abbiamo mangiato veramente tanto e variegato, e bevuto sicuramente oltre la norma, nessuno ha avuto problemi di digestione nè altro.

La degustazione è terminata con un giro di vino “speciale” di Benelli, un dolce, caffè e grappa ad oltranza.
La grappa infatti è artigianale al mirtillo, e viene sevita in un grande calice colmo di mirtilli e distillato da cui si attinge con il mestolo. Veramente buona.
Tutto questo al prezzo di 20 euro a testa. Unico.
In conclusione consiglio vivamente questo posto a chiunque voglia fare un esperienza gastronomica appagante in un contesto ormai rarissimo.
Inoltre, consiglio fortemente di fermarsi anche a dormire, un po' per smaltire con calma i fumi dell’alcol e un po' perchè il mattino seguente, affacciarsi sulla valle dal terrazzo del podere non ha prezzo.

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