Il ristorante Fiume esiste da decenni a Pontinvrea...

Recensione di del 19/08/2012

Fiume

25 € Prezzo
7 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 25 €

Recensione

Il ristorante Fiume esiste da decenni a Pontinvrea, ma alcuni cambi di gestione ne avevano appannato la notorietà; la gestione attuale (vedi anche il nuovo sito web: www.ristorantefiume.it) sembra ben incamminata, a giudicare dalla prova che ne abbiamo fatto domenica a pranzo, prenotando un tavolo per nove (tre famiglie con figli) e sfidando il caldo di questi giorni. Il locale mantiene l'impostazione tradizionale (una grande sala interna più un dehors-giardino con tavoli all'aperto), ma tutto è stato ripulito, rinfrescato e, con buona volontà, reso più aggraziato (vedi i servizi igienici), compatibilmente con lo standard "trattoria familiare in campagna").
Il nostro tavolo era stato predisposto gentilmente nel lato più in ombra della sala, mentre una decina di altri avventori occupavano i tavoli all'esterno.

Premurosissima una cameriera ci chiede se vogliamo approfittare del menu fisso (che ci viene illustrato a voce) o preferiamo la carta, che si rivela essere una lavagnetta portatile dove giornalmente vengono segnati i piatti offerti con i relativi prezzi. A parte c'è anche una piccola lista di vini.
Mentre decidiamo, ci vengono portati dei crostini fritti, l'acqua minerale in bottiglia e mezzo litro di Bonarda della casa.

Optiamo per cinque antipasti misti e un tagliere di formaggi da dividere: sono formaggi locali ed esteri, accompagnati da vari tipi di miele, confetture e salsine fatte in casa (interessante quella al kiwi); nel misto ci sono vari tipi di salumi originali, alcuni spagnoli ci viene detto, una formaggetta fresca con miele, uno spiedino caldo di carne, delle frittelline salate, una barchetta di pasta brisée al formaggio (poco significativa), dell'insalata di riso (un po' troppo anonima). Le porzioni sono abbondanti e nell'insieme gli antipasti sono molto apprezzati.

Nonostante la temperatura esterna superasse i 33 gradi, l'offerta di primi e secondi, pur varia, era piuttosto ipercalorica: scegliamo perciò chi l'uno, chi l'altro, tagliatelle o trenette mare-monti (funghi, gamberi e, ahimè, panna), alla caprese (mozzarella, pomodoro), al cinghiale (sugo bianco con pezzi dell'ungulato), carrè di maiale alle mele, funghi porcini fritti (di provenienza emiliana, ci vien detto), lonza con gorgonzola e pere; anche queste tutte porzioni ricche, portate a tempo e dopo giusta, non lunga, attesa. Ottimi i miei funghi fritti, lievemente unti, perché, a mio avviso, tagliati (era in pratica il cappello del fungo) troppo sottili.

Al dolce non arriviamo tutti: due varianti di tiramisù (all'albicocca e alla menta con cioccolato fondente), un waffeln con miele di lavanda, un truffle (pan di Spagna, frutta, cioccolato e panna); otto caffè (squisiti: forse fatti con le capsule).

Il totale dice poco: 191,50 € corrispondenti a circa 21,50 euro a testa; gli antipasti costano sui 10 €, i primi sui 7 €, i secondi sui 12 €, i dolci sui 6 € (in proporzione un po' cari, ma comunque fatti in casa). Non viene fatto pagare il coperto (evviva!). Alla sera ci sono anche le pizze e su prenotazione la farinata. L'esperienza è senz'altro positiva, anche se alla premurosità (direi più che gentilezza) del servizio non sembra fare riscontro una pari professionalità ed esperienza in cucina (per esempio, adeguare un po' di più il menu alla stagione, al territorio, eliminare qualche grasso superfluo...). Lodevole lo sforzo creativo di non offrire le consuete trimurti delle trattorie dell'entroterra ligure-piemontese (ravioli, tagliatelle, lasagne; arrosto, coniglio, cinghiale). Da riprovare in autunno.

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