Pranzo di venerdì, 3 luglio 2009

In vac...

Recensione di del 03/07/2009

Vineria di Piazza

21 € Prezzo
7 Cucina
6 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 21 €

Recensione

Pranzo di venerdì, 3 luglio 2009

In vacanza a Lido di Camaiore, mio marito ed io decidiamo di dedicare una giornata alla scoperta di Pisa. Il problema è: “ Dove ci fermiamo a pranzo?” Dopo aver lasciato l’auto in via Benedetto Croce e aver scarpinato per un buon quarto d’ora, ci troviamo quasi per caso in Piazza delle Vettovaglie e, sotto un porticato, notiamo un piccolo punto di ristoro: "Vineria di piazza".

L’ambiente non è un granché: davanti all’ingresso sono posizionati lunghi tavoloni in legno e, visto che siamo sulla piazza, non di rado viene a trovarci un piccione. Vista la mia avversione per i volatili, ci spostiamo all’interno. Le pareti sono rivestite di marmo per un’altezza di circa un metro e mezzo e nell’angolo del soffitto sono presenti dei “binari” di metallo, tanto che mio marito azzarda l’ipotesi che il locale sia stato ricavato da un’ex macelleria in disuso.
Le sale sono tre, piccolissime, possono ospitare ad occhio e croce una trentina di coperti, i servizi sono molto puliti.
In bella vista, su una lavagnetta, è esposto il menù del giorno che consiste in tre proposte di primi e secondi, più contorni e dolci. Il tavolo è apparecchiato in modo informale, con tovagliette di carta e un solo bicchiere per vino e acqua.

Il servizio è cordiale, attento alle esigenze, l’unica nota imprevista e un po’ comica è stato l’ingresso trionfale del contorno richiesto dal consorte insieme al mio dolce! Beh, ci siamo consolati pensando che in questo modo nessuno dei due avrebbe guardato l’altro mangiare.

Per quanto riguarda il cibo, abbiamo ordinato due piatti di fusilli alle vongole, un maialino al latte cotto al forno con ceci all’olio e contorno di zucchine trifolate per mio marito e seppie con piselli e panna cotta per me, il tutto innaffiato da acqua naturale e da mezzo litro di vino rosso sfuso.

L’acqua e il vino arrivano dopo pochi minuti e subito notiamo che nella brocca è presente molto più di mezzo litro di vino. Per essere vino sfuso direi che si è rivelato buono.
Si continua con i fusilli alle vongole, piatto molto semplice, con poco olio, pomodoro fresco tagliato grossolanamente, prezzemolo e pochissimo aglio. Sul momento restiamo un attimo sorpresi: il sugo non lega con la pasta, ma basta qualche goccia di olio in piu’ (olio, aceto, sale e pepe sono già presenti in tavola) e… voilà, i sapori sono ben amalgamati. In definitiva il piatto si è rivelato più che discreto.

Vengono portati in tavola i secondi. Il maialino è gustoso, ben cotto, per niente asciutto, in quanto è presente nel piatto il fondo dell’arrosto filtrato che fa da sughetto. I ceci saltati in padella si rivelano perfetti nella loro semplicità.
Le mie seppie sono tagliate a liste e non intere e ripiene come pensavo, sono morbidissime, cotte a puntino, legano perfettamente con i piselli ridotti in una purea in cui risalta molto il gusto del legume. Non ho assaggiato le zucchine trifolate di mio marito, che per altro sono state definite buone perché le porzioni delle vivande sono molto abbondanti.

Una menzione speciale va alla panna cotta. L’ho espressamente richiesta al naturale perché trovo che le varie glasse ne alterino il sapore, orbene, non so se sia artigianale o confezionata, ma per molto tempo è rimasto a fior di labbra un persistente sapore di latte. Nonostante non ami particolarmente i dolci, definirei questa panna cotta davvero notevole.

A fine pasto ovviamente ci siamo concessi un caffè.
Il conto è stato di 42 euro in due, davvero onesto.
Penso proprio che per un pranzo veloce, magari in compagnia, la Vineria della piazza sia il posto ideale.

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