Il Belpaese: ecco come viene spesso soprannominata...

Recensione di del 16/08/2011

Doladino

40 € Prezzo
9 Cucina
9 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 40 €

Recensione

Il Belpaese: ecco come viene spesso soprannominata l’Italia. Sono decenni (se non secoli: pensiamo al viaggio di Goethe) che turisti di tutto il mondo varcano i nostri confini per visitare le nostre città d’arte, perdersi nei nostri paesaggi naturali e gustare la nostra enogastronomia; ultimamente, complice probabilmente anche la crisi economica, molti italiani stanno riscoprendo il piacere di una vacanza culturale all’interno dei nostri confini.
Il Doladino, giovane costola del giustamente noto Dolada, è in grado di soddisfare molte delle esigenze di questi turisti “intelligenti”: cucina eccellente e carta dei vini decisamente al’altezza, prezzi contenuti, panorama mozzafiato, vicinanza con aree naturali di grande interesse (Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, Bosco del Cansiglio) e con altrettanto interessanti città d’arte (Vittorio Veneto con i borghi di Serravalle e Ceneda, Belluno, Feltre e, in fondo, la stessa Venezia); la struttura, inoltre, offre anche la possibilità di pernottare.
Il menu, sia a pranzo sia cena, si compone di piatti del giorno e di proposte regolarmente presenti in carta.
Il nostro pranzo, eravamo in cinque, è iniziato con dell’eccellente prosciutto di montagna alla brace con giardiniera di verdure: il prosciutto, morbido, profumato, molto solubile e con la giusta quantità di grasso è prodotto per il ristorante a partire da maiali di proprietà e affidati ad un porcaro per l’alpeggio.
A seguire pasta fatta in casa con porcini locali fatti saltare in padella e con l’aggiunta di una salsina di aglio lessato e frullato a fare da legante insieme ad un po’ di burro d’alpeggio: gustose ma delicate con il gusto dell’aglio appena percettibile grazie alla preparazione descritta.
Come secondo tutti noi abbiamo scelto delle teste di mazze di tamburo impanate e fritte servite a spicchi croccanti: fritto ben realizzato, poco unto ma forse con la panatura un po’ troppo spessa che copriva leggermente il delicato gusto dei funghi.
Un'insalata fresca con l’aggiunta di altri ortaggi in relazione alla stagionalità ha accompagnato i secondi. Il menu offriva altre scelte di grande interesse tra le quali spiccavano delle costolette fritte d’agnello alpagotto Il pranzo si è concluso con crostata alla crema di limone e pinoli: eccellente sia la pastafrolla sia la crema col gusto di limone che non copriva l’ottimo sapore di burro proveniente dalla pasta ancora tiepida.
Il pranzo è stato accompagnato con un Lagrein dell’Alto Adige DOC 2006 12,5% vol. della Cantina di Termeno: vino di grande struttura e armonia, giustamente tannico e con sentori al naso di frutta rossa matura, prugne e ciliegie su tutto, e delicate note speziate; ottima la corrispondenza naso–bocca e buona la persistenza. Ai dolci è stato abbinato un bicchiere di "Les abeilles", il moscato passito della cantina Les Crêtes (AO) ottenuto da uve stramature generalmente appassite in pianta di Muscat à Petit Grain: grandi sensazioni al naso con note di miele, caramello e albicocche secche; in bocca si rimane sorpresi dalla grande freschezza, che rende il tutto estremamente armonico e di lunga persistenza.

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