Il locale ha una calda atomosfera rustica molto av...

Recensione di del 01/10/2005

Carpe Diem

40 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 40 €

Recensione

Il locale ha una calda atomosfera rustica molto avvolgente dovuta anche alle piccole dimensioni delle due salette, stipate di vini.
Entrando, sulla sinistra, un tocco di mediterraneità dato da un tavolino in stile natura morta, con ghirlande di aglio ed imprescindibili peperoncini, cestini di frutta secca; ai piedi di questo, confezioni di legno con relativi vini, dischiuse. Le pareti sono contornate da piccole loggette non profonde stipate di vini e specchi anticati. Apparecchiatura sobria se non consideriamo i fasci di rami secchi un pò naif tenuti assieme da decorazioni autunnali di piccole zucche verdi realizzate in plastica. A ben osservarlo un filino troppo kitch.

In un tavolo per otto persone era presente un solo piccolo menu in formato tascabile ed è venuto spontaneo dire all'inesperto giovane cameriere venuto per le ordinazioni che in otto era piuttosto complesso ordinare con un solo menu. Ne sono finalmente comparsi altri. Bisogna comunque aggiungere che è sabato sera e il locale è pieno, piccolo, ma pieno.

A lato del piatto sono disposti dei piattini rettangolari (dettaglio forse più ingombrante che funzionale o estetico) con due o tre fette di pane, non proprio freschissimo, ma, la cosa maggiormente dissonante con l'atmosfera e con il look del locale è il tristissimo cestino con grissini torinesi confezionati in puro stile pizzeria.

Veniamo ora al menu: esso è composto da "menu tipico" (5 portate, 35 €), "aneme e core" (5 portate, 40 €) e una lista che va sotto il nome di "creatività" (ossia la carta) che consta di una possibile scelta fra 4 antipasti (8 € l'uno), tre primi ed un secondo (10-11 €) elencati assieme uno di seguito all'altro; il tutto in formato pocket. Un pò irrazionale come presentazione ma le proposte sono molto invitanti.

Io ho preso il menù aneme e core: pasta e patate con provola affumicata, tagliolini con cavolfiore e pane raffermo, rosetta d'agnello gratinata e pecorino, formaggio mela cotta e marmellata, soufflè al cioccolato.

Ho chiesto la sostituzione del primo piatto di pasta (che pure ho assaggiato in piatto altrui ed era abbastanza gradevole con la pasta spezzettata e prosciutto cotto) con un antipasto: tortino di patate con caciocavallo fondente e parrucca di sfilacci di bufalo, molto buono, gustoso; gli sfilacci saporiti si sposavano molto bene con il formaggio lievemente affumicato (voto 7).

Ho assaggiato anche il pancotto di rape e fagioli, antipasto del menu tipico, con quel sapore di tempi antichi e di tepore invernale che riusciva a sprigionare; il pane non molliccio ma sodo, davvero molto buono (voto 8). Logico che qui per rape si intendono cime di rapa.

Ho intravisto come presentazione anche il soufflè di broccoli e sfogliette di salsiccia fritta; questo però era in dimensioni finger food ed un normale sformato, non certo un soufflè; la salsiccia a dire il vero sembrava più un velo di pancetta croccante (non ho potuto operare uno studio più ravvicinato, in questo caso).

Dimenticavo di dire che solo dopo una richiesta di qualche delucidazione da parte di un commensale ci è stato riferito che la rosetta di agnello gratinata in realtà non c'era, ma c'era dell'agnello giovane cotto nel medesimo modo.

I tagliolini con il cavolfiore sono risultati davvero notevoli (voto 8), con pinoli e qualche rara uvetta, saporiti al punto giusto ed in buona porzione. Un piccolo assaggio di gnocchi di zucchine e melanzane con erbetta si è dimostrato molto promettente; ricordava parecchio i canederli pur mantenendo, comunque, il sapore della verdura.

L'agnello, estremamente giovane era cotto al punto giusto (non essendo un carrè non necessitava di esser mantenuto rosato), era tenerissimo e saporito anche se il pecorino è risultato impercettibile (voto 7-).

Il formaggio è arrivato che eravamo abbastanza sazi quindi non è stato un grosso dramma il fatto che, oltre a venir servito senza alcuna delucidazione su che tipo di foraggio fosse, ci fosse solo una linea quasi immaginaria di aceto balsamico (nemmeno sufficiente a comprenderne la qualità) ed una sporcatura di miele (ma non doveva esser marmellata?), qualche frutta secca tipo nespole rotolante qua e là. A parte queste amenità il formaggio non era affatto male, ma ho delle difficoltà a mangiarlo senza quasi accompagnamento: la piccola annurca cotta era terrificante.

La scelta sui dolci era fra quello del primo e del secondo menu. La mousse di pera mi è parsa francamente terribile: era granulosa, densa di troppa gelatina, e irrorata, chissà perchè, con uno spruzzo di Strega (liquore che non riesco ad apprezzare). Il soufflè al cioccolato era in relatà un tortino di cioccolato dal cuore morbido, di buona fattura, servito nelle cocottine di ceramica (voto 6,5).

Chiedo venia sul vino, non avendolo scelto personalmente e non avendo voglia di stoppare il cameriere corridore per prenderne nota, ne ho dimenticato gli estremi e non ho il conto per fare raffronti. Buono il caffè e ottimo il conto: 40 € a testa.

p.s. Il voto sulla cucina sarebbe un 6,5: passo a 7 tenendo conto del caos del sabato sera e della buona volontà ad accontentare tutti.

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