Ci siamo incontrati a mezza via con amici provenie...

Recensione di del 06/11/2011

Trattoria dell'Alba

51 € Prezzo
8 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 51 €

Recensione

Ci siamo incontrati a mezza via con amici provenienti da Malcesine e noi da Pavia: quale occasione migliore per provare la Trattoria dell’Alba a Vho di Piadena, di cui avevamo letto meraviglie sia su ilmangione.it che su Trip Advisor.

Siamo arrivati domenica a mezzogiorno. Entrare nella trattoria è un po’ scioccante: l’ingresso dà in una piccola sala con il bancone classico da osteria, pochi tavoli e tanti avventori in piedi, in mano bei bicchieri, di certo non pieni d’acqua. I decibel non si contavano! Facendoci largo tra la folla, vediamo l’ottimo oste-trattore che ci conduce in una piccola saletta e ci spiega che dalle 11:30 alle 12:30 funziona l’osteria e che poi, magicamente, tutti vanno a casa e si accomodano i clienti del ristorante. Come già altri hanno detto, piatti, tovaglie e tovaglioli belli e soprattutto normali, seggiole d’una volta, atmosfera da buona osteria, molto piacevole.

Alle 12:30, come promesso, svanisce la prima serie di clienti e diventiamo oggetto d’attenzione. Ordiniamo un vino con un po’ di bollicine, tanto per rinfrancarci dal viaggio e dalla pioggia continua che ci ha accompagnato. Ci offre un vino delle nostre parti (Oltrepò), un Cabanon non sboccato, ancora con i lieviti, buono, e gli immancabili ciccioli (i nostri amici sono tedeschi, provate a spiegare in inglese cosa sono i ciccioli...).

Gli antipasti sono un obbligo, l'avevamo letto su tutte le recensioni ed è bello sentire anche le spiegazioni che vengono date sui vari salumi (il maiale “grossone”, tra i trecento ed i cinquecento chili che dà una strana mortadella insaporita con verdure tritate e poi una specie di guanciale, ma che è un taglio della gola del maiale, ottimo con la polenta abbrustolita).
Dal culatello ci aspettavamo di più, forse dopo aver gustato l’originale è difficile abituarsi a delle imitazioni. Buono il salame e ottimi i sottaceti, i peperoni ed il sedano rapa in maionese.
Come primi due scelte.
Una zuppetta di fagioli dell’occhio con le cotiche, deliziosa anche se non delle più leggere, ed i classici tortelli di zucca, qui serviti con il pomodoro, cipolla ed un po’ di ripieno a dare corpo al sugo di pomodoro. Diversi, ma buoni.
A questo punto una dei quattro dà forfait e rinuncia al secondo, gli altri, tetragoni, continuano.
La scelta va su di un brasato di Chianina. Ci spiega l’oste che c’è un piccolo allevamento nelle vicinanze, allevamento che fornisce anche il famoso ristorante di Canneto sull’Oglio: carne squisita, cotta con amore, si scioglieva in bocca.
Finiamo con un budino di pere con salsa di cioccolato.

Abbiamo bevuto due tipi di Lambrusco di Mantova, anzi il secondo non si poteva chiamare Lambrusco in quanto il disciplinare prevede tre tipi d’uva ed in questo ce n’era una sola.
Sul dolce un passito gentile, bassa gradazione e gradevole.
Si è chiuso con un caffè.

Sotto l’acqua che non aveva mai cessato, siamo ritornati alle rispettive dimore.
Posteggio comodo, bagni immacolati, personale servizievole.
Abbiamo speso 51 euro a testa, acqua e vino compresi.
In complesso un ottimo ristorante.

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