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Recensione di del 26/03/2011

Antica Osteria di Borghetto

20 € Prezzo
7 Cucina
4 Ambiente
4 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 20 €

Recensione


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Ultimamente scatta periodico lo shopping emiliano. Il perché è presto detto: alcuni di noi del basso Piemonte (forse sarebbe meglio dire dell'alta Liguria) sono stufi di musi e poca educazione, approssimazioni e mancanza di professionalità. Meglio i sorrisi e le battute emiliane.
Per dirne una: sul far della chiusura son scattato in direzione della mia gastronomia piacentina di riferimento, per prendere i tortelli per il giorno dopo. Ho lasciato gli altri nei negozi. Avevo circa una mezz'oretta d'attesa prevista (le donne, si sa, nello shopping son misteriosamente ed agitatamente lente). Vado all'edicola e chiedo se ha ancora una copia de La Stampa. Me la regala. “Tanto a chi la vendo a quest'ora?”, con accento emiliano e sorriso. A me verrebbe da rispondere ma la prendo, felice, e la porto sulla panchina insieme a me ed ai tortelli. Al primo cui è successo qualcosa di simile nel "baspiemont-altaliguria" offro una cena.
Purtroppo, però, avendo deciso tardi di visitar il piacentino e pur essendomi fiondato alla vana prenotazione dei miei posticini di culto, ho dovuto ripiegare su un luogo per me nuovo, frutto dell'analisi comparativa tra le opinioni dei Mangioni ed una serie di guide (esclusa Slow Food, nella quale del loco non v'era traccia alcuna): il Borghetto.

Ci arriviamo. Da fuori è bello. Sono parecchie stanzette piccole in una struttura antica, molto suggestiva fuori, arredata un po' approssimativamente e dipinta con colori assurdi alle pareti interne (il verdino della nostra stanza alberga ancora le mie notti insonni, alternandosi col babàu).
Ma il problema non è estetico. Il problema è la temperatura. Appena entrato ho capito che lì doveva comandare una donna, tipico esemplare della razza delle "lucertole". In pochi giorni m'è capitato due volte ed ho così preso una decisione storica ed insindacabile: non mangerò mai più in posti che abbiano una temperatura di partenza superiore ai 20 gradi. Mi porterò il termometro e, fatta la misurazione, nel caso me ne uscirò gentilmente indirizzandomi altrove, foss'anche alla Bufalina dell'Autogrill.
Mangiando, bevendo e riempiendosi di gente, dopo un'oretta lì dentro non si viveva più. Se e quando fare il bagno turco preferisco sceglierlo io.
Problema numero due: servizio assolutamente non piacentino, di puro “stampo pizzeria”. Freddo, vagamente annoiato, anti-professionale. Sembra che lo scopo sia quello di mandare fuori i clienti dal locale il più presto possibile. Per dirne una tra le tante, la più grave: portano i tortelli quando ancora siamo a metà dell'antipasto. Se ne accorgono e li riportano via. Passano neanche tre minuti e tornano chiedendo a che punto siamo che “non vorrei che il primo fosse già pronto”.

Caldo e servizio, purtroppo, rendono insufficiente un locale che, altrimenti, non lo sarebbe affatto, dal momento che ciò che portano in tavola è sicuramente valido.
D'antipasto ho assaggiato salumi buoni e ottimi straccetti di cavallo con parmigiano e aceto balsamico.
Poi ho testato i tortelli e i pisarèi dai piatti delle bambine ed ho ordinato una variante del tortello decisamente interessante: pasta scura, fatta con l'aggiunta del Gutturnio, con la coppa nel ripieno. Variazione sul tema simpaticamente innovativa in quanto oggettivamente incongrua ma altrettanto oggettivamente in linea col prodotto locale. Pasta croccante in giusto, perfette sia la cottura che la salatura e il condimento.
Poi piattino misto di dolci e fuga veloce alla ricerca di fresco ed ossigeno al di fuori.
Bevuti Ortrugo e Gutturnio, buoni (soprattutto il primo).

Conto onestissimo (altro dato che sarebbe positivo) sui 60 euro per me, mia moglie e mia figlia.
Dunque, bastava moderarsi nella temperatura, con rispetto alla logica ed agli umani, e cambiare del tutto linea sul servizio. Ma così non è stato, e purtroppo, anche se la cucina funzionerebbe bene, il giudizio non può che essere che una sentenza di condanna, con, almeno per me, nessun interesse all'appello.

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