Quando una quindicina d’anni fa questo locale, dop...

Recensione di del 18/02/2010

Hosteria Il Castelletto

20 € Prezzo
6 Cucina
6 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 20 €

Recensione

Quando una quindicina d’anni fa questo locale, dopo la ristrutturazione della vecchia osteria di paese inaugurò una nuova gestione, costituì una piacevole novità nel panorama della ristorazione milanese.
Per poter assaggiare gnocco fritto e tigelle, tipici cibi di compagnia, si andava direttamente in Emilia o si attendeva il periodo delle Feste dell’Unità, dove unitamente alle famigerate salamelle costituiva una delle attrattive più apprezzate. Oggi vuoi per moda o per gradimento della clientela proposte simili sono spuntate come funghi un po’ ovunque e non c’è che l’imbarazzo della scelta, per cui il locale sembra si sia orientato a catturare le compagnie in vena di baldoria e ad attirare le numerose aziende del ricco hinterland milanese per pranzi e cene di lavoro. Ne fa da testimone la infinita collezione di biglietti da visita ordinati in più poster distribuiti nelle sale o appuntati con uno spillo alla rinfusa nella saletta d’ingresso; anche questi aiutano nella loro lettura ad ingannare l’attesa prima che si liberi un tavolo.
Il locale si compone di semplici salette tra loro comunicanti arredate semplicemente con tavoli di legno, tovaglie bianche e bicchieri di vetro spesso “da osteria”; alle pareti sono appesi vecchi attrezzi da cucina. Impressionate è la lievitazione del numero coperti avvenuta in questi ultimi anni che ormai si avvicina ai duecento posti a sedere.
Il ristorante a mezzogiorno prevede anche un menu pranzo di lavoro a prezzo fisso (9,30 € bevande escluse), molto ordinario, da mensa aziendale:
come primi piatti gnocchi ai quattro formaggi, fusilli all’arrabbiata, tagliatelle al ragù; per secondi cotolette impanate, medaglioni con i funghi, braciola ai ferri, polpa di roast-beef al limone, petto di pollo ai ferri, fegato di vitello con burro e salvia, mozzarella di bufala, bresaola al limone.
Fortunatamente si affianca un menu emiliano (principale attrattiva della cena) che prevede: gran misto di affettati (7 €), gnocco fritto(3 €), formaggi misti e battuta di lardo(5 €), tigelle(3 €), confetture artiginali e nutella (3 €);
poi tagliatelle al ragù, pisarei e fasoi, crespelle ai funghi (10 €) come primi piatti, per arrivare ai secondi con carne di vitello al lardo e rosmarino, arrosto di coniglio disossato ai sapori, tagliata di roastbeef, costata di roast-beef (12 €).

Sono in compagnia di altri due colleghi, al momento ancora immersi nelle incombenze lavorative: prendo l’iniziativa e ordino per tutti un giro di affettati con gnocco fritto e un bis con pisarei e crespelle.
Il gnocco fritto (sposiamo senza indugio la dizione emiliano-romagnola che ignora le regole dell’Accademia della Crusca rigettando l’articolo lo davanti al sostantivo gnoc) è ben lievitato e soprattutto poco unto e si accompagna ottimamente a salumi di buona qualità, tra i quali si infiltra un inusuale, bizzarro, altoatesino speck finemente affettato. La portata finalmente risveglia nei colleghi il piacere delle cose materiali.
Proseguiamo con i primi: le crespelle le trovo insignificanti, i pisarei come consistenza assomigliano più a degli gnocchetti di semola che a dei pisarei (manca il pane o il pan grattato nella composizione). Ne ho assaggiati di migliori! I colleghi rimangono invece piacevolmente soddisfatti.
Tre bottiglie di acqua minerale hanno accompagnato il pasto che è teminato con due caffè ed un nocino. Il conto è stato di 60 € per tre persone.
Come nota positiva segnalo che nel ristorante è consentita la connessione wireless gratuita ad internet (Free Wi-Fi Area).

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