Ci rechiamo in questo ristorante dietro suggerimen...

Recensione di del 13/08/2006

Al Volt

20 € Prezzo
6 Cucina
6 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 20 €

Recensione

Ci rechiamo in questo ristorante dietro suggerimento di alcuni amici che trascorrono le vacanze in zona.
Ci hanno spiegato infatti che gli attuali titolari de “Al Volt” precedentemente gestivano un ristorante di cucina tradizionale davvero di livello ottimo che si era fatto un’ottima fama in tutta la valle (per inciso segnalo il nome “la Stua” sempre di Pergine Valsugana, non provato, ma che pare aver perso con il cambio di gestione anche la bontà dei piatti e il buon rapporto qualità/prezzo).

I titolari, dicevo, hanno preso in gestione questo ristorante/pizzeria, con meno fascino della location precedente, più tavoli, l’apertura del menu alle pizze e a piatti meno tradizionali e soprattutto situato in pieno centro al piccolo borgo di Pergine.
Una volta entrati si attraversa da una sala, da un lato c’è il bancone, durante il giorno il locale ha anche funzione di caffè/bar e dall’altro la “vetrina” del pizzaiolo. Si accede poi ad una sala decisamente più grande che accoglie circa una quindicina di tavoli di legno, tipo rustico. Non brutti.
L’arredamento è semplice, e piacevole, tutto in legno.
I tavoli però sono molto vicini e il rumore che si sviluppa nell’unica sala è a tratti fastidioso.
Le tavole poi sono apparecchiate molto semplicemente. Niente tovaglie, solo delle tovagliette di carta tipo pizzeria.
L’accoglienza è molto gentile, ma c’è da segnalare che sanno che siamo amici di affecionados del locale.

Chi ci consiglia il posto ci invita anche ad ordinare uno dei piatti migliori di questo locale: il risotto al Teroldego.
Seguiamo il loro consiglio e ne ordiniamo due piatti, saltando l’antipasto, avvisati dalle porzioni abbondanti.
Ad accompagnare il risotto prendiamo una bottiglia di Pinot Nero di Caldano, molto buono. Da segnalare poi che per gustare il vino ci vengono portati dei bicchieri appositi, molto belli.
Ci vengo serviti due piatti enormi di risotto, non voglio esagerare, ma sarà stato un cerchio di risotto, di venti centimetri di diametro e un paio di spessore…
Con coraggio ci lanciamo nell’impresa di vedere il fondo del piatto. Da subito si nota che il piatto è sì buono, ma che fra abbondare ed eccedere c’è una linea sottile molto facile da oltrepassare.
La dose di Teroldego utilizzata è, secondo me, eccessiva, il sapore molto forte rischiava di diventare fastidioso.
Come se non bastasse è stata usata una quantità eccessiva di formaggio per mantecare il risotto (addirittura filava!).
Insomma… un piatto saporito, ma eccessivo in tutti i punti in cui poteva esserlo.

Sconvolti dal cibo, perché dire sazi è troppo poco non osiamo prendere altro.
La padrona però mi offre un assaggio di Sacher Torte, essendo stata avvisata dagli amici del mio amore per questo dolce.
Davvero ottima… buona la consistenza dell’impasto e la quantità di marmellata. Molto buono il cioccolato usato.
Concludiamo con due caffè.
Spendiamo 20 euro a testa. Non male, ma comunque una mezza delusione per quello che ci avevano raccontato.
A margine segnalo che non ho avuto modo di assaggiare le loro pizze, ma sembravano davvero invitanti. Molto ricche come quantità di ingredienti.
Credo che tornerò per assaggiarne una prima o poi, non certo per il risotto al teroldego.

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