E' il ristorante centrale di Pejo Fonti, una tappa...

Recensione di del 10/01/2005

St. Hubertus

30 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 30 €

Recensione

E' il ristorante centrale di Pejo Fonti, una tappa fondamentale appena si arriva o prima di partire.

L'ambiente si suddivide in 3 sale, più quella centrale dove c'è sia il bancone che la cassa, ma quest'ultima si riempie solo in caso di enorme affluenza.
La saletta piccola sulla sinistra, quando si entra, è arredata tipo stube, è la più carina, in teoria lasciano questa sala a chi cena e dirottano verso le altre chi mangia la pizza, ma alla fine, spesso, riempiono le sale in ordine a seconda dell'affollamento.

Fanno anche pizza, dicevo, e c'è da spendere due parole anche su questa: istintivamente verrebbe da pensare che la bontà della pizza sia inversamente proporzionale alla distanza da Napoli, però questa affermazione è terribilmente generica, in questo caso specifico, in primis, è difficilisismo chiamare pizza l'impasto del St Hubertus, però non nego che a me piaccia molto. E' ultrasottile, cornicione quasi invisibile, sembra una sorta di pizza romana, per intenderci, è anche un poco sfogliosa, tanto che ho il sospetto che non ci sia nemmeno lievito di birra.
Comunque sia la lontananza da Napoli impone almeno una cosa: assurdo ordinare una Margherita, più ci si allontana dal sud e più ha senso "condire" le pizze.

In questo caso il mio consiglio spassionato dopo prove su prove (data la casa a Pejo, ovviamente): è formaggio nostrano e funghi porcini fino all'azzardo di metterci anche doppi funghi porcini. Quella è la nostra pizza che ci dice che siamo finalmente giunti in montagna e la vacanza è iniziata (i porcini sono ottimi, immagino li surgelino fuori stagione ma sono davvero buoni lo stesso).

L'inconveniente di questo locale è sostanzialmente dato dal fatto che il menù è sempre uguale: estate, inverno, un anno, quattro anni è sempre lui, ma d'altronde guardando l'altra faccia della medaglia, da una sorta di senso di continuità nel tempo...

Gli antipasti non li prendo quasi mai, ci sono le solite cose, salumi e carne salada che sono perfettamente reperibili dal macellaio più sotto.

Veniamo ai primi: il tris di primi al burro fuso è obbligatorio, sono tre tipi di canederli diversi (da asciutto) e sono ottimi (in realtà il tris è un piatto unico con tre esemplari di tre tipi di canederli: spinaci, patate e formaggio), altro piatto consigliato sono i tortelli ai porcini conditi anche questi col burro, sono ottimi perchè qui nell'impasto dei ravioli e della pasta ripiena mettono anche la patata, che rende tutto più morbidoso e gustoso.
Poi ci sono anche i più normali canederli in brodo.

I secondi: tralascio quelli alla griglia perchè non mi verrebbe mai di ordinarli, meglio concentrarsi sulle cose più trentine: costoletta di cervo con polenta funghi e mirtilli rossi, oppure il salmì di capriolo sempre con polenta e funghi oppure lo stinco di maiale (se avete parecchia fame però, non è proprio piccolo) sempre con polenta e funghi.
La polenta è buona ma non è dato sapere se è appena fatta, calda un monticello fumante, o a fette grigliate, quindi se siete sofistici a riguardo, chiedete, al momento dell'ordinazione, perchè dipende dal quantitativo di clienti e dalle previsioni della cucina. Arrivando ai dolci, ci sono gli strudel, panna cotta ecc.. abbastanza buoni.

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