A latere di una riunione di lavoro in quel di Pavi...

Recensione di del 11/06/2010

Trattoria La Delizia

35 € Prezzo
7 Cucina
6 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 35 €

Recensione

A latere di una riunione di lavoro in quel di Pavia, c’è l’occasione per andare a pranzare con un amico: è venerdì, e venerdì - si sa - chiama pesce e cosa potrebbe essere di più azzeccato che andare alla ricerca di un ristorante che si proponga sull’argomento? Un recente passa parola ha messo in luce questa trattoria, ricavata nel pianterreno di una palazzina. Facile il parcheggio nella zona circostante, ci presentiamo senza aver prenotato: ci accoglie immediatamente il proprietario che ci fa accomodare in un tavolo per due, lasciato a nostra discrezione in una scelta di un paio di opzioni. Il locale, dove si possono servire fino a una quarantina di coperti, è diviso in due zone separate da un muretto a mezz’altezza: il bancone del bar e l’ingresso della cucina chiudono la sala, lasciando la possibilità di sbirciare l’andamento delle operazioni dall’altra parte della “barricata”. L’ambiente è un poco soffocato, con tavoli molto ravvicinati: il soffitto abbastanza basso non aiuta a dare respiro, anche se sullo stesso sono apposti una serie di specchietti tondi in modo regolare, che potrebbero regalare una diversa impressione nelle ore serali con luci diffuse. Molto curato il coperto con tovaglia panna a ricordare il colore delle pareti, vivacizzata da un copritovaglia giallo: un vasetto con fiore, arreda il tavolo, dove bicchieri originali e posate splendenti si lasciano apprezzare.
Ci viene portato il menu, che comprende anche la carta dei vini. L’offerta di pesce è ampia, con cinque-sei diverse offerte sia sugli antipasti, così come per primi e secondi: la struttura del menu è “alla francese”, con possibilità di farsi servire un equivalente del “menu de jour” a prezzo fisso, con offerta di tre portate. Colpisce il fatto che non siano presenti pesci da forno o griglia singoli, situazione inusuale in un ristorante che sposa completamente un menu di mare.

Decidiamo di andare per un antipasto e per un secondo, resistendo alla tentazione dei primi, che lasciamo per un “successivo” venerdì. Alla base della scelta due motivazioni fondamentali: verificare la qualità degli ingredienti e verificare la bontà della cucina nei piatti più semplici e di conseguenza più sinceri. Ci facciamo accompagnare da un Gewürtztraminer della Kellerei Kantern: siamo in Alto Adige nella zona del lago di Caldaro; il vino, fattomi assaggiare dal proprietario, è molto aromatico e di buona persistenza: una buona scelta anche a giudicare il ricarico più che onesto (14 euro).
Di lì a poco, arriva l’antipasto: carpaccio di spada con scaglie di grana, sedano e rucola, servito, fatto molto positivo, a temperatura non da frigo. Presentazione molto essenziale, senza fronzoli, con sapore di mare abbastanza spiccato che annulla l’apporto compensativo del grana e del sedano. Il sapore è forte, probabilmente per la marinatura: marinatura sicuramente preferibile però ad altre alterazioni possibili da limone, che sono state accuratamente evitate.

Si continua con il secondo: io opto per spedini di calamari, a differenza dell’altro commensale che va per una grigliata di tonno con radicchio. I calamari sono presentati in quantità più che sufficiente (sei spiedini per piatto), gratinati con una pastella leggera che si fa apprezzare fintanto che si gustano molto caldi. Il raffreddamento, inevitabile per la quantità, fa perdere brillantezza all’insieme, con l’indurimento dei calamari che perdono il gratin. Ottimo invece il tonno, fatto alla piastra con radicchio saltato in padella, che trova completa soddisfazione.
Ci facciamo elencare la disponibilità dei dolci, tutti rigorosamente fatti in casa (dalla signora, ci tiene a sottolineare il proprietario che serve in sala). Andiamo per un tiramisù (buono ma non da farsi ricordare) e per una torta al cioccolato con molto burro e poco lievito: un gusto particolare ma, anche in questo caso, senza infamia e senza lode. Con due caffè, saldiamo le nostre spettanze con 70 euro: estrapolato il vino, rimangono 8 euro per i due antipasti, 13,5 euro di media per i secondi e 4 euro per i dolci, assolutamente in linea con le aspettative.

Se si aggiunge la continua attenzione in sala del titolare, che ci offre un bicchiere di limoncello in chiusura, l’esperienza è complessivamente positiva. Unica nota decisamente stonata il ritrovarsi gli indumenti olezzanti di mare, nel ricordo di questa “full immersion” di pesce in questo venerdì pavese.

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