Recensione di del 14/12/2013

Osteria alle Carceri

37 € Prezzo
5 Cucina
5 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 37 €

Recensione

Leggendo le recensioni precedenti mi sento un po' in imbarazzo a dover ammettere che la mia esperienza in questo locale è stata purtroppo negativa, forse si è trattato di una serata no, forse è un locale per un target più giovane (non che io sia decrepita intendiamoci) o forse semplicemente si sono semplicemente inanellati una serie di eventi sfortunati.

Il ristorante si definisce Osteria e l'ambiente rispecchia questa definizione: dalla piccola strada laterale a transito pedonale si entra direttamente nella sala al piano terra, circa una ventina di coperti, una scala porta al piano superiore dove abbiamo cenato, qua al massimo una trentina di coperti. Noto immediatamente tre cose che non vanno: illuminazione scarsissima con dei faretti a muro davvero fievoli; sedie di legno scomode e tavoli piccolissimi, in quattro riusciamo a malapena a farci stare le bottiglie, il cestino del pane lo abbiamo appoggiato sul calorifero. L'apparecchiatura prevede delle tovagliette di carta marrone appoggiate direttamente sul piano del tavolo bianco in formica a cui manca qualche pezzo della lamina bianca. Belli i bicchieri.
Il cestino del pane contiene solo tre fette di pane per nulla invitante ed essendo in quattro abbiamo dovuto farcelo riempire almeno due volte.

Nonostante l'impatto il menu si presenta molto invitante e prendiamo: io pasta fillo con gamberi e porcini, mio marito e mio padre carne cruda con sottaceti e raspadura, mia madre un primo di cui mi ricordo solo il tipo di pasta, i malfatti. Purtroppo siamo partiti maluccio: la mia pasta fillo era sottile e croccante direi perfetta, peccato che le patate schiacciate e i porcini sono risultati freddi, solo i tre gamberi grigliati sopra erano appena caldi. Quindi buono ma accidenti un piatto da 10 o 12 euro servito freddo ti fa un po' girare le scatole. La carne cruda era buona ma dura, nel senso che non era il tipo di carne da fare cruda, andava mandata giù intera, per giunta i cetrioli e i peperoni che l'accompagnavano erano di tipo industriale. Mio padre, che non è certo una pittima, non l'ha voluta e l'ha rimandata indietro chiedendo dei salumi, piatto elencato tra i vari antipasti. Poco dopo è arrivato il cameriere che molto gentilmente gli ha portato un piattino con due fette di salame, della pancetta e del lardo comunicando che erano offerti dalla casa. La pasta di mia madre era invece più che discreta.

Passiamo ai secondi: mio marito una tagliata con patate, niente di particolare e pure questa non particolarmente calda, e assolutamente priva di sugo. Mia madre un hamburger con foie gras che già solo a vederlo si capiva che fosse una fetta tagliata da una forma ed era talmente spessa che ci ha fatto dubitare della qualità. Mio padre del rognone con risotto allo zafferano, gradito e finito tutto: unica nota negativa pare fosse un po' salato. Io ho preso un involtino di verza con porcini e stracchino e contorno di fagiolini: buono, il ripieno di patate era esattamente lo stesso dell'antipasto ma fa nulla, solo che per 15 euro di piatto mi sarei aspettata almeno tre pezzi di porcino e non uno e mezzo…

I dessert, arrivati dopo venticinque minuti, sono stati il colpo di grazia: nei tiramisù in cialda il mascarpone non c'era e neppure le uova, c'era qualche pezzo di savoiardo sotto una montagna di panna che secondo me aveva come base la panna della bomboletta. La stessa panna dolcissima accompagnava la fetta di panettone mentre il quarto dessert la torta frangipane con pere al Porto è risultata essere un biscottone di pasta di mandorle troppo dolce con una fetta di pera che del Porto aveva solo il colore.
La cena è stata accompagnata da due vini della Planeta La Segreta, entrambi molto buoni.

Il conto: 150 euro in quattro che sono diventati 140 perché mio padre ha fatto presente che lui il suo antipasto lo aveva mandato indietro e che se la casa gli aveva voluto offrire il piattino di salumi tanto meglio, ma lui aveva chiesto un altro antipasto.
Il servizio invece più che positivo.
Conclusione: o sei osteria o sei ristorante che si vuole dare un tono, non puoi essere entrambi e se invece decidi che vuoi mettere insieme un ambiente da osteria con un menu di una certa qualità (il menu degustazione è 40 euro senza bevande) devi essere impeccabile perché far pagare piatti 12 o 15 o 18 euro e poi servire piatti freddi o assemblati senza cura o con ingredienti non di qualità non invoglia certo a tornare, noi almeno certamente.

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