Nel centro storico di Pavia si trova questo piccol...

Recensione di del 20/09/2010

Osteria alle Carceri

38 € Prezzo
9 Cucina
9 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 38 €

Recensione

Nel centro storico di Pavia si trova questo piccolo ma molto accogliente ristorante che combina un’estrema cura nella scelta di prodotti di qualità a ricette della tradizione non esenti da rivisitazioni, sempre estremamente interessanti. L’interno è in legno con le pareti ricche di eccellenti bottiglie di vino e diviso in due piani da un soppalco. Il tutto offre una gradevole sensazione di intimità e di grande ospitalità.
La lettura del menu conferma la prima ottima impressione: sono elencati i produttori e/o i fornitori dei prodotti proposti. Anche la carta dei vini è ottima sia come referenze sia come ricarichi. Tra gli antipasti spicca la ricca selezione di salumi in prevalenza dell’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (coppa, fiocco, lardo, pancetta) e salame di Varzi.

Noi optiamo per un piatto di gola di suino di razza nera di Parma, sempre della stessa Azienda, che si rivela dolce, gustosa, estremamente solubile in bocca accompagnata da pane di segale. A questa facciamo seguire un filetto di cavallo alla tartara con porcini e raspadura (sottilissime sfoglie di grana, tipicamente lodigiana). La carne si rivela tenera e saporita e il leggero condimento rafforza senza coprire l’insieme dei sapori presenti: un’ottima scelta.
La scelta del primo si orienta per entrambi su dei ravioli con pasta allo zafferano e ripieno di ricotta di pecora e scorzette di arancia, conditi con burro di Normandia Isigny salato DOP. Ottima la pasta che risulta molto elastica sotto i denti e con lo zafferano non invadente ma molto ben abbinato al salato del burro e della ricotta. Le scorzette di arancia arricchiscono il tutto di profumi e di una leggera nota fruttata assolutamente piacevole.
Come secondo (una sola porzione in due) ordiniamo una coscia d’oca in confit accompagnata da coste al limone. La carne è morbidissima, saporita e il limone delle coste aiuta a bilanciare la punta di dolce della coscia: anche questo un eccellente piatto.
Per concludere scegliamo una terrina di cioccolato fondente “Venchi” abbinato a pesche al Moscato e una porzione di pasta kataifi con frutta secca al miele gelato alla mandorla. Entrambi i dessert sono molto piacevoli e concorrono a terminare la cena bene come era stata cominciata. Da notare anche la costante cura dell’impiattamento in tutte le portate.

L’intero pasto è stato accompagnato da una bottiglia di Pinot Nero in rosso Trentino DOC di Maso Poli del 2006. Il naso, anche se fine e ben riconoscibile come Pinot Nero dalle note di ciliegia e ribes, non è particolarmente intenso. L’affinamento in legno ha ceduto un po’ troppi sentori di legno pur rimanendo assolutamente nell’accettabile. L’apertura in bocca è tipica di questo vino e conferma, ma con maggior intensità, le sensazioni olfattive. Vino di corpo, caldo e rotondo con buona persistenza.
A chiudere la serata due bicchierini di grappa dedicata al padre della distilleria Marolo: una grande grappa secca ricca di profumi e sapori. Il grado alcolico elevato (60% vol.) non la rende un prodotto di facile beva.

È da segnalare, purtroppo, un servizio troppo approssimativo anche se sempre cortese. I ragazzi in sala mostrano chiaramente di non essere del mestiere e di arrotondare con questo impiego le magre entrate da studenti e neo laureati. Un peccato per un locale per il resto assolutamente ineccepibile. In ogni caso molto consigliato. Un’ultima nota: il locale è convenzionato con ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino) e applica, alla sera, il 10% di sconto ai soci in regola con la quota annuale.

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