Una volta di più credo che le recensioni debbano e...

Recensione di del 06/11/2009

Hostaria Il Cupolone

40 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 40 €

Recensione

Una volta di più credo che le recensioni debbano essere scritte subito, di getto, ancora cariche dei profumi e dei sentori della serata trascorsa. A distanza di qualche giorno le sfumature stingono, le emozioni cedono il passo ad un più crudo realismo.
Cena di venerdì 06 novembre 2009. Decido di offrire ad un'amica una cena alla Hostaria Il Cupolone, in Via Cardinal Riboldi 2, in pieno centro a Pavia, dietro al Duomo e al suo inconfondibile Cupolone.
Il locale rispecchia quanto mi era stato descritto, circa novanta coperti distribuiti su due piani, forzatamente caldi, in cui il legno antico e/o anticato è assoluto protagonista, insieme ai mille attrezzi e strumenti anni '20/'30 (rastrelli, gioghi, cavatappi, ecc.) appesi alle pareti o pendenti dal soffitto. Non colgo tuttavia alcun calore da antica hostaria negli ambienti, piuttosto una sua rievocazione manieristica.
Non avendo prenotato, troviamo comunque agevolmente posto in sala a pian terreno. Il primo piano, assolutamente vuoto, rimarrà tale per tutta la serata.
La mise en place è scarna ed essenziale: posate su un foglio di carta paglia, l'antica carta dei salumieri, tovagliolo, bicchiere per acqua e baslot in terracotta (una sorta di scodella) per degustare il vino locale secondo tradizione. Un piccolo candelabro monocero rischiara e impreziosisce la tavola.

Immediatamente ci viene offerto un calice di Pinot grigio frizzante, di qualità mediocre, accompagnato da due minuscoli quadrotti di polenta, troppo piccoli per poter essere giudicati. Non amando il vino la mia amica, rinuncio ancora una volta ad ordinarne una bottiglia, pur ammirando la cantina del locale, ben fornita ed assortita. Ripiegheremo su due bottigle d'acqua frizzante (4 €).

Antipasto.
Decidiamo di ordinare un antipasto in due, il "tagliere dell'oca" (15 €), un piccolo tagliere di salumi d'oca di Mortara, costituito da petto, prosciutto e dall'immancabile salame, accompagnato da tiepide cipolle borettane in agrodolce. Gustoso il tagliere, stuzzicanti le cipolline.

Primi.
Optiamo per due robusti primi dal sapore autunnale, tagliolini ai porcini (13 €) e risotto allo stracchino e trevisana (10 €), di tradizione pavese. Dopo un'attesa forse ingiustificata, ci vengono servite due abbondanti porzioni. Discreti i tagliolini ai porcini, in cui i funghi, eccessivamente acquosi rovinano l'ensemble, comunque apprezzabile. Corposo il risotto, buon sodalizio degli ingredienti, ma la mantecatura che investe l'olfatto al pimo impatto è sinceramente eccessiva.

Secondi.
Pur sazi dagli abbondanti primi, completiamo la cena con un secondo di carne, tagliata di manzo con patate arrosto in salsa alla senape (18 €) e, forse divagando un po' dalla tradizione pavese, con una degustazione di formaggi piemontesi e francesi a pasta dura (17 €), accompagnati da miele (millefiori?) e mostarda di ciliegie e arance. Deliziosa la carne, tenera e saporita, senza dubbio il pezzo forte del locale, come mi era stato riferito. Stucchevoli le patate, secche ed eccessivamente saporite, non all'altezza della fine tagliata.
La "tavolozza" di formaggi (servita su supporto) appaga la vista più del gusto. Dei sei assaggi, solo il Castelmagno è all'altezza delle aspettative.

Spendiamo 81 € in due. Cena e servizio non impeccabili, ma comunque assolutamente apprezzabili. Locale curioso, consigliabile a chi, senza macchina del tempo, vuole gustare dell'ottima carne, provando a rievocare le atmosfere, ormai desuete, delle antiche hostarie pavesi.

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