Incuriositi dalla segnalazione di un nuovo ristora...

Recensione di del 17/03/2008

Cafeteria Taverna Santorini

16 € Prezzo
5 Cucina
4 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 16 €

Recensione

Incuriositi dalla segnalazione di un nuovo ristorante greco non lontano da Milano ci mettiamo in macchina. Il ristorante è in centro a Pavia. Da fuori una vetrina da caffetteria, entrando un bancone in legno scuro e tavoli color ciliegio apparecchiati con tovagliette di carta blu e tovagliolo di carta bianco. Qualche girasole finto qua e là ed una foto di Santorini: unico riferimento alla terra ellenica. Una seconda saletta arredata con panche scure e tavoli scuri e i già visti tavoli color ciliegio in fronte all'ingresso del bagno. Il locale è proprio piccolo, ospiterà in tutto una ventina di posti a sedere. Grosse piastrelle bianche lucide al pavimento, paralumi a braccio dal soffitto, muri marrone scuro e arredamento stile English Pub ereditato forse da una precedente gestione non ci fanno sentire certo in Grecia; non bastano i pochi scorci marittimi che qui sembrano essere fuori posto.
La scelta tra le due salette si traduce in una scelta tra mangiare davanti alla porta d'ingresso o davanti ai bagni.

Il menu in plastica da birreria offre una discreta scelta di piatti di carne o vegetariani, nessun piatto di pesce.

I dolmadakia (venduti a 0,5 euro l'uno, sono quelli già pronti e venduti in latte sotto limone), le polpettine di zucchine sono anch'esse figlie di un prodotto preconfezionato, fritte e servite con salsa di melanzane, discreta, e patate fritte tagliate grosse, non salate, ma profumate con un ottimo origano.

Le biphtekia sono piccoli hamburger a forma di parallelepipedo, tutti uguali e regolari per forma e dimensione e molto omogeneei nell'impasto. Il dubbio è sempre il medesimo, di sicuro la carne di questi era molto grassa.

Anche qui patate fritte e salsa tzatziki. Questa salsa qui è realizzata col solo yogurt e cubetti di cetriolo; non vi è traccia nè di aneto nè di aglio.

L'insalata greca è una grossa ciotola di vetro con pomodori, peperone, cipolla rossa, olive e feta. La feta è molto compatta e poco saporita rispetto a quella mangiata in Grecia.

I Ghemistà sono pomodori e peperoni al forno ripieni di riso: questi sono saporiti ma la consistenza del riso rivela più di una cottura.

Infine il Gyros Pita (3,5 euro) è un panino enorme ripieno di gustosissima carne di maiale, untissima ma le dimensioni esagerate e la quantità di carne a discapito di scarsissimi tzatziki, patate, pomodori e cipolla ti stancano presto.
Beviamo una ottima birra Mythos e un litro di naturale.
Conto: 32 euro in due.

In sintesi: ambiente tutto meno che greco, servizio giovane e sorridente, cucina dal buon rapporto quantità/prezzo, ma non certo di qualità. Buono per ragazzi da una birra e un Gyros Pita a 6-7 euro.

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