Giornata di partita per la Nazionale Italiana agli...

Recensione di del 13/06/2008

Antica Trattoria Ferrari

40 € Prezzo
9 Cucina
9 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 40 €

Recensione

Giornata di partita per la Nazionale Italiana agli Europei di calcio 2008 ma, visti gli esordi negativi, corro ai ripari e decido di organizzarmi per una cena fuori casa, cosicché, in caso di vittoria, potrei utilmente festeggiare il risultato con un brindisi e, al contrario, in caso di sconfitta, darei un senso valido alla serata, evitando di incappare nel tipico sconforto post-incontro.

Dunque, approfittando delle ultime serate della rassegna eno-gastronomica pavese Sapori&Stagioni, prenoto un tavolo per quattro presso l’Antica Trattoria Ferrari, sita in Borgo Ticino a Pavia.

Alle 20.30, sotto un cielo plumbeo tutt’altro che rassicurante, io, la mia signora e due care amiche, ci presentiamo puntuali e, (dopo che un’avventrice in uscita dal locale ci sbatte letteralmente la porta in faccia), varchiamo la soglia ed entriamo. Siamo accolti dal patron del locale, che siede dietro una antico registratore di cassa a manovella.

Il locale di ingresso è molto caratteristico, oltre all’antico scrittoio adibito a cassa, vi è posto un bancone-bar, le pareti sono ricche di stampe d’epoca. Veniamo accompagnati nella sala da pranzo principale, già colma di persone (cena di chiusura di un simposio medico?), e siamo colpiti per la sua calda accoglienza, il nostro tavolo è posto sul fondo della sala.

Dopo esserci accomodati abbiamo qualche istante per poter osservare meglio l’ambiente. Le pareti sono rivestite di pannelli in legno scuro, vi si notano molte stampe, fotografie oltreché copie d’annata della gloriosa “Domenica del Corriere”. Il soffitto è bianco con travi a vista e vi è appeso anche un grande marmittone in rame. Al centro della sala, il tavolo deputato al buffet, è sovrastato da una grande fronda verde, adornata con lampadine bianche. Si nota ampio utilizzo di piante varie su tutta la superficie della stanza. L’impressione è molto positiva, la predominanza di colori dal verde delle piante, al marrone delle pareti, trasmette calore e ben dispone ai piaceri della tavola.
I tavoli sono apparecchiati in modo elegante con accurata mise en place: tovaglie con motivi floreali su tonalità di verde tenue e coprimacchia di tonalità gialla con tovagliolo coordinato (sul nostro tavolo solo tovagliato giallo). Posateria in acciaio pesante (tre ordini di posate), calice per acqua e vino a stelo lungo, sottopiatto in ceramica lavorata a tutto bordo, con centrino ricamato; fiorellini secchi di campo e candela rossa.
I camerieri indossano camicia bianca, pantaloni cravatta e gilet nero e sono facilmente individuabili.

Due giovani camerieri (un ragazzo ed una ragazza), un po’ asciutti e sbrigativi nei modi, ci portano i menu a la carte e il menu della rassegna e di li a poco ci servono, come aperitivo di benvenuto, un calice di Riesling D.O.C. Oltrepo pavese, con un piattino con piccole bruschettine al patè di coniglio. L’esordio è piacevole al palato ma un po’ deludente dal punto di vista del servizio.
Fortunatamente per noi però, a partire dalla comanda, saremo seguiti, per tutta la serata e in modo impeccabile, da un solerte, gentile, simpatico e paziente cameriere che porrà ampio rimedio al giudizio sul servizio.

Ordiniamo: tre menu rassegna e un menu alla carta.
Con il menu rassegna è prevista una bottiglia di vino abbinata a tutto pasto: si tratta di un bianco Camarà I.G.T. Oltrepo pavese, della tenuta Mazzolino di Corvino San Quirico (PV). Inizialmente sono un po’ scettico, avrei preferito, e ritenuto più adatto, un rosso ma, tutto sommato, mi ricrederò, questo vino si abbinerà bene a tutti i piatti serviti. Vino molto fresco, poco impegnativo e di buona beva. (voto 8).

Antipasti: Ci vengono serviti su un piatto di portata: peperoni di Voghera bruciati al prezzemolo (dolci ma nel contempo saporiti), crema di ricotta e melanzana (buona, gusto calibrato), pomodoro ripieno con orzo e basilico (gusto delicato, raffinato), insalata di cappone con sedano e salvia (buono), cotechino caldo (eccellente), torta di erbette e guanciale (molto saporita), bastoncini di zucchine fritti (semplice julienne di zucchina fritta in olio,..niente di che), foglia di pane al radicchio rosso e toma di Montecorna (sapori molto ben accostati, eccellente), oltre a ciò un abbondante vassoio di salame nostrano e di coppa stagionata (ottimi).
L’antipasto, in generale, è di ottima qualità e ci lascia decisamente soddisfatti (voto 9).

Primi piatti:
- Risotto con germogli d’ortica e fragole: davvero ben dosati i sapori, riso a grana lunga cotto al dente, buona manteca tura che ben si sposa con l’acidulo della fragola e regala un’ottima sensazione gustativa, uno tra i più riusciti risotti che abbia assaggiato, (voto 10).
- Tagliatelle caserecce con trito di coniglio e limone: anche qui si gioca la carta del contrasto dolce- aspro, con ottimi risultati, ottime le tagliatelle, di buona consistenza, ben amalgamato il sapore del condimento con la nota aspra del limone non soverchiante ma, al contrario, molto ben dosata. (voto 9).

Secondi piatti:
- Cosciotto di maialino da latte alle albicocche: ottima la carne, molto tenera e gustosa, da rivedere la presentazione a mio avviso un po’ ordinaria del piatto (carne quasi immersa in intingolo), le albicocche, poi, non sono così avvertibili nel gusto, al punto che devo rileggere due volte nella lista il nome del piatto. (voto 6).
- Tartara di filetto di manzo con erba cipollina: ottima la carne utilizzata e.. ottimamente insaporita (voto 9). Contorno di insalatina di radicchio rosso con quartirolo. Molto buona.

Per intervallare un attimo, chiediamo che ci venga servito (pur fuori menu) un sorbetto (ne vengono proposti in vari gusti).
Dessert: Bavarese di mascarpone e fragole: Deliziosa, decisamente il giusto finale. (voto 10).

Dopo i caffè ci rechiamo alla cassa per il conto: vengono conteggiati in modo distinto i 3 menu degustazione (36 euro cadauno tutto compreso) ed i piatti a la carte. In totale 156 euro. Unica nota di perplessità riguarda il menu alla carta, in cui, oltre al coperto (3 euro), viene conteggiato sul totale il 10% per il servizio (4 euro). Questa regola della percentuale sul servizio si incontra, talvolta, all’estero ma, in quel caso, non viene richiesto il prezzo del coperto che, fuori dagli italici confini, non esiste.

In definitiva si è trattato di una esperienza decisamente molto buona. Ottima la cucina e le materie prime utilizzate, ben confezionate nel piatto finito. Ottimo il servizio, tralasciando la primissima impressione, condotto con maestria, professionalità e simpatia dal gentilissimo Daniele. Molto bello e caratteristico il locale, peraltro facente parte da lungo tempo del panorama ristorativo-culinario della città di Pavia e del suo Borgo Ticino.
A conferma della soddisfazione, sicuramente ci ritornerò, anche per assaggiare altri piatti interessanti presenti nel menu.

Mi sento, però, in conclusione, di dare al patron del locale, un bonario consiglio che deriva, oltre che dalla mia passione per la buona cucina, anche dalla estrema attenzione per il servizio al cliente ed al marketing: non so chi, nella fattispecie, abbia preso la mia prenotazione telefonica presso la trattoria Ferrari ma, in genere, quando prenoto telefonicamente un tavolo in un locale, mi piace sentire nella voce dell’interlocutore (anche se è stanco e la giornata è stata dura), qualcosa che sappia di … buona disposizione ad accogliermi. Sarà pur un vezzo ma, l’etichetta telefonica mi trasmette la vera prima impressione, è un’interfaccia fondamentale per il futuro avventore; la voce annoiata, il tono laconico e di sufficienza, talvolta possono indurre il cliente ad una preventiva insoddisfazione e, nel peggiore dei casi, a fargli cambiare aria. Basta poco a non incappare in questo rischio!
Meditate ristoratori... meditate.
Guido – Ortrugo69

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