Punto ad una serata di pesce ed, in quel di Pavia,...

Recensione di del 08/04/2010

9 Cento 11

50 € Prezzo
9 Cucina
7 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 50 €

Recensione

Punto ad una serata di pesce ed, in quel di Pavia, il "9 Cento 11" si è ormai guadagnato una buona fama cittadina per chi vuole gustarsi il sapore del mare, con accostamenti mai banali e interessanti. Arrivo con mio padre per festeggiare il suo compleanno verso le 20, avendo prenotato appena un’ora prima: nessun problema per parcheggiare, grazie alla disponibilita’ nella piazzetta della chiesa, immediatamente antistante al locale, e trovo analoga disponibilità nel locale, praticamente a nostra completa disposizione. L’ambiente è particolare, con luce diffusa che bene fa contrastare il rosso acceso della parete di fondo, su cui campeggia il logo del locale, con il bianco delle tovaglie e degli arredi. Mi accomodo sulla sedia in betulla dallo schienale slanciato, dirimpetto ad un quadro “warholiano” di James Dean dai toni di fondo rosso che attira inevitabilmente l’attenzione: musica diffusa tiene compagnia non disturbando, sebbene il volume non sia al minimo. Veniamo accolti con un giro di “bollicine” molto apprezzate: è un rosè che accompagna la lettura del menu. L’offerta è intrigante per i piatti di pesce, anche se anche la proposta di carne sembra essere parimenti all’altezza. Ma pesce doveva essere e “pesce sia”, decidendo di puntare su una delle due specialità del 911, la “Grigliatona di pesce” che vince sul “Barattolo di mare”: la voglia di vedere il pesce in faccia prevale a malincuore sul “guazzetto pugliese”.

In apertura decidiamo di rinunciare alla scelta degli antipasti per optare per un risotto di crema di zucchine e seppioline. La carta dei vini è in evoluzione e, non essendo disponibile un pinot di Ca di Frara, seguiamo un suggerimento, andando per un analogo “Allegro”, frizzante dalla buona persistenza.
Una bruschetta con assaggio di prosciutto cotto di Norcia viene servito nell’attesa del primo: la qualità dell’olio fa la differenza in questo stuzzichino d’apertura e fa apprezzare l’overture. Il risotto, servito di lì a poco, merita applausi. Delicato per cremosità, trova lo spunto di sapore nella sapidità delle seppioline, probabilmente passate in padella.

Essendo la quantità del primo piatto non eccessiva, c’è spazio per aggredire l’abbondante piatto di pesce grigliato. Seppie, gamberoni, scampi, tonno si fanno riconoscere ed apprezzare per freschezza e ottimo punto di cottura. Niente da dire. Il pesce lo sanno scegliere e cucinare.

Si chiude con il dolce: prendiamo due particolarità della casa, denominate “Coppa 911” e “Coppa 912.” In due bicchieri bassi, dal fondo stretto che si apre a salire, una base d’amaretto sostiene del gelato di vaniglia (911) o crema pasticcera (912) con copertura di frutti di bosco caldi e panna. Interessantissimo l’accostamento, peccato per la difficoltà data dal bicchiere nel rompere l’amaretto e poterlo gustare in contemporanea al resto (probabilmente mia imperizia, che non imputo ad altri). Il dolce è servito a sorpresa con due bicchieri di passito (probabilmente di Lipari) che precedono il caffè. 100 euro tondi per una bella esperienza, accompagnata in sala da un servizio mai invadente e propositivo. Unico peccato veniale: la poca attenzione nel rabboccare il vino, operazione quanto mai apprezzabile dovendo confrontarsi con il cestello del ghiaccio e con il conseguente sgocciolamento. Ma va bene così: da ritornare per provare il resto.

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