Con la complicità di un mio collega invento una vi...

Recensione di del 28/10/2010

Parizzi

103 € Prezzo
7 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 103 €

Recensione

Con la complicità di un mio collega invento una visita lampo alla fiera Cibus tec di Parma (di cui non me ne importa molto), in realtà voglio verificare il livello di cucina del Parizzi. E cosa succede? Che ho sbagliato anno, nel senso che la fiera si tiene effettivamente in questo periodo, ma negli anni dispari e quindi ci sarà l’anno prossimo! Arriviamo pertanto prestissimo al Parizzi, siamo i primi. Lui naturalmente non è presente, sarà ad una delle tante puntate de La prova del Cuoco con la Clerici. Pur avendo anche dei validissimi sostituti, non ho mai gradito molto i cuochi sempre in televisione o in giro per il mondo: comprereste ugualmente un quadro di Renoir, sapendo che l’ha dipinto un suo fidatissimo collaboratore?
Non mi dilungo sulla descrizione del locale, moderno e minimalista come ho letto in altre recensioni: forse alla sera riesce a creare una situazione più coinvolgente, personalmente l’ho trovato un po’ asettico.
Senza indugio andiamo entrambi sul menu degustazione pesce, in carta a 70 euro contro i 65 di quello di terra.

E subito ci fiondano un pre-antipasto, due raviolini di pesce in minestrone, tanto piccoli quanto perfetti: buon pesce, ma forse l’abbinamento non mi sembra riuscito, i due sapori non si amalgamano.
Dal rubinetto esce uno Chardonnay Sanct Valentin di San Michele Appiano, gran vino vigoroso (anche nel ricarico).
Grissino di Parmigiano Reggiano a centro tavola e assortimento di panini homemade molto morbidi e soffici ci inducono ad aspettative elevate.

E iniziamo la giostra.
Subito arriva “Crudi e poco cotti”, quattro assaggi di tonno, ricciola, gambero in olio di basilico e capasanta al tartufo nero in abbinamenti davvero gradevoli. Quattro spruzzate di sali esotici all’angolo del piatto ti permettono di condire a tuo piacimento la tua portata: e qui ci siamo, tutto perfetto, il pesce è fresco.
Poi segue "Uova di seppia impanate al basilico con pinzimonio e bicchierino di brodo di pesce": invece qui abbiamo toppato. Pur essendo presentato bene, con le uova sistemate in un cartoccio a forma di cono come per le caldarroste in inverno, il piatto non ha ragione di essere, è un abbinamento banale e insapore, l’unico sapore che ti rimane in bocca è la pastella fritta. E in un angolo trovo un gambero in olio al basilico, lo stesso del primo antipasto!
La terza portata prevede degli "Gnocchi di patate e baccalà con ragù di cozze e vongole su crema di broccoletti": qui ci riprendiamo decisamente dalla delusione precedente, l’armonia degli ingredienti si fonde in un unico sapore delizioso. Piatto d’autore.
Si prosegue col "Trancio di dentice con fonduta di porri al pepe rosa", ottimo come sempre il pesce ma forse meritava qualcosa di meglio come corollario: troviamo nel piatto anche dei funghi finferli che si chiedevano “ma noi cosa ci facciamo qui?”
Quinta portata è un assaggio di Parmigiano Reggiano in tre diverse stagionature, 12 24 e 40 mesi. Sublimi, da buon Reggiano devo ammettere che erano tra i migliori che ho assaggiato: ma che c’azzecca con la degustazione pesce?
E per finire il "Dessert di castagne": tiramisu, gelato cioccolatino con salsa al caramello; molto buoni, ma avrei preferito una maggiore diversificazione dei sapori. Chiudiamo alla svelta con due caffè e veniamo omaggiati di un vassoio di piccola pasticceria veramente ricco e gustoso. Due passiti di Pantelleria versati al calice, senza nemmeno illustrarci il vino, hanno accompagnato il finale del pranzo.
Il conto recita 140,00 euro per i due menu, 38,00 euro il vino, 6,00 euro di acqua minerale, 10,00 euro per i due caffè, 12,00 euro per i passiti di Pantelleria per un totale di 206,00 euro.
Che dire? Si sente una preparazione di base di un certo spessore, cotture di ottimo livello e materie prime indubbiamente notevoli. Il blasone e la storia del ristorante giocano un ruolo importante, ti fanno vedere le cose con un occhio leggermente più benevolo. Ma oltre alle inconsistenze di cui sopra, ho notato alcune cadute di stile, dalla divisa stropicciata del cameriere, e dall’andirivieni tra i tavoli di fattorini con pacchi da consegnare, cuochi, e addetti vari in grembiule nero. Insomma Parizzi, stai un po’ più a casa...

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