Una Domenica pomeriggio in giro per Parma porta me...

Recensione di del 17/02/2008

Parizzi

161 € Prezzo
8 Cucina
9 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 161 €

Recensione

Una Domenica pomeriggio in giro per Parma porta me e la mia ragazza ad una visita per cena al ristorante Parizzi, a due passi dal centro e nella principale via della Repubblica.
Per trovarlo ho dovuto scrutare accuratamente i numeri civici poichè l’ingresso non è in strada bensì al termine di un corridoio che si addentra di una decina di metri, in fondo a questo la bella porta griffata con il logo del ristorante attende i clienti insieme al menù esposto per i curiosi.
Entriamo.

Siamo subito accolti in modo pittoresco da un cameriere in completo scuro e dallo chef, che smorzano con ironiche battute l’atmosfera formale del locale che devo ammettere mi ha impressionato!
Rifatto nuovo da poco, è alquanto particolare con un arredo moderno e “tecnologico”, magari un po’ freddo ma di grande impatto scenico. Siamo lontani dall’opulenza di certi ambienti di ristoranti da me visitati, ma questo genere di lusso è proprio lo stile che vorrei io se dovessi costruirmi casa. Minimalista al punto giusto e con soluzioni architettoniche davvero piacevoli. L’ingresso è già il breve e largo corridoio che conduce ad un ampio salone, quello principale, mentre pochi metri prima troviamo due salette per lato davvero intime, un paio di coperti a testa, e noi in una di queste veniamo fatti accomodare dopo che il personale di servizio ci ha chiesto cappotti, sciarpe e quant’altro da riporre in guardaroba.

La mia ragazza siede su una sedia imbottita appoggiata su una panca a sua volta ancorata al muro, per me una sedia integrata con l’arredo. L’altro tavolo è a pochi metri ma non infastidiva assolutamente. La clientela di questi locali è spesso distinta e difficilmente trovo persone che urlano e fanno baccano. La gradevole musica di sottofondo accompagnava delicatamente la nostra serata.

Prima di portarci i menu ci chiedono se gradiamo acqua mostrandoci le bottiglie. Mentre scelgo cosa mangiare una ragazza appoggia sulla tavola un vassoio con vari tipi di pane fatti in casa, mentre il cameriere ci versa l’acqua prima richiesta. Saltano subito all’occhio i bassi prezzi delle vivande scritte in carta (attenendosi sempre alla tipologia del locale), un menù degustazione di terra proposto a 60 euro cadauno dolce compreso, quello di mare invece a 65. Scegliendo alla carta si poteva al massimo spendere poco di più.
Ancora consultavo il da farsi quando ci viene proposto un aperitivo ( 7 euro), i bicchieri giusti stavano già sulla tavola pronti ad accoglierlo: Champagne Brut Royale Reserve Philipponnat, con l’etichetta pure griffata dalla “P” di Parizzi, una gentile concessione della Maison ci viene detto, o qualcosa di analogo.
Quasi contemporaneamente arrivano due lunghi grissini al formaggio, buoni ma li avrei preferiti più croccanti.

Optiamo entrambi per il "menu degustazione terra".
A questo punto arriva la carta dei vini. La sommelier era assente per maternità ma comunque sono tutti un po’ preparati e non si lasciano prendere alla sprovvista.
La copertina è rilegata da una specie di “pelle di serpente”, color marrone, molto insolita ma la cosa che più colpiva erano le dimensioni. Un librone alto e bello largo. Aprendolo ho trovato un’ampia introduzione e le pagine leggermente ingiallite, con un carattere del testo appena sfocato e che faceva molto “libro antico”, mi sembrava di leggere un manoscritto all’interno di un monastero medioevale. Oltre alle dimensioni era ampia pure la scelta dei vini, italiani e francesi nello specifico ma anche dal mondo. Assolutamente completa, adatta all’orientamento impresso dal ristoratore al suo locale, con ricarichi mi è sembrato leggermente più alti della media.
Scelgo un Beringer, Cabernet Sauvignon californiano della Napa Valley, riserva 1996 da 13,5°.
Avevo sentito ben parlare di questi rossi americani ma un po’ per ignoranza e un po’ per perplessità ho sempre scelto altro. Devo ammettere l’eccellenza del prodotto, anche se non posso vederne il processo produttivo.

Il modo di servirlo è impeccabile, ci mostrano la bottiglia ancora chiusa ma sulla nostra tavola non verrà mai appoggiata; resterà in disparte su di un tavolino e i bicchieri saranno riempiti con perfetto tempismo. L’assaggio non riserva sorprese quindi via che si parte.

Abbiamo modo di terminare lo Champagne con una entrée: su di un piccolo piattino trovo uno scampo crudo posato su salsa guacamole deliziosamente preparata (l’unico confronto che mi viene in mente riguardo la salsa è quello con un ristorante messicano dove ho ben mangiato, ma lasciamo perdere il paragone). Buon avvio.

Il personale di sala non sbaglia una mossa ma soprattutto non i tempi, sempre sorridente, cordiale e professionale.

Arrivano le prime portate, a meno che non abbia cose da evidenziare andrò spedito; in sequenza:
Insalata di petto d’anitra e la sua salsiccia, con spinaci e puntarelle romane. Davvero particolare e gustosa la salsiccia, mai assaggiata. Piatto ben eseguito, dai sapori calibrati.

Caprino in crosta, insalata di verza cappuccio e aceto balsamico. Il sapore del formaggio è di primo colpo forte, ma poi i toni vengono smussati dal resto. La crosta molto croccante.

Ravioli di fagiano con porri croccanti e tartufo nero, salsa al Marsala secco. Eccellenti! La pasta dei ravioli, verde, ospitava un pesto di fagiano davvero fresco che ben si mescolava con il sapore del tartufo.
Ho fatto presente allo chef, affacciatosi nella piccola saletta per chiedere come proseguiva la cena, il mio pensiero positivo riguardo al piatto.
La risposta? “Se vuole posso preparargliene ancora”. E me lo chiede?? Non mi era mai stato concesso un bis, e di piatti indimenticabili ne ho mangiati! L’occasione era troppo ghiotta… erano solo quattro nella prima portata come nella seconda ma della giusta grandezza, e chi crede che in questi locali si mangia bene ma poco, beh, sbaglia. Me ne sono sempre andato sazio, se non di più. Comunque arrivano belli bollenti e sono una delizia!

Costoletta di maialino da latte cotto allo spiedo, con tortino di patate e salsa alle spezie. Un buon piatto per preparazione e qualità delle materie prime, anche se dall’elaborazione relativamente semplice.

A questo punto, finito tutto, il nostro fidato cameriere (che praticamente ci ha seguito dall’inizio alla fine) arriva con un carrello contenente tre forme di formaggio Parmigiano Reggiano di diversa stagionatura. Mi sembra di ricordare 12 – 24 – 36 mesi.

Scegliamo poi di variare il dolce presente nel nostro tour gastronomico prescelto (Cuore di fragola e lamponi al frutto della passione) con una Mezzasfera ripiena al cioccolato e caffè con meringhe morbide per me, mentre lei opta per un Tiramisù alle castagne con salsa mou e gelato alla nocciola.
Entrambi i dolci sono accompagnati da un calice di Vieux Pineau des Charentes Blanc aromatizzato al Cognac, az. Jean Filloux, servito in appropriati bicchieri dallo stelo altissimo.
Più di un “buono” ai dolci non posso dare, ho assaggiato preparazioni più… come dire, “intriganti”.

Il caffè, una miscela particolare peraltro molto amara e a me gradita, è eccellente mentre migliorabile la carta dei distillati. Ma tutto sommato accettabile, considerando che gira e guarda alla fine scelgo sempre lo stesso: un bicchiere di Rhum. Mi sono dimenticato di annotare quale, ricordo che il classico Zacapa 23yr old non mi andava e ne ho scelto uno gradazione 42 del Guadalupe, degustandolo con la piccola pasticceria portata insieme al caffè.

Mi sono poi alzato per andare al bagno e mi hanno molto colpito, a parte le solite salviette usa e getta per asciugarsi le mani, la moderna concezione dello stesso. Appena entrato un lavello sulla sommità di un parallelepipedo ad altezza vita è scattato automaticamente, facendo scendere l’acqua come in una piccola cascata. Le porte erano ante scorrevoli opacizzate di un tenue azzurro, quasi acquamarina, e su queste sono stampati simboli stilizzati per indicare lo spazio uomini o donne. Luci automatiche e quant’altro, ma tutto molto hi-tech. Bello.

Chiedo il conto e una nota con cui ricordare i piatti e le bevande assaggiate. Mi regalano entrambi i menu (anche la carta dolci), portano via la bottiglia vuota del vino e tornano lasciandomi la sola etichetta senza neppure uno strappo e plastificata tra due pellicole. Magari sono rimasto sorpreso per niente, ma non ho capito come hanno fatto ne mai mi era capitato. Davvero un bel ricordo.

Prima di andarcene ci fermiamo dieci minuti a parlare con lo chef, una persona affabile e socievole, che oltre a mostrarci il suo punto di vista su certi aspetti della ristorazione ci invita a provare il Tobago, nuovo wine – cocktail - restaurant bar (chi più ne ha più ne metta) da lui aperto con altri soci nel centro di Parma. Non mancherò.

Quindi che dire? Serata piacevole sotto tutti i punti di vista, il giorno dopo l’ho consigliato a tutti quelli che conosco. Ambiente moderno e raffinato, ovattato e finalmente uno con uno stile nuovo, diverso dai soliti. Cucina preparata e calibrata al punto giusto, buone le materie prime e preparazione molto curata anche sotto l’aspetto estetico.
A livello di elaborazione dei piatti c’è ancora spazio per crescere, ma siamo ad un livello già discreto e quello che trovi è fatto con cognizione di causa. Servizio serio e professionale, tutti i camerieri in completo nero e mai in difficoltà su nessuna richiesta, anche nelle semplici conversazioni o domende curiose.
Il locale era pieno. Ho dimenticato di annotare che i coperti non sono molti in tutto e i tavoli ben spaziati. L’unica nota davvero stonata della serata l’ha fatta la mia ragazza, versandomi accidentalmente addosso il vino da dessert. Voleva salvare il bicchiere dopo averci preso contro, spero che la lavanderia faccia altrettanto con la mia giacca…
Il conto: 2 menù degustazione terra euro 120 – 2 aperitivi euro 14 – bottiglia vino Beringer euro 150 – acqua euro 3 – caffè euro 8 – Rhum euro 28… totale euro 323.

Voglio fare notare la mia voglia di esagerazione nella scelta del vino. Si trovano ottime bottiglie con range tra i 30 e i 50 euro, quindi ipotizzo una spesa media complessiva per due persone di 170 euro per un pranzo completo in questo ristorante, cifra non bassa in senso assoluto ma assolutamente ben spesa qua, al ristorante Parizzi. Dove tornerò certamente, magari assaggiando i piatti di mare.
Consiglio vivamente una visitina al sito internet www.ristoranteparizzi.it.
Un saluto.

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