Trasferta per lavoro a Parma, il mio capo chiede s...

Recensione di del 03/10/2007

Leon d'Oro

40 € Prezzo
8 Cucina
6 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 40 €

Recensione

Trasferta per lavoro a Parma, il mio capo chiede se preferisco classico assaggio di culatello o ristorante veramente maiale, poi mi guarda in faccia e prenota al ristorante maiale! Siamo in tre, abbiamo lavorato e viaggiato tutto il giorno con tanto di giro a piedi di circa tre ore per ammirare i tesori d'arte di questa bella cittadina, a pranzo una cosa frugale: siamo stanchi ma soprattutto affamati.

Il locale è il ristorante di un albergo e l'arredo non è certo la parte migliore, classico anni 70 o 60, si compone di due salette che si susseguono e che contengono una cinquantina di persone al massimo. Entrando si passa accanto al carrello degli antipasti e dei dolci, sapientemente lasciati in bella vista; è chiaro che per stasera di dieta non se ne parla.

Ordiniamo tre piatti di affettati misti: culatta, salame di felino, coppa, fiocco, salame cotto, spalla cotta e cicciolata; un tripudio alla faccia del colesterolo! Da piacentina (ebbene sì, ero in casa del nemico) devo dire che la coppa non era delle migliori, sicuramente industriale e poco profumata, ma comunque molto al di sopra di quelle che mediamente si trovano in giro. Non mi ha esaltata nemmeno il salame cotto, troppo grasso, mentre era nella media il salame e buoni gli altri affettati, con un menzione di merito per la spalla cotta e la cicciolata.

I miei due commensali si lanciano sui primi: tortelli di zucca e tortelli di castagne in salsa di noci, io passo ma assaggio uno di questi ultimi, superlativo.

Veniamo ai secondi, per tutti misto di bolliti (il piatto forte del locale) serviti con salse e richiesta di ciotolone di mostarda, assolutamente divina. Questo piatto è il tripudio del golosone, per la serie del maiale non si butta via niente, ma del mio fegato sì. Vengono serviti lingua, testina, cappello di prete, gallina lessa con ripieno a parte ed altre parti non meglio definite, la testina non mi piace molto, ma è gusto personale, mentre la lingua, nonostante l'impressione, è ottima, il cappello di prete è un po' troppo salato ed il ripieno della gallina è un concentrato di parmigiano, menzione a parte per la mostarda (dolcissima) e per il bagnetto (salsa verde): spettacolari! A ripensare a questo piatto mi viene ancora l'aquolina, davvero gustoso.

Non paghi di ciò assaggiamo anche i dolci, la miglior zuppa inglese che ricordi. Buoni anche una torta con la frutta secca ed il croccante, chiudiamo con liquore nocino e bargnolino, mentre durante la cena abbiamo bevuto un poco d'acqua e due bottiglie di un Lambrusco scuro di cui confesso di non ricordare l'etichetta, però era buono e puliva bene la bocca. Il conto lo paga il capo, però dice che si aggira sui 40,00 € a persona. Serata fantastica e locale da provare... magari quando calerà l'inverno, data la consistenza dei piatti.

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