Riprendiamo il nostro viaggio gastronomico itinera...

Recensione di del 23/09/2010

Ai Due Platani

20 € Prezzo
9 Cucina
9 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 20 €

Recensione

Riprendiamo il nostro viaggio gastronomico itinerante. Dirigiamo ancora una volta verso sud, direzione Parma. Compagni d'avventura tre amici sempre ben disposti ad accompagnarmi in queste “insidiose” escursioni fuori porta. Esordisce con noi Gianni, un eterno giovanotto. Si rivelerà, nel corso della serata, autentico mattatore tanto da guadagnarsi, come una sorta di magnifico trofeo, nientedimeno che una stupenda zucca mantovana, offerta simpaticamente dai titolari del locale. Non proprio agevolmente raggiungiamo la nostra meta situata in quel di Coloreto, frazione della città ducale. Un ambiente gradevolmente semplice, nel quale ci si sente subito a proprio agio, grazie soprattutto alla cordialità e simpatia di tutto il personale.

Il menu parla essenzialmente una lingua locale, questo ci rassicura. Decisi puntiamo sulla torta fritta con gli immancabili salumi: pancetta e mortadella veramente da "favola", salame da rivedere.
Scelta scontata per il vino: un paio di bottiglie di Lambrusco della casa, amabile, leggermente frizzante, di un colore rosso brillante. La sua spuma briosa accompagnerà degnamente ogni nostra scelta e aiuterà a rendere più allegra l’atmosfera. Davanti ai tortelli c'è stata quasi un’ovazione generale: pasta sottile ed elastica, una decina di scrigni che custodivano zucca, mostarda, amaretti e noce moscata. Da ricordare. Ampiamente soddisfatti da voler chiudere lì la serata.
Purtroppo non avevamo fatto i conti con un risotto a base di porcini e lumache offertoci dallo chef che ci costrinse, ahimè, a rivedere la nostra prematura decisione.
L’ennesimo primo: bigoli con le sarde. Giusta cottura della pasta, sarde consistenti e gustose perchè equilibrate nella salatura, un poco stonata la sinfonia dei sapori. Ma non finisce qui.
Un piatto di cappelletti in brodo è quello che metterà fine alla generosa sequela di primi. Risultato di una cucina allora povera, che non poteva permettersi il lusso della carne ed allora utilizzava: pangrattato, parmigiano, uova e noce moscata erano, qui lo sono tuttora, le componenti del ripieno. Unanime consenso per questa scelta e altrettanto unanime il giudizio finale: semplicemente ottimi, anche il brodo giustamente sapido e leggero, un'esecuzione perfetta che si basa su ingredienti semplici e genuini. Saggiamente decidiamo di rinunciare ai secondi.

Ultimo “ostacolo” da affrontare: il dolce. Veniamo a sapere che imperdibile è lo zabaione con torta sbrisolona, ci vuole poco per convincerci. Un paiolo di rame stracolmo di un liquido dorato, spumoso, lievemente liquoroso, di consistenza uniforme e cremosa cattura i nostri sguardi. Ce ne viene servita una quantità quasi industriale in una scodella in abbinamento con alcuni tocchetti di torta. Squisito e anche utile a risvegliare sopiti ricordi di mamme e nonne indaffarate a prepararci piatti che purtroppo ora trovano spazio solo nella nostra memoria. La soddisfazione dei miei amici è la mia, passano in secondo ordine i tanti chilometri percorsi per raggiungere questa deliziosa osteria di campagna.
Un plauso a tutto lo staff del locale, sempre attento e professionale, in particolare a Matteo, il cuoco, che abbiamo avuto il piacere di conoscere a fine serata. Un interessante scambio di opinioni dalle quali emergeva la grande passione ed un sano entusiasmo per il suo lavoro, il tutto supportato da una ragionevole dose di umiltà. La giovane età non gli impedisce di essere, sin da subito, un autentico interprete e custode della cucina parmigiana, e non solo! Il tutto per 180 €, 45 € a persona.

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