Questo rinomato ristorante del legnanese mi ha inc...

Recensione di del 27/08/2005

Da Palmiro

54 € Prezzo
10 Cucina
7 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 54 €

Recensione

Questo rinomato ristorante del legnanese mi ha incuriosito ancor di più dopo i racconti della mia fidanzata che ci era stata qualche anno fa.
Decidiamo di fargli visita nella speranza di rinfrescare i ricordi dell'estate con una cena a base di pesce per cui questo locale è famoso nella zona.

Non essendo esperto di Parabiago da solo non ci sarei mai arrivato, fortunatamente la mia fidanzata è di quelle parti e mi ha guidato brillantemente.
Una volta entrati siamo stati accolti in modo gentile ed accompagnati prontamente al tavolo prenotato.
Ci sono stati subito portati i menù e la carta dei vini che ho trovato veramente di elevata qualità e, per facilitare la scelta, ci è stato offerto un po’ di aperitivo della casa.

Mi soffermo in primis sul servizio: di primissima qualità, per gentilezza, efficienza e preparazione del personale ma anche per la capacità di instaurare un certo rapporto con il cliente senza per questo essere invadenti.
Siamo stati guidati nella scelta del vino optando alla fine di una piacevole conversazione per un bianco prodotto a Villa Cortese, paese limitrofo, che ci è stato spiegato essere rimasto l'unico vino prodotto attualmente nella provincia di Milano: non potevamo a questo punto che fargli onore. Devo dire che, con le dovute proporzioni, è un vino dalle inaspettate qualità organolettiche.

Cominciamo la cena con tre antipasti differenti:

Capesante gratinate
Antipasto di mare tiepido
Antipasto misto di mare

In particolare io ho optato per l'antipasto di mare tiepido dal gusto molto delicato, forse anche troppo, ma certamente apprezzabile per qualità delle materie prime e dall'ineccepibile preparazione. Giudizio, a detta dei commensali, estendibile anche agli altri due antipasti con menzione particolare per le capesante di cui il cameriere ha consigliato il senso con cui degustarle per cominciare dalla più delicata, finendo con la più saporita.

Era tanto che non mangiavo un buon risotto ed allora ho proposto a tutti e tre il risotto gamberetti, zucca e aceto: proposta accettata di buon grado.
E' stata una scelta entusiasmante: l'accostamento dei sapori della zucca e dei gamberetti è una rivelazione, l'aceto poi dona un tocco raffinato e spezza la monotonia, tutto questo con alla base un risotto cotto a regola d'arte e servito in quantità non eccessiva, come purtroppo spesso capita, per non rendere il piatto "ingolfante" e lasciare un buon ricordo al palato ed allo stomaco.

Sullo slancio di quest'ottimo primo piatto abbiamo successivamente ordinato del filetto di orata con passata di pomodoro.
Anche in questo caso le aspettative sono state rispettate. Pur non essendo un piatto dagli accostamenti particolari una goccia di pesto in mezzo alla passata dove navigavano i filetti dava un tocco di personalità al piatto, rendendolo apprezzabile sia dal punto di vista della presentazione sia successivamente come accostamento di sapori. Naturalmente i filetti erano freschissimi e di ottima qualità e non sto a dire quanto fossero gustosi.

Abbiamo continuato scegliendo dal carrello dei dolci una macedonia con gelato, apprezzabile soprattutto per l'abbondanza dei frutti di bosco, concludendo con l'immancabile caffè.

Il conto di 163 euro per tre persone è del tutto motivato.
Uscendo la riflessione che tutti hanno fatto è stata che, pur essendo pienamente soddisfatti sia per quantità che per qualità della cena, nessuno si sentiva appesantito, a ulteriore riprova dell'elevato valore assoluto dei piatti che questo ristorante propone ai propri ospiti.

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