Dì di festa in Villetta. Epifania e desiderio di c...

Recensione di del 06/01/2012

Osteria della Villetta

38 € Prezzo
10 Cucina
10 Ambiente
10 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 38 €

Recensione

Dì di festa in Villetta. Epifania e desiderio di chiudere il periodo natalizio nel migliore dei modi, con persone carissime e una gitarella fuori porta ma soprattutto con la scelta del posticino giusto per l’occasione.
Niente di più semplice se non quest’osteria che era da troppo tempo nei miei posti dove andare ma purtroppo non ancora visitata. E fortuna vuole che per il mezzogiorno di questo giorno troviamo aperto e quindi posto... e dico fortuna perchè nel periodo post festività natalizie chiude meritatamente.
Non so proprio da dove cominciare; forse dalla cosa più bella che mi porterò sempre con me da questo viaggio meraviglioso: il sorriso e calore di queste persone e posto.
Un’osteria che è così difficile trovare ancora, una così lunga tradizione mantenuta in ogni minima cosa: scesi dalla macchina si è rapiti e proiettati in un locale d’altri tempi, fortunatamente mantenuto tale, e varcata la porta tutto rispecchia quanto letto e sentito dire da persone che come me hanno avuto la fortuna di esserci e incontrarli.
Un ambiente rustico, bancone vecchio stile e tavoloni di legno, vecchie foto e bottiglie, arredi/oggetti antichi. Il tutto a trasmettere un’eleganza e memoria come se ogni cosa parlasse.
Ma ecco loro, Grazia e le ragazze in sala che ci danno subito il benvenuto come se fossimo ospiti di famiglia, con un calore, sorriso e presenza che sentiremo per tutto il pranzo come una delle cose più belle e gustose assaggiate. E poi arriva anche Maurizio che rivedremo durante e alla fine del pranzo per quattro chiacchere così piacevoli che sarà peccato andarsene.
E prima di iniziare a parlare delle meraviglie degustate è doveroso soffermarsi ancora su queste splendide persone che si meritano ogni premio ricevuto e ogni premio che riceveranno sicuramente, ma soprattutto l’affetto e riconoscimento di chi come me e noi ha il piacere d’incontrarli e quindi tornerà e parlerà di loro condividendo l’esperienza vissuta.
Questa volta mi sono gustata tutta la carta intera in un profumo e respiro: con l’occasione di lavarmi le mani passo per la seconda sala, bellissima e in stile pure quella, e quindi da una finestra con vista sulla cucina, il mio Eden, e rimango inebriata in tutti i sensi, fermandomi addirittura un attimo per raccogliere ogni nota e sfumatura. Tanto che non ho potuto trattenermi dall’affacciarmi e fare i miei complimenti.

E quindi eccoci al tavolo e il benvenuto in Franciacorta ci è dato con un calice d’Oro: e anche qui davvero basterebbe la vista e il profumo, anche se la fortuna di berlo è il più bel completamento: Villa Crespia Riserva 2002. Ho detto niente e tutto vero? Semplicemente incantevole e da incipit a un pranzo memorabile.
Piatti citati a voce e scelta che per la prima volta qui s’indirizza su quelli storici e di maggior fama del posto: quindi trippa alla bresciana per cominciare.
Arriva. Fumante e in una scodella. Chiudo gli occhi per sentirne il profumo e ne ritrovo quindi uno che ho afferrato prima nella sosta davanti alla cucina. Da brianzola la conosco bene, soprattutto quella della mia nonna, ma la versione bresciana è altrettanto lodevole differenziandosi dalla nostra per l’assenza dei fagioli. Una dolcezza e leggerezza incredibile, un brodo profumato ed equilibrato nella sua semplicità e assenza di aromi se non quelli delle classiche verdure.
Adoro questi piatti e il mantenerli vivi è una delle cose che più apprezzo e quindi sposo facendone la mia scelta.
Pure il pane è molto stuzzicante, infatti viene terminato e quindi prontissimamente riportato.
Dimenticavo una bellissima cosa al tavolo: una piccola lattina di olio, come non ne vedevo da molto tempo; è vero piccoli dettagli ma grandi in quanto trasmettono... e pure il pane ci ha fatto un tuffo non resistendogli!

Veniamo ai secondi e pure qui la scelta ricade sul loro tris: polpetta di manzo, accompagnata dall’involtino di verza ripieno e dal guanciale di manzo bollito con salsa verde.
Mamma mia che incanto: pure questo riporta alla tradizione ma in modo così sublime che è un peccato non possiate mangiarne mentre leggete, eccellente materia prima e preparazione semplice ma proprio per questo ancor più difficile nel risultato che qui però riesce a toglierti il fiato e la parola, accendendo invece ogni senso.
La polpetta così perfettamente preparata in croccantezza e leggerezza, l’involtino di verza dove la verdura regala un gusto e una morbidezza al ripieno meravigliosi e il guanciale con la salsa verde bollito alla perfezione e di una scioglievolezza incredibile con una salsa equilibratissima.
Accompagna il piatto la loro peperonata di un dolce... e la verza stufata e quindi ancora piatti casalinghi che trionfano.
E rosso sia per questo secondo piatto! Rimaniamo assolutamente sul territorio e soprattutto nelle loro mani per la scelta: un meraviglioso Botticino DOC "Pià de la Tesa” 2007, intenso, persistente e così avvolgente! E anche in questo consiglio si ritrovano loro, il calore e la passione per quello che regalano e condividono con i clienti che si sentono più amici che tali.

Altri piatti scelti sono stati un bis di antipasti di pesce: crocchette di baccalà e patate e persico dorato accompagnati da polenta e il bollito misto con salsa verde. Strepitosi è dir poco.

E per dolce? Una torta di pere e amaretti che conclude questo bellissimo viaggio enogastronomico ma soprattutto in una casa, la loro, aperta fortunatamente a tutti quanti vogliono immergersi in una delle tradizioni più belle.
Inutile dire che sono tutte preparazioni semplici e casalinghe e proprio per questo strepitose.
E sul finale riecco Maurizio e una bella chiaccherata, a chiudere nel migliore dei modi questa bellissima pagina che porterò con me e nel mio bellissimo libro dei posti ma soprattutto persone di cui voglio parlare, per condividere con chi mi leggerà queste emozioni che spero possano provare presto e in prima persona.
Grazie di avermi accolto nella vostra famiglia così e nell’attesa di rincontrarvi presto rivivrò ogni emozione anche solo nelle parole che vi dedicherò. Con immensa stima e affetto.

Miky

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