In una serata quanto mai uggiosa, decidiamo finalm...

Recensione di del 10/11/2012

Aquariva

71 € Prezzo
8 Cucina
9 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 71 €

Recensione

In una serata quanto mai uggiosa, decidiamo finalmente di provare il ristorante Aquariva, di cui tanto abbiamo sentito parlare e nel quale abbiamo saputo lavora da poco il fido Stefano, sommelier che per tanti anni ci ha seguiti all'Ortica. L'ingresso è quello del West Garda a Padenghe sulla statale, bisogna entrare dal cancello e parcheggiare lì, il ristorante si trova al termine di una stradina in discesa lastricata da un tappeto bluette e con una ringhiera per evitare scivoloni improvvisi. L'ingresso è in comune con gli uffici del West Garda, ma c'è un cartellone che indica il ristorante e quindi non si può sbagliare. Una volta entrati, un brevissimo corridoio, si svolta a sinistra e si è arrivati.
Sulla porta troviamo ad accoglierci Stefano, cordiale come sempre, il quale, avendo visto nelle prenotazioni il nostro cognome e presumendo che fossimo noi, si è "permesso" di riservarci uno dei tavoli migliori del ristorante, vista lago anche se è buio. Io resto personalmente impressionata dal locale, che è semplicemente splendido. Tutto sul bianco, arredato in modo molto moderno, con dei bellissimi quadri contemporanei colorati alle pareti, i tavoli apparecchiati in modo molto elegante sui toni del beige e le sedie con le coperture che arrivano fino a terra, alcune beige ed alcune blu, che conferisconno un'ulteriore ed indubbio tocco di eleganza. La sala contiene all'incirca 60 coperti ed è divisa in due con delle pareti di vetro, di modo che si riesca a spezzare l'eventuale rumore della sala piena. La seconda sala, quella dove veniamo fatti accomodare, ha una grandissima vetrata che si affaccia proprio sulla darsena. Dopo pochi minuti viene a darci il benvenuto Ivan Favalli, uno dei due titolari, (il fratello Paolo è chef executive e responsabile della cucina), appassionato come me di champagne e davvero molto cordiale. Ci vengono consegnati i menù e dopo pochi minuti veniamo anche informati che è disponibile un menù di tartufo, che viene anch'esso appoggiato sul tavolo. La prima cosa che si nota dalla carta e che sinceramente mi impressiona, è la grandissima scelta di pesce crudo disponibile, una pagina intera tra carpacci, tartare, ostriche e ogni altro ben di Dio. La seconda cosa che mi colpisce e che noto per la prima volta in un ristorante di questo livello, è che alcuni piatti, contrassegnati con un asterisco, sono disponibili anche nella mezza porzione. Opportunità che personalmente giudico vantaggiosa, nel senso che se una persona volesse assaggiare più cose non sarebbe comunque obbligata a rimpinzarsi, anche perché, scopriremo poi, in seguito che le porzioni sono piuttosto abbondanti. Mentre consultiamo i menù, indecisi su cosa scegliere, arriva Stefano a farci presente che sul pesce crudo la qualità è altissima e quindi possiamo andare ad occhi chiusi e ad informarci su quali siano i piatti più "gettonati" del locale. Finalmente riusciamo a decidere: stasera viaggiamo in coppia. Nel frattempo ci è stato versato come aperitivo un flute di champagne ed è arrivato il benvenuto dalla cucina, su un piccolo piatto che viene posto al centro del tavolo: gambero avvolto in pasta fillo leggermente agliato, bignè di grana (favoloso) e rotolino con la zucca. Piacevolissimi.

Antipasti. "Le tartare da noi condite" (disponibili anche al naturale). Su di un piatto rettangolare, lungo e bianco, ci vengono presentate quattro proposte: scampi, che si sente essere freschissimi, buonissima; ombrina, assolutamente ottima e abbinata con una salsa Wasabi piccantissima ma eccelsa; salmone con una composta di mele e tonno rosso. Manca per i nostri gusti ancora un filino di olio ma provvediamo senza problemi.
Come vino scegliamo originariamente in carta (veramente impressionante la quantità di champagnes disponibili, 150 etichette) un Gewurztraminer Vorbourg Gran Cru Comtes d'Isenbourg del 2002, ma Stefano viene a informarci che secondo lui è un vino troppo dolce e, in base ai piatti che abbiamo scelto, ci consiglia sempre un Gewurztraminer, Les Princes del 2007, un vino davvero buonissimo.
Secondi piatti. "Fritto di pesci, crostacei e verdure da intingere nell'agrodolce". Su di un piatto grande ci viene presentata una carta da fritti chiusa con uno stecchino grande, contenente una grande quantità di fritto. Ci sono piccoli pezzi di pesce intero, gamberi e diverse verdure quali zucchine, melanzane, carciofi e cipolle. Il fritto è molto saporito, molto gustoso, ma davvero leggero e buonissimo. Veniamo a sapere che è così leggero perché il pesce prima viene passato nel latte. Anche perché generalmente il fritto di pesce è un piatto popolare considerato anche abbastanza facile da realizzare, in realtà secondo me i fritti buoni si possono contare sulle dita di una mano. Soprattutto quelli leggeri e digeribili.
Durante la nostra cena Ivan Favalli fa qualche apparizione per accertarsi che tutto sia a posto (scopriamo poi che Stefano gli ha parlato di noi e di quanto apprezziamo locali di questo tipo). La serata scorre via piacevole e rilassata, oltretutto il locale è abbastanza pieno, ma non c'è per nulla rumore. Per noi una cosa importantissima.

Dolci. Mio marito alza bandiera bianca, io invece, piena come un uovo, mi faccio tentare dal sorbetto "mojito", che è molto particolare: non alcolico e con un sapore alle erbe. Sapore non convenzionale, ma assolutamente indicato dopo il fritto.
Mio marito termina con un caffè e qui forse arriva la prima nota stonata della serata: il caffè viene servito così, nudo e crudo, senza nemmeno un accenno di piccola pasticceria o qualcosa per accompagnare. Sarà che noi siamo abituati troppo bene?

Conto totale euro 141,50 con 35 euro di vino, direi un prezzo assolutamente onesto per una cena così buona, così servita bene e in un ambiente così bello.
In conclusione: locale stupendo, di classe, servizio professionale, ma molto cortese (e in questo l'esperienza di Stefano la fa sicuramente da padrona), molto simpatico Ivan Favalli che cena anche lui nel locale con la moglie e che ci accompagna all'uscita salutandoci calorosamente, cibo veramente molto buono. Abbiamo scelto noi portate "semplici", quindi non siamo in grado di dire se lo chef abbia ideato quelli che noi chiamiamo "piatti pazzeschi" per ideazione e accostamento di sapori, ci riproponiamo quindi di ritornare ad assaggiare qualcosa di diverso. Comunque è un locale bellissimo che mi sentirei di consigliare.

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