Dopo tanto tempo sono tornato a cenare di sabato s...

Recensione di del 04/08/2012

Borgo di Dentro

13 € Prezzo
5 Cucina
5 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 13 €

Recensione

Dopo tanto tempo sono tornato a cenare di sabato sera per le vie di Ovada. Nonostante sia un conoscitore di vari locali in paese, questo locale mi è parso nuovo, anche se ormai era circa un anno che non bazzicavo queste zone. Si confonde comunque tranquillamente con la ristorazione media della zona, servizi rapidi gestiti da personale ruvido, che difficilmente ti fa un sorriso o ti dice una parola in più del necessario.

Questo locale si trova ai margini del borgo vecchio, lungo la salita che costeggia il Lungo Stura e, nonostante sia inserito in un contesto che privilegerebbe uno stile più rustico, appare arredato in stile moderno con un improbabile accostamento di bianchi e azzurrini alle pareti, intervallati dalle solite foto pseudo-artistiche di qualche personaggio locale. La sala unica è organizzata in due livelli, la prima ad altezza strada (con bancone subito all'ingresso) e la seconda leggermente più infossata dove trova posto anche la cucina e l'angolo delle pizze, con forno a legna. Illuminazione fredda più adatta ad uffici che a ristoranti, radio soffusa sintonizzata sulle classiche hit estive.
Arriviamo per le 19:15 convinti di trovare posto a colpo sicuro, invece la proprietaria ci dice che serviva la prenotazione, ma bonariamente ci fa accomodare a patto che entro le 20 liberiamo il tavolo. Il modo, finto scherzoso tipico della zona, con cui ci viene chiesto di spicciarci mi fa venire voglia di alzare i tacchi ed andarmene, ma non siamo in vena di polemica e quindi restiamo. Veniamo fatti dunque accomodare, la sala conta giusto una tavolata e nessun'altro ma si riempirà da lì a mezz'ora.
Una ragazza di sala ci consegna i menù, dal quale si può scegliere sia pizze sia piatti da ristorante. Scorrendo un po' le proposte non trovo nulla di particolarmente interessante, solita cucina monotona dove la carne cruda pare il massimo del gourmet.
Decidiamo dunque di buttarci sulle pizze, le quali possono essere scelte anche con impasti diversi (ad esempio il kamut) con maggiorazione di due euro sul prezzo. Ordiniamo un pizza piccante per me e una semplice prosciutto e funghi al kamut per la mia compagna, accompagnate da acqua e una birra rossa alla spina non così eccezionale, con un vago retrogusto amarognolo per me non piacevole.
L'attesa è breve, la pizza si presenta generosa nelle dimensioni e nel condimento, bella sottile e croccante ma del tutto nella norma; anche gli ingredienti (soprattutto quei poveri funghetti, del tutto insapori) non brillano per ricercatezza e qualità.

Vista la spada di Damocle del tempo ci sbrighiamo a consumare e senza perderci in languidi sguardi andiamo alla cassa a pagare per concederci un po'di tempo per noi in altri posti. Aggiungo anche un caffè al conto finale di 26,50 € di cui 4 euro per un coperto che non si è visto: né pane né grissini, niente. Forse è il prezzo per rimirare, durante il pasto, il "bellissimo" vasetto di fiori di plastica appoggiato sul tavolo...
Conclusione: non c'è niente da fare, a Ovada e zone limitrofe tutti questi locali sono presi e copiati con lo stampino, cucina senza sprint, locali arredati con Paintbrush e sorrisi stentati che ti fanno chiedere perché diamine non ho cucinato io qualcosa di creativo a casa? Ma è sabato sera, la regola è cenare fuori quindi paghiamo il pizzo all'abitudine e facciamoci andare bene quello che passa il, misero, convento.

Davide

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