Passione, innovazione e tradizione

Recensione di del 30/07/2014

Peccato di Vino

45 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 45 €

Recensione

Ci troviamo in vacanza nel Salento e precisamente trascorriamo la serata entro le mura della magnifica Otranto. In un vicoletto alle spalle della cattedrale troviamo questo ristorantino, intimo, tranquillo, fuori dai flussi di turisti.

Prenotiamo, meglio visto che i tavoli esterni tengono massimo una ventina o poco più di persone e avendo letto che non fanno il giro dei tavoli per lasciare cenare senza premura.

Ci accoglie il proprietario che ci fa accomodare offrendoci un aperitivo, con un flute di Fiano Minutolo Salentino, un bianco a vendemmia tardiva: ottimo inizio con profumi decisi di dolcezza extra maturazione, ma in bocca piacevolmente secco, accompagnato con un cubetto di pizza rustica e servendo un lungo vassoietto di pani di produzione propria di diversa fattura tra i quali zucca, semi di papavero, sesamo, integrale nero, una piccola pagnottina alle olive salentine nere (attenzione ci dicono ai noccioli delle olive), al peperoncino e pane comune.

Ordiniamo e l'attesa non è lunga per un piatto di Sciallatelli alle Delizie di mare serviti su purè di fave verdi e le Orecchiette alle Cime di Rapa e cozze.

Entrambe paste fresche molto ben condite: gli sciallatelli viene consigliato di mescolarli prima per amalgamare la crema di fave che dà una nota vellutata ed erbacea al sugo abbondante di piccoli pesci e molluschi di mare.

Le orecchiette sono servite con cime di rapa cotte al punto di divenire quasi una salsina che lucida di verde la pasta servita con ottime cozze grandi e prezzemolo fresco; tocco finale taralli sbriciolati e resi croccanti in padella.

Accompagnamo con un vino tipico del Salento, un Malvasia Rosato Vigneti Reale di Lecce: ottimo sentore di ciliegia e amarena, fresca malvasia con una buona acidità che bene si accompagna alla nostra cena.

Peccato per l'acquazzone che ci sorprende a fine primi piatti facendoci trasferire tutti all'interno dove appunto il titolare cerca di lasciare i tavoli liberi per le emergenze; peccato che i bicchieri di vino appena versati siano rimasti chissà dove e dobbiamo riversare altro vino.

L'interno è composto da due piccole salette con qualche scalino, muri bianchi leccesi e tanti dipinti, candele, oggetti che lo rendono un ristorantino romantico e curato.

Procediamo con i secondi di mare: Bracioline di Spada panate nei Pistacchi di Bronte che in realtà vengono serviti come due arrotolati di filetti di pesce ripieni di pistacchi tritati, cotti al forno, serviti con una riduzione di Negramaro. Ottimo l'abbinamento Negramaro, pesce spada e pistacchi.

Per me un filetto di Orata alla Otrantina servito con anelli di cipolla bianca lasciata croccante, olive nere e pomodorini. Un secondo piatto più semplice ma molto piacevole.

Niente dolce, è davvero troppo e siamo soddisfatti così.

Caffè offerto e conto: 83,60 euro sicuramente un poco più caro di normali ristoranti della zona ma si paga la tranquillità con cui è possibile cenare, la qualità di servizio e cucina e la sicurezza che nel caso di pioggia non si debba interrompere la cena.

Unica nota ritrovata anche in altri ristoranti della zona è l'applicazione di un 10% di servizio, insolito non essendovi abituati in Italia per avere già un IVA alquanto importante.

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