Non mi era mai capitato in circa cento recensioni ...

Recensione di del 04/08/2012

Agriturismo la Sarticola

33 € Prezzo
4 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Negativo
Prezzo per persona bevande incluse: 33 €

Recensione

Non mi era mai capitato in circa cento recensioni di dovermi ricredere in maniera così pesante su un locale. Questo purtroppo mi è successo in questi giorni. Cena alla Sarticola, uno splendido agriturismo arrampicato sulle colline prospicienti il litorale toscano tra il marginene meridionale della Liguria e la provincia di Massa Carrara. Anche la serata è molto invitante, il caldo afoso della giornata si sta mitigando grazie alla leggera brezza serale.
Rimaniamo un po’ delusi dalla sistemazione che ci offre Matteo, infatti in una serata del genere era auspicabile una apparecchiatura all’esterno destinata invece agli ospiti dell’agriturismo.
La serata è a tema, tramite una spiegazione di due delegate di una condotta, ed il tema proposto è quello del pasto dei viandanti che percorrevano la via Francigena, pasto povero ma soprattutto con prodotti a km. zero.
La mise in place è sempre simpaticamente curata e le signore che illustrano hanno un tono accattivante e per nulla annoiante, anzi alcuni degli invitati partecipano attivamente alla discussione.
Sulla tavola troviamo gia’ acqua minerale sia liscia che gassata di Calizzano in bottiglia di vetro, potevamo trovare a km. zero un’acqua delle vicinissime Alpi Apuane.
Poi gli immancabili vini della tenuta: il Donna di denari, Vermentino in purezza dei colli vinificato in bianco con affinatura sui lieviti per tre mesi, un bianco eccezionale profumatissimo e con gusto caldo, ed equilibratissimo fra morbidezza e gusto secco ed un rosso, che ritengo prodotto con uve Merlot, a cui è impossibile dare una votazione. Il Merlot in genere viene abbinato ad uvaggi Sauvignon, per completare il gusto oppure usato in purezza nei paesi più meridionali. Il vino rosso prodotto in questa cantina non ha assolutamente corpo, anzi ricorda un po’ i vecchi vini cosidetti contadini che lasciano l’asprigno in bocca per bassa maturazione della bacca e forse fermentazione con temperature non appropriate in cantina.
Abbiamo iniziato maluccio, ma già sapevo della bassa qualità di questo vino.
Speravo anche, avendo già sperimentato la cucina, che questa fosse ulteriormente maturata, avevo ampiamente premiato in una precedente recensione la mano del cuoco molto giovane ma molto promettente.
Ed in questa serata, quando invitato ad una nuova degustazione quale esterno della condotta rimango veramente deluso.

Iniziamo dagli antipasti, con alcuni pezzi di verdure ripiene, non arriviamo neppure alla sufficienza, verdure scarse, un pezzo per qualità a testa, preparazione molto anticipata rispetto al momento in cui vengono servite, ma soprattutto poco sapore nel ripieno, ci viene spiegato che i ripieni provengono da una tradizione prettamente araba, ma in questo caso il ripieno è costituito semplicemente da una cucchiaiata di carne macinata senza alcun sapore.
Proseguiamo con una dadolata di rapa rossa condita con maionese, insufficiente in quanto banale, per proseguire poi con un piatto di affettati, tagliati molto sottili a cui manca forse un rappresentante di questa zona: il lardo.
Ottimo invece l’inserimento di focaccia sfornata di fresco con ampio profumo di rosmarino e l'ottimo olio della fattoria.

Sempre per rimanere in tema di ripieni ci vengono portati come primi uno spettacolare piatto di ravioloni farciti con ricotta e spinaci, conditi con un intingolo di verdure stufate molto interessante, per qualita’del prodotto e accorta stufatura.
Dal tavolo vicino al nostro sentiamo un reclamo da parte di una signora per l’eccesso di pepe in questo piatto, a parte la solerzia del cameriere che propone immediatamente la sostituzione del piatto con uno analogo condito con del pesto al basilico che poi la signora commenterà come molto buono.
Nascono anche in questo caso delle disquisizioni sull’accostamento del pepe con una cena in merito ai pellegrini sulla via Francigena, il pepe deve la sua diffusione specialmente dopo i commerci di Venezia con l’oriente, Marco Polo, ma si rileva che già ai tempi dei faraoni e ancor più ai tempi di Roma si faceva uso di tale spezia.
Possiamo tutt’al più far rilevare che essendo una bacca che raggiunge il massimo se macinata di fresco, varrebbe la pena, a mio avviso, non mettere il pepe in cottura ma lasciare liberi i commensali di aggiungerlo al momento.
Un altro primo è rappresentato da una pasta detta Gassa, tipica della Liguria, pasta fresca acqua e farina, condita con un cacio e pere, non mi entusiasma particolarmente ma sento alcuni commensali che esaltano questo piatto.

Passiamo ai secondi con un maialino cucinato in maniera classica alla toscana al forno, discreto nella preparazione e al piccione anch’esso al forno che io gradisco ed apprezzo molto.
Patate rigorosamente non surgelate, cotte al forno, anch’esse cucinate con troppo anticipo rispetto al momento del servizio.

Come dessert ci vengono proposti tarallucci e cantuccini accompagnati da vin santo, tarallucci buoni e giustamente sapidi da accompagnare nel vino, mentre i cantuccini sono troppo duri, tanto da dover rischiare l’interventro odontoiatrico.
Caffè e ammazza caffè di cui io prediligo un estratto di alloro veramente molto buono.

Il servizio al tavolo è molto ben gestito, ripeto che visto la serata e la disponibilità del luogo era senza dubbio molto preferibile servire nel dehors, abbiamo avuto degli alti e dei bassi nella cucina, alcune portate molto valide e alcune portate banali se non addirittura insufficienti.
Ottime le spiegazioni delle due delegate della condotta, molto semplice, piacevole e assolutamente interessante per tutti i commensali.
La nota molto dolente che mi costringe a rivedere un cappellino blu (cappello verde, ndr) della mia precedente recensione nasce spontanea al momento del conto: 33 euro a testa, che definirei non congruo visto il menù fisso e la bassa qualità e quantità di alcune portate.
Una nota di demerito anche alla condotta che ha gestito la cosa che dovrebbe fare molto più attenzione a questi particolari che oserei non definire banali.
Sarà bene che Matteo riveda con attenzione la programmazione di queste serate onde evitare si divulghino notizie su un calo di qualità del locale. Per il momento penso daremo un’altra prova di appello a questo giovane cuoco della zona.

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