Dopo aver letto meraviglie di questo ristorante su...

Recensione di del 28/11/2012

Villa Crespi

200 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Negativo
Prezzo per persona bevande incluse: 200 €

Recensione

Dopo aver letto meraviglie di questo ristorante sulle guide del settore ed averlo visto tra i migliori d'Italia sul Mangione, io e mio marito decidiamo di fare un po' di strada e di festeggiare in questo locale il nostro venticinquesimo anniversario di sopportazione reciproca. Avevo prenotato inviando una mail, alla quale, tempo sei minuti di orologio esatti, ha risposto una signora molto gentile ringraziandomi per l'interesse e confermando la prenotazione di un bel tavolo per i nostri festeggiamenti. Purtroppo il tempo non è stato dalla nostra parte, in quanto ieri era veramente una giornata pessima di pioggia e vento. Ma pazienza, pensiamo noi, ci consoleremo con la cucina di Antonino Cannavacciuolo.
Dopo un viaggio piuttosto agevole, arriviamo facilmente all'indirizzo e, nonostante le condizioni atmosferiche non permettano neanche due passi all'esterno, notiamo subito che il posto è molto bello.
All'ingresso veniamo ricevuti da tre signorine molto gentili che verificano la nostra prenotazione e prendono in consegna i nostri cappotti, dopo di che veniamo accompagnati al nostro tavolo in veranda. Oltre a noi ci sono altri due tavoli occupati, quindi c'è molto tranquillo. Quello che notiamo subito è l'impressionante quantità di personale di sala per sette clienti, cosa che poi dal nostro punto di vista farà molto la differenza sul livello del servizio.
Ci vengono consegnati i menù e il sommelier viene ad informarsi se è la prima volta che visitiamo il ristorante. Io avevo già consultato la carta sul sito internet, e quindi avevo già praticamente deciso cosa mangiare. Nel frattempo ci viene chiesto se desideriamo un aperitivo, scegliamo un Laurent Perrier rosè, che ci viene servito da una bottiglia aperta. Io noto subito che ha pochissime bollicine, ma sto parlando con mio marito quindi non dico niente. Tempo un minuto, che non siamo nemmeno riusciti a prendere in mano il bicchiere, torna il cameriere il quale ritira i bicchieri dicendoci che il sommelier ha notato da lontano che il vino non va bene. Ci cambia i bicchieri, apre una bottiglia nuova e versa. In effetti, è tutta un'altra cosa. Per accompagnare arriva il benvenuto dalla cucina, che da solo sembra un pranzo: ci sono le zeppole alle erbette, che sono qualcosa di clamoroso, le focaccine calde, la mini piadina di Kamut farcita con il prosciutto San Daniele, i mini taralli, dei piccoli pasticcini salati al pomodoro, dei bocconcini con una crema che sembra di formaggio (dei quali non ricordo il nome). Il tutto accompagnato dai grissini stirati a mano.
Nel frattempo ci vengono consegnate le carte dei vini (una per i vini bianchi e una per i vini rossi), sono talmente fornite che mio marito va in crisi, quindi molla a me la patata bollente. Scelgo un Deutz Ay Rosè.
Mio marito si alza per andare alla toilette, appoggia il tovagliolo sul tavolo e tempo due secondi arriva il cameriere, che prende il tovagliolo, lo piega e lo ripone al lato del sottopiatto.
Mentre chiacchieriamo amabilmente notiamo che il locale all'interno è davvero bello. C'è un parquet vecchio che si vede che è stato recuperato, è bellissimo e ha un colore molto caldo. I soffitti sono tutti dipinti e ornati in stile Moresco e, nonostante l'arredamento sia abbastanza barocco, ci sono le vetrate con le tende bianchissime e un sistema di illuminazione moderno attraverso tesate che danno un tocco di contemporaneità senza stonare. Veramente una location di classe e molto molto elegante.
Arriva la squadra dei camerieri con il secondo benvenuto dalla cucina: polpo arrostito su crema di cavolfiore. Buono, ma niente di eccezionale a nostro avviso. Quello che invece notiamo subito è l'eccellenza del servizio, con la giusta dose di professionalità e cordialità, accompagnate da una precisione maniacale. Ci sentiamo al centro dell'attenzione senza per questo essere asfissiati.
Antipasti.
Per mio marito insalata liquida di riccia, stracciatella di bufala, crudo di scampi, trucioli di pane e acciughe. Il gentilissimo cameriere che ci serve specifica che lo chef consiglia di approcciare questo piatto con il cucchiaio, raccogliendo dal fondo del piatto, in modo da gustare insieme tutti gli ingredienti. Mio marito segue il consiglio ed in effetti dice che l'equilibrio è perfetto, ma bisogna davvero gustare tutto insieme, perché la crema di insalata da sola, ad esempio, è eccessivamente amara.
Per me invece astice bleu, barbabietola e caprino. Il piatto è bianco e molto bello, pieno di fiori. Sul quale è adagiato qualche pezzetto di astice con in mezzo delle "cunette" di caprino (molto buono) e di crema di barbabietola. Sapori nel complesso equilibrati.
Il cestino del pane è molto vario e le preparazioni sono davvero buone, soprattutto i panini fatti di sfoglia, sono qualcosa di meraviglioso.
Mentre aspettiamo i nostri primi, arrivano i camerieri con una sorpresa dalla cucina: plin alla genovese, carne di fassone piemontese, cremoso al parmigiano. Devo dire un piatto veramente ottimo, con un accostamento di sapori azzardato, ma assolutamente equilibrato.
Primi piatti.
Entrambi abbiamo scelto un piatto storico dello chef: Linguine di Gragnano con calamaretti spillo, salsa al pane di segale. Le linguine sono cotte perfettamente ed il piatto in effetti è molto buono, a nostro avviso però la salsa ha un sapore eccessivamente preponderante e copre molto, difatti i calamaretti spillo quasi non si sentono. Comunque, un primo piatto davvero buono.
Il nostro gentilissimo cameriere viene a tentarci con dei formaggi ma, complice il primo e tutti gli assaggi, siamo veramente pieni e c'è giusto il posticino per un dolce. Dopo consultazione del menù e spiegazioni, scegliamo facilmente.
Ci viene pulito il tavolo dalle briciole, cambiato il tovagliolo e arriva il pre-dessert, che ci lascia a bocca aperta. Ci sono due mini panne cotte con la base di cioccolato, i marshmallows alla fragola, lo zucchero cristallizzato, un cremoso al cioccolato ricoperto di pistacchi, i babà, le sfogliatelle (che sono una cosa da urlo davvero), più tutta una serie di piccoli pasticcini, tra cui torrone, cremino al gianduia e gelatina al frutto della passione. Ad un certo punto vedo arrivare la squadra dei camerieri al gran completo. Reggono in mano un piatto bianco sul quale è stato scritto con la cioccolata "Buon anniversario", ornato con frutta e con una candelina. Davvero una bella sorpresa.
Arrivano i dolci.
Per mio marito "Il moijto". Il piatto è composto da una granita al basilico e dal gelato al mojito. Molto buoni se mangiati insieme, la granita da sola ha un sapore eccessivamente aggressivo.
Per me invece "Il Fungo". E' un gelato ai funghi porcini appoggiato su una base al cioccolato. Sapore insolito, buono.
Terminiamo con un caffè miscela Etiopia, che ci viene consigliato di degustare senza zucchero. Molto buono, in effetti i sapori si sentono tutti, anche se io una puntina di zucchero di canna la metto (ma io con il caffè ho un rapporto difficile, quindi non faccio molto testo).
Chiediamo il conto, euro 400 così suddivisi: euro 104 due antipasti, euro 70 due primi, euro 38 due dolci, euro 6 un'acqua naturale Lauretana, euro 50 due aperitivi, euro 12 due caffè, euro 120 vino.
Che dire. Non me ne vogliano gli addetti del settore e nemmeno i "colleghi" mangioni, ma farò un po' la voce fuori dal coro (cosa che peraltro mi riesce piuttosto bene). Partiamo dalla cucina. Tutto indubbiamente buono, anzi molto buono, con materie prime eccellenti. Ma personalmente abbiamo riscontrato degli squilibri nei sapori e, soprattutto, nessun piatto a nostro avviso pazzesco, per invenzione e gusto. Mi sono data il beneficio di inventario, nel senso che ho detto magari abbiamo scelto noi piatti "sbagliati", ma c'è anche da dire che le linguine sono un piatto storico dello chef. Buone, ma non mi hanno fatto sinceramente impazzire. Qui le aspettative erano altissime, ma d'altronde in un posto del genere non può essere diversamente. La location molto bella davvero, sia all'interno che all'esterno, ma venendo noi dal lago di Garda e nello specifico abitando a Gargnano, c'è da dire che dalle nostre parti ci sono posti stellati e blasonati che non hanno niente di meno a livello di cucina, e a livello di ubicazione sono ancora meglio. Come ha detto mio marito, il posto non vale i 450 Km che abbiamo percorso ieri. Quanto al servizio, devo dire che invece è stato, come giustamente ha espresso mio marito, inarrivabile rispetto a tutti gli altri locali in cui siamo stati, mono, bi e tri stellati. Una professionalità da restare a bocca aperta, miscelata con una sorprendente cordialità e gentilezza. Tolgo un punto al massimo voto perché ci aspettavamo di poter salutare lo chef, cosa che non è avvenuta (di certo avrà avuto da fare, ma in un posto del genere un salutino te lo aspetti), ed inoltre ad un certo punto del pranzo sono spariti tutti, è rimasto solo un cameriere che praticamente stava aspettando che andassimo via. Difatti non ha fatto in tempo a darci le giacche che l'abbiamo visto uscire di corsa, salire in auto e partire. Io capisco tutto, che uno abbia degli orari e delle cose da fare, ma a mio avviso in un posto del genere non puoi dare l'impressione al cliente che non stai aspettando altro che lui vada via.
Per quanto riguarda il conto, darò al rapporto qualità prezzo un voto basso, per un motivo molto semplice: d'accordo la qualità, che è ineccepibile. D'accordo la lavorazione che è di altissimi livelli. Ma 65 euro per quattro pezzetti di astice bollito e due spruzzatine di caprino sono davvero un'esagerazione. E qui parlo con cognizione di causa, visto che pur lavorando mi occupo io a casa della cucina, tutti i venerdì vado in pescheria, piuttosto spesso acquisto l'astice blu della Bretagna e quindi so perfettamente cosa costi. Anche i dolci hanno, a mio avviso, un prezzo esagerato rispetto alle quantità offerte, alla lavorazione e alla presentazione. Qui vengono applicati prezzi da tre stelle che, a mio avviso, non sono pienamente giustificati, nemmeno dalla location.
Quindi, riassumendo, cucina molto buona, ma niente che ci abbia particolarmente emozionato. Posto bello, ma ce ne sono altri vicini a noi ben più belli di questo. Torneremo per una seconda possibilità? Nella vita mai dire mai, al momento la voglia ci manca quindi nell'immediato direi di no.

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