Locale sul Lago d'Orta situato in un magnifico pal...

Recensione di del 15/04/2012

Villa Crespi

196 € Prezzo
9 Cucina
10 Ambiente
10 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 196 €

Recensione

Locale sul Lago d'Orta situato in un magnifico palazzo di stile moresco con un parco in riva al lago.
Il fascino e la particolarità del palazzo da soli meritano il viaggio. All'interno due sale e una veranda chiusa da vetri sagomati intorno alle colonne. Gli arredi sono eleganti e tutto è particolarmente curato.
C'è la possibilità di scegliere, oltre che alla carta, tre diversi menù degustazione: "carpe diem", "itinerari dal sud al nord Italia" ed "emozioni" rispettivamente a 88, 120 e 140 euro.
Scegliamo in cinque su sei quest'ultimo, trovando comprensione tra la volontà della maggioranza dei commensali e la necessità di uno di scegliere alla carta avendo una serie d'ingredienti che non ama e che potrebbero essere presenti nel menù. Si tratta infatti di una proposta a sorpresa fatta di dieci assaggi.

Per cominciare ordiniamo per aperitivo un Franciacorta di una piccola casa vinicola che ci viene servito accompagnato da alcuni finger food, zeppole alla napoletana con alghe, focaccette genovesi, taralli, piccole piadine di grano kamut con prosciutto San Daniele, oltre a dei grissini fatti a mano sottilissimi.
Subito dopo arrivano due cestini di pane di svariate forme e gusti tra i quali ho particolarmente apprezzato quello con nocciole amalfitane e a seguire una entrée con un'ostrica con sugo di pomodoro, burrata e alghe da mangiare al cucchiaio in un sol boccone. Una partenza decisamente promettente.

Inizia poi il percorso che prevede tra l'altro insalata liquida di riccia, stracciatella di bufala, crudo di scampi, trucioli di pane e acciughe, piatto che mescola sapientemente sapori leggeri quali gli scampi e la stracciatella a più robuste sensazioni derivanti dalle acciughe e dal pane condito.
Gamberi rossi di Sicilia, gazpacho di pomodoro verde e caviale con una fantastica sensazione nella "spruzzata" di salato che si avverte improvvisamente scoppiando le palline di salmone sul dolce dei gamberi.
Spiedino di capesante e scampi su cipollotti e infuso di mela verde e sedano rapa che, oltre a alla freschezza degli ingredienti, costituisce un'esperienza culinaria interessante anche nel solo infuso che è talmente gradevole da far venire voglia di chiederne una tazza per poter recuperare le sensazioni.

Ricordo poi i due primi.
Raviolo con cozze aglio dolce e conserva di San Marzano e linguine di Gragnano con calamaretti spillo e salsa al pane di segale; piatto storico del locale, molto importante nel sapore e che si completa, una volta finita la pasta, recuperando con il cucchiaio il sugo che è rimasto nel piatto.

Poi uno spezzatino di pesce con crema tiepida di zucchine e schiuma all'acqua di mare, costituito da parecchie piccole porzioni di varie qualità di pesce cotto alla brace, tutti di grande qualità, su cui è posata una nuvola estremamente soffice e gonfia che si scioglie immediatamente appena messa in bocca lasciando un intenso sapore di mare.

Per finire l'unico piatto di carne, una suprema di piccione con fegato grasso, capesante al gruè di cacao e salsa al Banyuls, costituito da più parti di piccione con alcuni pezzi avvolti da pancetta e cotti al sangue, la coscetta impanata alla milanese, le capesante con pezzettini di cacao, il fegato grasso e i fegatini del piccione, un insieme di sapori eccellenti.

A seguire un piccolo pre-dessert e il dessert fatto di crema al cioccolato alternata da biscotti fragranti stile wafer, con un rotolo di cioccolata fondente ripieno di cocco e una sfera d'oro ripiena di crema chantilly.
Con i caffè una selezione ricca di piccola pasticceria che non siamo riusciti a finire.

Infine il conto, dopo una chiacchierata con il cuoco di origine napoletana, pari a 1.178 euro, circa 200 euro a testa, con 140 € per i menù degustazione, 12 euro gli aperitivi, 5 € i caffè, 164 € per le quattro portate del commensale che ha pranzato alla carta, 110 euro per due bottiglie di vino e 60 per i calici da dessert di Sherry Pedro Ximenez.
In sintesi possiamo dire di aver passato uno splendido pomeriggio (il tutto è durato quasi quattro ore senza avvertire nessuna noia e con attese assolutamente normali tra una chiacchiera e l'altra), coccolati da un servizio di primissima qualità, ma non pomposo e talvolta anche scherzoso e da una serie di sensazioni culinarie di altissima qualità in uno scenario affascinante.

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