Per festeggiare un’occasione davvero speciale deci...

Recensione di del 15/10/2011

Villa Crespi

123 € Prezzo
7 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 123 €

Recensione

Per festeggiare un’occasione davvero speciale decido di fare una sorpresa alla mia compagna e di organizzare un fine settimana sul lago d’Orta. Sapendo dell’esistenza del Villa Crespi cedo alla tentazione e decido di testare la rinomata cucina di Cannavacciuolo.
Non mi dilungheró nella descrizione della location in quanto giá ampiamente discussa da altri mangioni, diró solo che la particolaritá dell’edificio e la cornice del lago lo rendono una meta davvero affascinante e romantica. Arriviamo alle 20:45 di sabato, il parcheggio é giá gremito dalle auto degli altri avventori, alcune dei quali straniere: segno che la celebritá del locale ha valicato i confini nazionali. Veniamo gentilmente accolti appena varcata la soglia del particolare edificio, ci vengono ritirate le giacche e veniamo fatti accomodare al nostro tavolo. Anche in questo caso non mi dilungheró nella descrizione della sala, delle stoviglie, ecc., faró solo alcune considerazioni personali: come giá detto intrigante la location, molto particolare ed elegante, molto comodo il tavolo riservatoci, il quale risulta essere fin troppo grande per due persone.

Ci viene chiesto se vogliamo un aperitivo: come rifiutare? Opto per un calice di Cá del Bosco riserva e la mia compagna un analcolico della casa. Il mio vino risulta essere davvero eccellente, molto particolare, apprezzato. L’analcolico a base di succo di mirtillo e pompelmo buono e gradevole. In accompagnamento ci vengono proposte ben 10 stuzzicherie: focaccine calde, bacchettine di pasta di pane fritte con alghe marine, minipiadine con prosciutto crudo, taralli pugliesi fatti a mano, panzanella con pomodoro confit e grissini alle erbe, panna cotta al nero di seppia, bavarese di barbabietola, cantucci salati e grissini al sesamo tirati a mano. Tutto molto invitante, curato, al contempo eccentrico e tradizionale. Da provare!
Tra la selezione di acque “restiamo sul territorio” e optiamo per un’acqua nazionale che ci viene garantita come la piú pura d’Europa: chiedo venia se non ne ricordo il nome.

Successivamente ci viene servita una selezione di diversi tipi di pane, non ho testato adeguatamente e, di conseguenza, non sono in grado di dare un giudizio, ma sembrava tutto ottimo e invitante, il burro d’alpeggio e il vino scelto per il nostro “viaggio”: una bottiglia di ottimo Gewürztraminer sudafricano del 2009 della cantina Bergsig Estate che ha accompagnato in maniera piú che degna la nostra cena. Ottimo rapporto qualitá/prezzo.
Lo chef ci offre due fantastici pre-antipasti: un’ostrica cruda su salsa di yogurt e cetriolo e un totano scottato e castagna su salsa di topinambur e acciuga. Entrambi molto particolari, un ensemble di sapori decisi che solleticavano il palato con la loro complessitá. Ottimi. Peccato che nella mia ostrica ci fosse una scheggia di conchiglia, ma puó succedere, chiudo un occhio.

Veniamo ora alle proproste scelte dal menu: abbiamo optato per quello á la carte scegliendo i piatti che piú ci intrigavano.
Come antipasto “Cubo di vitella di Boves, caviale, salsa d’ostrica, gremolada e cipolla rossa marinata”: tre cubi di tartare di manzo di tre centimetri di lato circa sovrastati da caviale e cipolla rossa marinata, il tutto su una deliziosa salsa d’ostrica. Un piatto complesso ed eccezionale: ricco e appagante. Il caviale dava sapiditá alla freschezza della carne cruda lasciando spazio al sentore di ostrica, il tutto veniva poi arricchito dalla dolcezza della cipolla. Un piatto che mi sento di consigliare!

Come primo “Riso carnaroli Cru Dosso allo zafferano, salsiccia di Bra e ricci di mare”: risotto con pistilli di zafferano servitou piatto piano con alcune sfere di salsiccia e alcuni, purtroppo troppo pochi, pezzetti di polpa di ricci di mare il tutto decorato da coloratissimi petali di fiori commestibili. Purtroppo questo è stato il piatto piú deludente dell’intero “viaggio”: personalmente preferisci il risotto piú all’onda, questo risultava troppo asciutto anche se ben mantecato; inoltre pochi ricci: la loro deliziosa sapiditá si perdeva nella decisione di quel mare di risotto giallo e cosí é successo anche per la salsiccia. Nome altisonante per un piatto fin troppo banale: non bastano ingredienti importanti e trovate scenografiche per appagare il palato, decretare l’eccellenza di un piatto e renderlo indimenticabile. Un buon risotto, ma nulla di piú.

Come secondo “Astice, patate al caviale, fegato grasso in tempura, salsa acida”: un vero tripudio di sapori, piatto ricco e complesso. Nel piatto son stati presentati diversi pezzi di astice privato del carapace, alcune patate dalla forma affusolata poste in verticale con, alla sommitá, una piccola quantitá di caviale e una tempura di fegato grasso, il tutto condito da una salsa che ricordava una panna acida piú fluida. Piatto ricco e abbondante, ma con alcune imperfezioni; la prima: il meraviglioso sapore del foie gras muore nella pastella utilizzata per la tempura, troppa pastella, troppo sentore di fritto che sminuisce in maniera colpevole l’eleganza del fegato grasso, un peccato! La seconda: la salsa acida risulta essere troppo aggressiva; l’eccessiva aciditá non é eccessivamente gradevole e copre a tratti la dolcezza dell’astice. Nell’insieme un buon piatto, ma con alcune grossolane sbavature: ottimo l’astice, cotto alla perfezione, quantitá perfetta, intriganti le patate la cui semplicitá ben si sposa con la sapiditá del caviale, niente di eccezionale la tempura, troppo acida la salsa il cui sapore stride eccessivamente con gli altri ingredienti. Se questo effetto era voluto, non é stato particolarmente apprezzato.

In ultimo “Rognone di vitella giovane, crema di riso al Parmigiano, gremolada di limone, foglie d’ostrica”: anch’esso molto ricco. In un piatto fondo, su un letto di crema di riso dal sapore delicato, si trovavano alcune fette di rognone di vitella; a giudicare dalle dimensioni del rene doveva essere davvero giovane! Anche se lo avrei preferito un poco piú cotto, é stato apprezzato. Inoltre una incredibile scoperta sono state le foglie d’ostrica: della dimensione di una foglia di alloro di grandi dimensioni, tondeggiante, dalla consistenza corposa, ma morbida e dall’inaspettato sapore di ostrica. Sapori a un tratto decisi, a un tratto delicati che si sono sposati in un piatto davvero sublime. Molto apprezzato, ma alla prossima occasione rognone per altri 30” sul fuoco.

Sazi, saltiamo dolce e caffè. Il personale di sala si stupisce del nostro diniego ad assaggiare anche solo la petit patisserie e ci propone un sacchetto da asporto per ricordarci di questa esperienza anche l’indomani: accettiamo. Il giudizio postumo é che anche questa risulta essere eccellente, semplice, ma molto ricca e piacevole. Apprezzata.

Per concludere.
Cucina voto 7: molto particolare, intrigante, tanta voglia di stupire. Piatti complessi, ricchi, nell’insieme apprezzati, ma a tratti incomprensibili: perché lasciare che un ingrediente importante e delizioso come i ricci di mare si perda nella semplicitá di un “risotto giallo” e passi in secondo piano? Perché sminuire il foie gras impastellandolo e friggendolo?
Servizio voto 7: oltre ai soliti accorgimenti che sono d’uopo per un locale di tale caratura (a esempio il cambio del tovagliolo prima del dessert), risulta essere a tratti assente: a me viene propinato un calice scheggiato.
Ambiente voto 8: Villa Crespi é un edificio incredibilmente particolare e degno di nota. Sia l’esterno sia l’interno trasudano un fascino moresco alieno al territorio in cui si trova. Bellissimo.

Infine il conto: per due aperitivi, un antipasto, un primo, un secondo di pesce, un secondo di carne, una bottiglia d’acqua e una di vino la spesa é stata di 246 € (123 € a testa). Un personalissimo giudizio finale: anche se la spesa era prevista e, data la nobiltá degli ingredienti, la prestigiosa location, ecc. in larga misura giustificata, non siamo stati completamente soddisfatti. É stata un’esperienza unica e molto apprezzata, che non ci ha lasciato, tuttavia, appagati al 100%. Da riprovare.

An.Ni.

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.