Questo ristorante si trova in Oliena, graziosissim...

Recensione di del 25/08/2006

Ristorantino Masiloghi

28 € Prezzo
6 Cucina
6 Ambiente
4 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 28 €

Recensione

Questo ristorante si trova in Oliena, graziosissimo paesino ad economia prevalente agro-pastorale, collocato nella parte centro-orientale della Sardegna, a 10 km da Nuoro, a 25 dal mare.

Il paese è posto ai piedi dello splendido Monte Corrasi (1463), ingresso obbligatorio dell’area protetta del Gennargentu, la bellezza incontaminata dell’ ambiente naturale e la ricchezza dei siti archeologici, negli ultimi anni fanno di Oliena un centro ad alta vocazione turistica.

Il locale si trova sulla strada principale che porta in centro città. Non ci sono posteggi riservati e non è sicurissimo posteggiare a bordo strada per non creare intralcio. Fatichiamo non poco a capire dove poter lasciare le nostre auto.

Accoglienza:
Se fossimo entrati un una agenzia postale di Bologna il giorno della festa dell’Unità a pochi secondi dall’orario di chiusura con un plico di raccomandate da spedire avremmo ricevuto più sorrisi: due giovani camerieri non ci degnano di un saluto, sono indaffarati, molto indaffarati. Cominciamo bene. Qualche istante e veniamo fatti accomodare in un tavolo, con un pizzico di fastidio. Il locale è molto semplice ma piuttosto accogliente: legno, mattoni a vista e materiali della tradizione sarda spiccano su sfondo bianco calce.

Menu:
Classico menu della zona, con aggiunta di alcuni piatti di pesce e di molte pizze. Nell’attesa domandiamo una focaccina e un aperitivo: “vediamo se è possibile” la risposta.Incrociamo le dita!
Nel frattempo entrano molti clienti, una tavolata di sole donne e il ristorante diventa sempre più rumoroso. Per fortuna la nostra focaccia "è possibile", ci viene portata ed è anche molto buona. Nel frattempo arriva a prenderci la comanda il proprietario, una persona non particolarmente garbata, non dotato di una particolare simpatia innata né indotta.
D'altrone è il capo, e noi si sa, il capo è sempre il capo. Il quale, di fronte a una comanda fatta di tanti piatti diversi ci segnala che "insomma... vedete voi ma la cucina... aspetterete” eccetera eccetera." Io mi sarei alzato e sarei andato al bar sport di fronte per ordinare birra e patatine con ketchup. Ma si è portata pazienza.

Antipasti:
Tortino di verdure: una fetta di torta ripiena di alcune verdure. Non particolarmente esaltante né deprimente. Cozze e vongole con pomodoro: piatto semplice ma piacevole. Pesce fresco ben cucinato e condito. Apprezziamo, grazie.

Primi piatti:
Ravioli di formaggio: ravioli sub-industriali abbastanza insignificanti conditi da un dozzinale sugo di pomodoro arancione. Da dimenticare.
Culurgiones: i classici ravioli dalla forma ovale con un ripieno di patate, sughetto fresco di pomodoro e pizzico di menta. Qui abbiamo gustato la versione post-bellica in compagnia del sugo di pomodoro di cui sopra. Prosit.

Secondi piatti:
Maialino a modo nostro: domandiamo se è alla griglia ma il gagliardo patron sorride e dice: "No, a modo nostro". Domandiamo se ci è dato di scoprire in cosa consiste i modo loro e finalmente realizziamo che trattasi di maialino in umido. Che prontamente assaggiamo e lasciamo nel piatto. Questa volta a "modo nostro." Finisce il pane (trattatasi di carta da musica – pane carasau - con olio scaldato al forno e servito tiepido, chiamato altresì pane guttìau). Ne domandiamo ancora. Arriva. Aspettiamo. Lo domandiamo di nuovo. Lo stiamo preparando. Domandiamo: "l’impasto?". Ci arriva a cena terminata.

Spigola al sale per due persone: ci viene portata una bellissima spigola –leggi branzino per i lettori del nord - che in città venderebbero a tre-quattro persone. Gioiamo gaudenti pensando che eravamo stati precipitosi nel giudizio. Purtroppo, una volta servita pulita nel piatto, si è dimezzata. Pace, la prossima volta la pulisco io. Buona, ottimo, pesce fresco NON di allevamento, ottimamente cotto.

Dessert:
Decidiamo che la vita è troppo breve per un dessert e domandiamo caffè e conto, alla milanese.

Carta dei vini:
Poche etichette, prevalentemente della zona. Va bene così.

Considerazioni conclusive:
Ci era stato segnalato – ad onor del vero qualche tempo fa - questo ristorantino tipico. A nostro modo di vedere non è né un ristorantino, né tipico. Non è un ristorantino perché l’ambiente ovattato, il lume di candela, i tavoli distanziati ed il personale cordiale che ci possiamo aspettare in un ristorantino qui non esistono nemmeno in nuce. Non è tipico perché – a nostro modo di vedere - i piatti tipici che abbiamo assaggiato non rispecchiano in alcun modo il minimo standard della sufficienza. Perché la zona è piena di molti ristoranti che offrono una maggiore qualità, persino i finti agriturismo che cominciano a nascere come funghi.

Invece abbiamo apprezzato una buona pasta della pizza, ed un’ottima mano sul pesce. E di ristoranti che propongono pesce, da queste parti, ce ne sono pochi. Ma non vogliamo insegnare il mestiere a chi il mestiere conosce, o crede. Anche il rapporto qualità prezzo è molto interessante, abbiamo speso poco meno di 30 euro a testa. Due bottiglie di vino (ma una ci è gentilmente stata omaggiata, e ne siamo stati grati) e una cena completa. A nostro modo di vedere, per concludere, come spesso accade quando si voglion far tante cose si rischia di far qualcosa male. Consigliato per una pizza se siete di strada o per un addio al nubilato in una sera d’estate.

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06/05/2014 / matth

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