Crudo e cacciagione: un connubio perfetto

Recensione di del 19/04/2015

Ma.Ri.Na.

150 € Prezzo
9 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 150 €

Recensione

Da due anni la mia compagna non mangia pesce crudo per questioni di allattamento e quindi per festeggiare il suo ritorno tra i mangiatori di crudità decidiamo di prenotare con una coppia di amici da Ma.Ri.Na., tempio sacro dei piatti a base di pesce, soprattutto crudo.

Il locale è sempre molto accogliente, come del resto i gentili proprietari, in primis il Sig. Pino, eccezionale patron che ha un modo di fare elegante, familiare e cordiale… riesce a far sentire i propri ospiti come se fossero a casa propria.

Prenotiamo per le 12.30 di domenica 19 Aprile per quattro persone più il piccolo ospite di 1 anno. Da segnalare una piccola nota di demerito, infatti non hanno previsto per gli ospiti più piccoli dei seggioloni e quindi ci siamo dovuti attrezzare di conseguenza portando il nostro portatile.

I nostri commensali, dato il nostro ritardo, erano già lì ad aspettarci bevendo quello che sarà l'aperitivo di tutti, un ottimo Franciacorta millesimato, 90% Chardonnay e 10% Pinot Nero. Ottimo, sarà perfetto anche con le prime pietanze. Purtroppo non ricordo la cantina.

Una volta seduti e acclimatatici con l’ottimo aperitivo, il Sig. Pino ci viene a trovare al tavolo per sapere quale sarà il nostro percorso. Ovviamente optiamo per pesce crudo e diamo libertà alla cucina.

Subito dopo l’arrivo del cestino del pane, che presenta diversi panini, buoni, ma li avrei preferiti un po’ più tiepidi e morbidi, arriva subito il primo piatto.

Passata di pomodori datterini e fragole conditi con olio e sale di Sechuan con gamberi crudi, leggermente marinati.

Semplicemente delizioso, stupendo l’abbinamento del gambero con la deliziosa passata di fragole e pomodoro. Voto 10.

A seguire un piatto che ricordo anche dalla passata esperienza: Carpaccio di cappesante servite su una crema di robiola e caprino condita con olio e aceto balsamico. Decisamente innovativo e ricercato l’abbinamento della cappasanta con la crema di caprino e robiola. Voto 9.

Il piatto successivo è un piatto contenente tre varianti che purtroppo non ho fotografato. Parliamo di una ricciola marinata servita con una deliziosa crema di capperi e acciughe, per niente invadente; un carpaccio di tonno servito con pomodoro datterino ed una crema di barbabietola; ed infine un carpaccio di merluzzo con sesamo nero tostato.

Buoni tutti e tre, anche se la ricciola è quella che mi ha colpito maggiormente soprattutto per la delicatezza e armonia con la salsa. Purtroppo ho dimenticato di fare la foto per questo piatto. Voto 8.

In arrivo un’altra prelibatezza: piatto con scampo, gambero e mazzancolle.

Lo Scampo viene servito con un’emulsione di melata di abete, olio e aceto balsamico.

Il Gambero rosso, invece, viene servito con una pancetta croccante su una crema di finocchio. La testa del gambero è fritta e si può mangiare intera… assolutamente delizioso.

L’ultimo assaggio del piatto consiste in mazzancolle con succo di pomodoro condito con menta e erba cipollina. Voto 9.

La nostra apoteosi di pesce crudo non è ancora finita. Ecco che arriva un piatto con un’aragosta a metà condita con olio, capperi e pomodori secchi. L’aragosta è servita cruda, ma già staccata dal carapace, tagliata, condita e rimessa all’interno del carapace. Ottima. Voto 9.

Ultimo piatto di crudo. Gazpacho con crostini e pesce crudo. Leggermente piccante, il che non guasta. Ottima conclusione del giro di crudo. Tra i pesci, leggermente marinati, riconosco dei gamberi e degli scampi. Voto 8.

Alcuni di noi decidono di continuare a bere l’ottimo Franciacorta, io preferisco un bianco fermo. Mentre commento a voce alta la mia scelta per un Sauvignon Quarz, il figlio del proprietario (di cui non ricordo il nome) mi sussurra che purtroppo è finito e che se voglio mi fa assaggiare un vino che lo ricorda molto.

Il vino che mi porta è un Sauvignon Lafoa 2013, già bevuto in altre occasioni e che riconosco subito dall’inconfondibile bella etichetta.

Buona intensità e complessità con note floreali e di frutta bianca. Uno splendido vino che si sposa molto bene con i piatti degustati.

A questo punto il dilemma, continuare con il pesce, crudo e cotto, o virare decisamente verso un’altra passione del patron: la cacciagione. In due non ci facciamo ripetere l’invito: un primo piatto di "antipasto” alla cacciagione che consiste in tagliata d’anatra servita con pomodori datterini e il loro succo. Buono anche se avrei preferito una minor cottura della carne. Voto 7.

Nel frattempo decidiamo di accompagnare i nostri piatti con un adeguato Amarone della Valpolicella, Colline dei Filari del 2011. Buono, pronto nonostante la giovane età e decisamente equilibrato.

A questo punto arriva il piatto forte della seconda fase del nostro pranzo: Cacciagione servita su un letto di polenta bianca.

Ragazzi, apoteosi del palato. Sopratutto il più piccolo della famiglia degli scolopacidi che ha una carne rossa, morbida e delicata, nonostante il gusto deciso. Voto 9, ma solo perché non sono solito dare la perfezione.

A questo punto non ci resta che passare all’ultima portata: quattro assaggi di dolci per le ragazze e un piatto con gorgonzola e fico per i fanciulli.

Tra i dolci ricordo degli ottimi spaghetti di castagne su crema di cachi (buonissimo) e un cono con gelato alla vaniglia e cioccolato.

Buono il gorgonzola con l’accompagnamento della marmellata di fico (in realtà si tratta di un fico intero) anche se la dolcezza del fico si sarebbe sposata meglio con una maggiore piccantezza e sapidità del gorgonzola.

Accompagniamo il tutto con due bicchieri di uno splendido Banyuls del 1999 del Domaine Berta-Maillol.

Chiudiamo il nostro pranzo con quattro cioccolatini, delle arance candite e tre caffè.

Pranzo delizioso, materie prime strepitose accompagnate da una cucina classica. Capacità estrema di risaltare l’ottima materia prima con marinature e salse di accompagnamento che non prevaricano la delicatezza e la nobiltà delle stesse ma le accompagnano nel viaggio tra le papille gustative dando loro ancora più lustro.

Il ristorante del Sig. Pino Possoni è un baluardo della ristorazione di crudi di pesce, ma riesce anche ad accompagnare gli avventori in un difficile percorso tra il pesce crudo e la cacciagione, facendoti passare da una all’altra con maestria.

Conto, decisamente non economico, che si attesta sui 150€ a persona.

Complimenti per il bellissimo pranzo.

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