Come festeggiare un bel San Valentino con la moros...

Recensione di del 14/02/2012

Ma.Ri.Na.

125 € Prezzo
10 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 125 €

Recensione

Come festeggiare un bel San Valentino con la morosa? Ovviamente recandosi a cena in un ristorante del calibro del MA.RI.NA. di Olgiate Olona. Il locale è posto in centro al piccolo comune, all’esterno il primo impatto lascia un po’ perplessi: si presenta in modo decisamente anonimo, una piccola porta, una semplice insegna illuminata con il solo logo, nessuna scritta che indichi che è un ristorante. Un passante occasionale potrebbe perfino pensare che sia un centro estetico o qualcosa del genere.

Una volta entrati ci troviamo nel piccolo angolo bar del locale. Veniamo subito ricevuti da una gentile signora che si occupa dei soprabiti. Dalla sala fa quasi subito capolino il sig. Possoni, titolare del locale. Veniamo introdotti in sala, separata dall’ingresso da una semplice quanto pesante tenda.
L’ambiente che troviamo è abbastanza accogliente, siamo in uno stellato ma non scorgo nulla di sfarzoso. Arredamento sobrio, ma al contempo è presente del mobilio di un certo pregio. Spicca una splendida vetrinetta stile impero quasi al fianco del nostro tavolo. Rispetto a quanto letto in altre recensioni, non cogliamo la sensazione di dimesso o di bisognoso di restauro. Evidentemente devono essere stati svolti dei lavori di ammodernamento in quel mentre. Ai pavimenti bellissimi tappeti rossi decorati finemente, come pure sono rossi vari altri complementi d’arredo sui cui lo sguardo cade, qua e là.
Sediamo al tavolo riservatoci, spazi non angusti, poltrone comode, nulla che balla. Ottimo inizio. Notiamo, e scopriremo dopo il perché, la presenza di una sedia in più accostata ad ogni tavolo, pur senza il relativo coperto. Il tovagliato è decisamente pregevole, così pure come la mise en place. Posateria d’argento, cristalleria fine e nulla di più. Ci vengono serviti due calici di un ottimo spumante metodo classico Valdobbiadene di un bel giallo paglierino. Perlage fine e persistente, ottima consistenza, al gusto si presenta fine, secco, corposo e ben bilanciato. Abbastanza armonico.

Veniamo dotati di menu e carta dei vini. La scelta dei piatti comprende circa sette-otto titoli per portata. Tutto assolutamente, esclusivamente a base di pesce. Indugiamo nella scelta per un buon quarto d’ora. Mi tocca l’onere della scelta del vino. Alla fine opto per una bottiglia di Ribolla Gialla del 2007, scordato il nome del produttore.

Si parte dunque con un appetizer: un calice con una mousse di pomodoro, fragole, con un assaggio di ombrina cruda. Per dire due parole su questo primo approccio con la cucina direi che l’impressione è stata ottima, sapori ben definiti e distanziati tra loro, senza però essere del tutto isolati. La mousse di pomodoro in particolare corteggia l’ombrina, al palato tutto questo è emozionante.
Un successivo appetizer è composto da un piatto di colore nero, con delle capesante presentate in composizione a fiore. Bellissimo e squisito piatto, qui da noi, così lontani dal mare, è sorprendente poter assaporare qualcosa di così genuino, di così diverso dal solito piatto di capesante gratinate proposte da altri ristoranti in zona.

Finalmente entriamo nel vivo della cena, tra un bicchiere e l’altro di Ribolla, con l’antipasto mosaico di pesce crudo; tonno, una composta di tartare di nasello e ricciola. Con una emulsione di barbabietole. Anche in questo caso non ho altra scelta che usare aggettivi superlativi per la descrizione dei sapori e delle sensazioni al palato. Il mosaico di pesce crudo è memorabile, ne avevo letto ampie lodi e nel momento in cui lo consumo mi convinco che erano assolutamente attendibili. Davvero notevole anche l’emulsione di barbabietole, vegetale che normalmente aborro e detesto, in questo caso invece faccio un plauso alla cucina per essere riusciti a farmi accettare, non controvoglia, un qualcosa che di solito mi provoca solo una violenta repulsione. Un piatto questo nel complesso, meritevole di un bel 10.
La mia morosa si concede un mosaico di crostacei che è così composto: mezza aragosta, scampi al miele di melassa e aceto balsamico, mazzancolle adagiate su un letto di finocchio appena scottato e scampi marinati al succo d’arancia e pepe. Le teste degli scampi erano però fritte e mangiabili. Usando sue parole descrivo questo piatto così: sublime, davvero eccezionali le varie marinature. Pur avendo origini napoletane, quindi, avvezza al consumo dei prodotti di mare, non ho mai mangiato dei crostacei cucinati in questo modo, rispettando in pieno il sapore delicato.

Passiamo ai primi: per me un piatto di pappardelle ripiene di scorfano aromatizzate alla bottarga. Altra interessante scoperta; inutile dire che il tutto è confezionato rigorosamente in casa, la preparazione della pasta, la farcitura con il ripieno di scorfano, artigianalità pura. Le pappardelle ripiene era un qualcosa che mi mancava proprio. Decisamente deliziose ed intriganti, una pasta morbida e piacevole, che lascia esplodere quanto lacerata dai denti, tutto il sapore del ripieno in maniera del tutto repentina. Il che si traduce in una piccola, sfiziosa esperienza.
Il primo piatto della mia dolce metà è una portata composta da tagliolini all’aragosta con carciofi. A sua detta un accostamento decisamente azzeccato e vincente. Tanto da condividerlo con il sottoscritto. Ma in modo molto limitato poiché in tempi recenti ho scoperto di possedere una ancor non diagnosticata ma sospetta intolleranza alimentare ad alcuni tipi di crostacei.

Ormai sazia, la mia morosa rinuncia al secondo, mentre lo scrivente si concede tal lusso. La mia scelta va dunque a cadere su un piatto di calamaretti spillo in umido e fiore di zucca ripiena di ricciola. Notevole! Anche stavolta ne devo parlare benissimo, possibile che non sbaglino mai un piatto? Forse non stasera.
A quanto punto una piccola parentesi per svelare il motivo della sedia aggiuntiva ai tavoli. Il patron, sig. Possoni si mette a sedere al tavolo per raccogliere gli ordini. E’ un usanza molto rara, che coglie di sorpresa color che vi si recano a cena per la prima volta. Comunque ha un suo perché, in quanto consente di instaurare un clima di dialogo durante la presa degli ordini. A mio parere il cliente si sente molto meno incalzato e la decisione è più ragionata.

Lo spettacolo pirotecnico di questa sera si conclude con la scelta del dessert: una composizione di dolci della casa; crema fiori di latte accompagnate da ciliegie snocciolate con cioccolato, una millefoglie con crema pasticcera con un fico caramellato ed un cannolo adagiato su un letto di crema zabaione. Una crema di marroni, passata tipo spaghetti con un fondo di mousse di cachi. Un vero concerto sinfonico di sapori, da andare in estasi. Meritano sicuramente una menzione speciale la crema allo zabaione, la crema di marroni e il cannolo. Strepitosi, davvero buonissimi. Memorabili.
Con il caffè ci hanno portato scorze d’arancia candite, e cioccolatini al latte della casa, successivamente un piattino con frittelle ripiene di mela e cosparse di crema zabaione. Viene servito anche un vino dolce per dessert, di cui non rammento il nome.

Tirando le somme posso dire che è stata sicuramente un’esperienza molto positiva, auspicabile poterla ripetere al più presto e più volte. Il sig. Possoni e i suoi collaboratori, tra cui il figlio, si sono dimostrati ampiamente all’altezza di ogni aspettativa. Servizio cordiale e compassato, puntuale e mai invadente. La disponibilità ad una piacevole conversazione rende l’esperienza per il cliente ancora più positiva. Siamo in uno stellato ma questo atteggiamento dovrebbe essere colto d’esempio anche da altri ristoratori con ambizioni di tal genere.
Conto complessivo euro 250, vista la qualità complessiva del cibo, del servizio ricevuto e dell’ambiente in cui ci siamo trovati, direi che il rapporto qualità/prezzo è da considerarsi corretto e non sproporzionato.
A presto.

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