Sempre alla ricerca di nuove esperienze culinarie,...

Recensione di del 02/05/2008

Ma.Ri.Na.

140 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 140 €

Recensione

Sempre alla ricerca di nuove esperienze culinarie, soprattutto per quanto riguarda la buona cucina di pesce, decidiamo di regalarci una serata elegante in un ristorante che sul sito "Il Mangione" ha fatto ampia collezione di cappelli blu.

Prendendo da Milano l’autostrada in direzione Varese approfittiamo dell’esiguo traffico delle 8 di sera, generato dal ponte del primo Maggio e raggiungiamo Olgiate Olona in meno di mezz’ora.

Il ristorante è situato in un’anonima piazzetta, in concreto al centro del paese stesso. Non siamo qui per giudicare lo stile architettonico di questo paesino della bassa Valle Olona, piuttosto per provare la tanto decantata cucina del ristorante Ma. Ri. Na e, anzi, apprezziamo la facilità di parcheggio (sistemiamo la macchina comodamente davanti all’entrata del ristorante stesso). Prima ancora di avvicinarci al campanello ecco aprirsi la porta e veniamo accolti cordialmente; una solerte cameriera sistema i nostri giubbotti nel guardaroba.

Abbiamo prenotato, però siamo tra i primi. Conseguentemente possiamo scegliere dove sederci. Optiamo per un tavolino d’angolo da cui possiamo dominare tutto il ristorante.

Il locale è arredato in maniera elegante e sufficientemente sobria. Dominano i colori pastello - su tutti il rosa - presente sulle pareti e richiamato dalle tovaglie a motivi floreali. Piccolo tocco di classe. Una tendina leggera e sottile che “isola” la sala dall’atrio, garantendo un confort sicuramente maggiore per i commensali. Va sottolineato che i coperti non sono molti (diciamo una quarantina al massimo) e i tavoli sono ben distanziati. Tutto ciò lo rende senza dubbio ideale per una cena romantica. La tavola è finemente apparecchiata; mise en place di buon livello.

Il cestino del pane prevede alcune pagnottelle curiose, al nero di seppia (discrete), alla cipolla rossa (decisamente fragranti e saporite) e pane normale.

Diamo un’occhiata alle liste. Dalle ultime recensioni presenti su “Il Mangione” e anche dalle ultime lette sulle più recenti e importanti guide gastronomiche notiamo che i prezzi sono aumentati e non di poco.
Adesso il menu degustazione (su cui noi siamo orientati) viene presentato a 100 o 120 euro a seconda che si decida per 5 o 7 portate.
Frutto della crisi dei prezzi delle materie prime? Può darsi, ma ciò non ci impedisce di storcere un po’ il naso.

Il gentile e giovane cameriere ci serve un gradevole spumante Brut come aperitivo ed ecco arrivare il benvenuto della cucina: gamberi adagiati su un frullato di fragole, pomodorini e aceto balsamico. Accostamento abbastanza audace, come ammesso allegramente dal patron, ma assolutamente non fuori luogo. Freschissimi i gamberi leggermente marinati e appena percettibile il sapore dolce della fragola, che si fonde sapientemente con il pomodoro. Aceto balsamico a stemperare ogni residuo eccessivamente dolciastro. Molto molto gradevole!

Confermata la nostra scelta di optare per il menu degustazione a 7 portate, il patron Pino (che ci seguirà attentamente e con la massima cordialità per tutta la sera senza risultare invadente) ci propone 6 portate suddivise in antipasti di pesce crudo, di pesce cotto, due secondi e come settima un assaggio dei dolci della casa. Accettiamo con entusiasmo!

La carta dei vini è discreta, sono presenti alcune etichette di gran pregio e altre meno conosciute, ci sono anche purtroppo molti “finito” a fianco di talune bottiglie.
Un Gewurtztraminer Cantina Terlano del 2006 (28 Euro, ricarico non proprio contenuto) accompagnerà la nostra cena, sposandosi elegantemente con tutte le proposte. Il Traminer aromatico è un vino che grazie alla sua aromaticità, la sua freschezza, i sentori floreali e speziati si coniuga perfettamente con qualsiasi tipo di pesce o crostaceo e sono solito consigliarlo a chi cerca un vino davvero interessante a prezzi in ogni caso non esorbitanti.
La bottiglia verrà lasciata in fresco su un tavolino di servizio prospiciente al nostro e i bicchieri riempiti dai gentili camerieri ogni qualvolta vi sia stata la necessità.

Il primo antipasto di pesce crudo è di ottimo livello: carpaccio di ricciola (fresco e perfettamente condito), capasanta cruda su fonduta di formaggi freschi (curiosa ma gradevole), tartare di nasello (molto buona) e tonno con sesamo (eccellente).
Su un piatto largo e trasparente vengono poi serviti i crostacei: gamberi rossi di Sicilia con passata di cipolline bianche (meravigliosi e incredibilmente freschi i gamberi, non mi ha convinto molto l’accostamento con il sentore delle cipolle), le mazzancolle con salsa di pomodoro e basilico (davvero ottime) e i gamberoni (davvero niente male).

E’ il momento degli antipasti caldi. Degustiamo un ottimo polpo con puré di ceci, cipolla e semi di papavero (semplice e gustoso, si può proporre in una cena fra amici per fare bella figura) e successivamente ci vengono servite le capesante in crosta di pane nero e pomodorini, l’antipasto che nel complesso ci ha convinto di meno. La presentazione - alquanto anonima - e il colore nero aggressivo, non ci hanno permesso di godere appieno del sapore equilibrato e della qualità assoluta dei pregiati molluschi.

Facciamo una piccola pausa ed esprimiamo i primi giudizi.
Il locale è assolutamente gradevole, il personale e il maître sono cordiali e professionali, la qualità del cibo proposto è notevole e gli chef, a parte qualche piccolissima sbavatura, sanno trasformare sapientemente i prodotti ittici in piatti eccellenti. Mia moglie concorda quasi su tutto, anche se non ha del tutto gradito il tris di crostacei crudi, da lei giudicati un po’ aggressivi nel gusto, ma forse ciò era dovuto al sapore delle salse in abbinamento e da una questione di gusti personali.

Quando abbiamo scelto il menu degustazione abbiamo volontariamente deciso di rinunciare ai primi, per dedicarci unicamente al pesce senza dover costringere i nostri apparati digerenti a dover “convivere” con il gonfiore aggressivo regalato dagli amidi presenti nella pasta. Sicuramente in una prossima occasione sceglieremo di orientarci anche su queste proposte, che ci fanno l’occhiolino dai tavoli adiacenti, che nel frattempo sono stati occupati da altri avventori.

La nostra cena procede con i fiori di zucca ripieni di ricciola: perfetta la consistenza del fritto, assolutamente asciutto e per nulla unto; abbondante e saporito (forse troppo) il ripieno. Nel complesso un piatto corretto e gradevole.

L’ultima pietanza è un filetto di orata ai ferri con patate al forno. L’orata è buona, saporita al punto giusto e cotta a puntino. Altrettanto non si può dire delle patate. Di patate al forno hanno poco o nulla, sono bollite e in seguito grigliate, tanto da risultare leggermente crude e per niente gradevoli.

Nel complesso la scelta di rinunciare ai primi è stata vincente. Siamo assolutamente sazi e lasciamo giusto un piccolo spazio per il dolce.

In un piatto abbondante e quadrato, a quattro “scomparti”, vengono presentati assaggi dei dolci della casa. Buona anche se un po’ “spugnosa” la millefoglie alla crema pasticcera, eccellenti le ciliegie cotte con cioccolato e gelato, meritevoli di menzione i bigné e le sfogliatine di mele calde.
Il piatto è stato accompagnato da piccola pasticceria. Molto gradevoli le scorze di arancio caramellate e strepitosi i mandarinetti glassati al cioccolato.
Un ottimo Passito di Pantelleria Ben Rye ha innaffiato queste ultime proposte, coadiuvandole alla perfezione.

Decidiamo di terminare qui, declinando l’invito per il digestivo o il caffè.

Ma. Ri. Na. È senza dubbio uno dei migliori ristoranti di pesce della regione.
Il servizio è attento, cordiale e professionale ma senza essere invadente o eccessivamente affettato. Gli chef lavorano le materie prime con estrema cura, alternando spunti di cucina innovativa con proposte più classiche, cercando di trovare dei giusti compromessi e riuscendo perfettamente nel loro intento, a parte qualche piccola e poco percettibile scivolata.

Il conto finale, 280 euro, risulta a mio avviso eccessivo, anche per un ristorante di questo livello, soprattutto alla luce di quanto menzionato all’inizio della recensione. Un rincaro circa del 15% sulla media dei prezzi in meno di un anno (basandosi sulle recensioni precedenti e sui prezzi riportati dalle guide gastronomiche) mi sembra eccessivo e solo parzialmente giustificabile con l’aumento del costo delle materie prime.

L’esperienza è in ogni caso molto positiva, anche se la frequenza con cui “ripeterla” è purtroppo inversamente proporzionale all’alto prezzo richiesto, almeno per due fruitori di medio livello quali siamo io e la mia consorte.

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