Decidiamo di visitare questo blasonato ristorante ...

Recensione di del 09/07/2005

Ma.Ri.Na.

100 € Prezzo
9 Cucina
7 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 100 €

Recensione

Decidiamo di visitare questo blasonato ristorante in occasione di un compleanno. Per prenotare chiamiamo un giorno prima chiedendo di riservarci un tavolo grazioso dato il festeggiamento.

Arrivati al ristorante la possibilità di parcheggio è buona, l’unica nota che forse ha stonato un po’ con le nostre aspettative è stato l’aspetto esterno che non fa assolutamente trasparire la finezza e l'esclusività del locale.

All'ingresso ci accoglie una signora gentile; una volta verificata la prenotazione, credo data la richiesta specifica, veniamo fatti accomodare in una specie di privè del locale, diviso dalle altre sale da pareti a mezza altezza; In questa stanzetta è presente solo il nostro tavolo, molto spazioso e apparecchiato elegantemente.

Il centro tavola consisteva in una caraffa d’argento riempita di fiori freschi; le posate, due forchette e due coltelli da pesce, i piatti e i bicchieri, risultavano molto fini e ben armonizzate con il resto; la sottotovaglia, bordeaux, con disegni tono su tono damascati, della stessa stoffa dei tovaglioli, si intonava finemente al bianco candido della tovaglia; il pane, fatto in casa e freschissimo, era di vari tipi, normale, alle nocciole, al nero di seppia e alle cipolle di tropea.

Poco dopo il nostro arrivo si presenta a noi il proprietario, il signor Pino: essendo per noi la prima volta in questo ristorante e conoscendo la creatività della cucina decidiamo di seguire i suoi consigli, lui stesso infatti, ci dice che per riuscire ad apprezzare la pienezza del menu molto vasto sarebbe stato sicuramente meglio iniziare con degli assaggi di antipasti misti; ci lasciamo guidare in quest’esperienza dalle sue mani esperte lasciandogli carta bianca sulle portate da servirci.

La struttura iniziale del nostro menù è così articolata: per gli antipasti tre portate di cruditè di pesce e due portate calde, sempre a base di pesce; per la scelta delle pietanza successive invece, preferiamo aspettare.
Come vino scegliamo un Gewurztraminer del Trentino.

La prima portata servita, così come tutte le successive, ci viene spiegata minuziosamente e risulta essere composta da:
- un assaggio di tartare di nasello mantecata con pomodorini, olive nere e capperi: i sapori si sposavano perfettamente nonostante il sapore deciso delle olive nere e dei capperi;
- gamberi crudi con semi di sesamo: ovviamente i gamberi ci sono stati presentati già sgusciati; gusto e consistenza di questo assaggio sono molto particolari la freschezza del pesce contribuiva a renderli squisiti
- filettini di pesce castagna in salsa verde: personalmente dei tre assaggi è quello che ho preferito, il pesce era freschissimo, il sapore, anche grazie all’accompagnamento di una delicatissima salsa verde, era perfetto in bocca, nel complesso il voto a questa prima portata è 9.

Successivamente ci viene servita mezza aragostella cruda marinata con salsa di capperi e riposta nel carapace; intorno al piatto un’ottima ristretta di aceto balsamico che, oltre ad abbellire la composizione del piatto, ne esaltava il sapore, voto 9.
L’ultimo antipasto tra quelli crudi, ci viene presentato come un “accostamento audace” composto da capesante su letto di fonduta di caprino, robiola e panna: i molluschi risultano ottimi, freschissimi e gustosi, l’accostamento in effetti era un po’ “audace” e la particolarità del piatto lo rendeva, dopo qualche forchettata, un pò noioso in bocca, ma comunque buono, voto 8.

I due antipasti caldi invece consistono in una zuppetta di farro e pesci bianchi di cui riesco a distinguere solo rana pescatrice e forse pezzetti di aragosta, buona come sapore anche se un po’ troppo piccante a detta di alcuni commensali, seguita da tentacolini di polipo su purea di legumi; ci è stato detto che i legumi che andavano a comporre la purea erano tipici toscani, ma sinceramente non ne ricordo il nome, entrambe le portate risultano buone anche se non al livello dei primi antipasti crudi, voto 7.

Terminati questi antipasti torna il signor Pino che, con la solita gentilezza e professionalità, ci espone la lista dei primi e dei secondi.
Piccola nota da aggiungere a questa parte, le portate tra cui scegliere erano tutte di cucina creativa, anche se il patron Pino ci precisa che nel caso volessimo optare per qualcosa di più classico non ci sarebbe nessun problema.

Alla fine decidiamo di prendere un primo, un particolare tipo di pasta (corta)fatto in casa al sentore di pesto e crostacei, e 3 secondi tra cui: un fritto misto composto da primizie di gamberi di fiume, scampetti e “piccolini” (cioè dei buonissimi tentacolini), forse un po’ banale come scelta rispetto alla creatività proposta, ma davvero ottimo sia nella sostanza che nella preparazione; pesce di san pietro tagliato a cubetti con patate e pezzi di tartufo nero, davvero abbondante nelle quantità sia di pesce che di tartufo, (questo dettaglio non è davvero pesato dato la bontà del piatto); rostita di crostacei su letto di cappelle di funghi porcini. Non ho assaggiato tutte le portate, quindi non saprei dire come fossero, ma alla fine, dagli apprezzamenti sulla cucina si poteva dedurre come fossimo tutti molto soddisfatti.

Dopo questo piatto principale, tutti già sazi e soddisfatti, decidiamo di saltare il dessert e passare subito al caffè. Ci viene comunque portato un vassoio di ciliege, e un piatto con della frutta candita e come accompagnamento liquoroso del brandy alla frutta fatto da loro.

Come digestivo scegliamo una grappa. L'ottima bottiglia ci viene lasciata sul tavolo e ne approfittiamo per fare il bis.

In conclusione un locale che offre cucina sofisticata e particolare: decisamente lo consiglio, il servizio è stato solerte e impeccabile, il propietario molto gentile. Assolutamente da riprovare in altre occasioni.

Il conto è stato di 100 euro a testa, salato sì, ma per una cena particolare rimane un ristorante che ha saputo mantenere i livelli di cucina che lo hanno reso famoso senza adagiarsi, anzi cercando di rinnovarsi e migliorarsi buttando comunque sempre un occhio alla tradizione.

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