Ho potuto provare il Ristorante Maison Rosset dome...

Recensione di del 09/01/2011

Maison Rosset

30 € Prezzo
8 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 30 €

Recensione

Ho potuto provare il Ristorante Maison Rosset domenica a mezzogiorno. La prenotazione è obbiliatoria, e va fatta con qualche anticipo.
Il locale è collocato nella via che attraversa il paese, non lungo la statale.
Trovare parcheggio è stato facile, ma credo di essere stato molto agevolato dal fatto di essere capitato a Nus di domenica. Effettivamente deve essere più complicato per chi pranza al ristorante nei giorni feriali.
La collocazione sembra strana per un agriturismo, ma in realtà ho letto che una volta gli abitanti dei piccoli centri della Val d'Aosta vivevano nelle case di fondovalle per poi spostarsi negli alpeggi durante l'estate. L'uso degli chalet isolati non è autoctono.
L'ingresso del ristorante è sul retro del palazzo, e vi si accede attraverso un bellissimo cortile letteralmente foderato da ordinatissimi ciocchi di legna da ardere. Il palazzo che ospita il ristorante è di proprietà della famiglia Rosset da tempo immemorabile, in quanto i proprietari sono i diretti discendenti dei signori che hanno per secoli governato il borgo. Il ricordo degli avi della famiglia Rosset è testimoniato dalle immagini appese nel corridoio che conduce alle due sale da pranzo.
L'interno è caldo e accogliente, e si respira un'aria di rilassata eleganza valligiana. Mi accorgo che i tavoli sono tutti prenotati e che, alle 12:30, è il caso di incamminarci al posto che ci è stato riservato.
Gli ospiti vengono accolti dal padrone di casa, Camillo Rosset, gentilissimo e cordiale.
Una precisazione: alla Maison Rosset non esiste la carta. Ci si siede e lo spettacolo ha inizio, portata dopo portata. Anche il vino, un ottimo rosso di valle, ci accoglie al tavolo. Acqua gassata.

Gli antipasti sono semplici ma per certi versi sontuosi: salumi, frittelle, crespelle, tomini, e un curioso sanguinaccio "senza sangue" fatto con le barbabietole, delicatissimo.
I primi sono quelli della tradizione valdostana: polenta con fonduta e ravioli con sugo di selvaggina.
Il secondo è costituito da carne insaporita con bacche di ginepro. Il tagliere dei formaggi è costituito da tre begli spicchi di toma d'alpeggio, di toma estiva e toma invecchiata. Tutti ottimi, una vera scoperta per chi come me è abituato alla "solita" (ottima) fontina.
Il dolce è un gelato al latte incredibilmente delicato servito con un paiolo di fonduta di cioccolato. Sublime.
Il caffè, della moka, l'ho tuffato nella grappa al ginepro, una specie di grollina della staffa.
Alla fine del pranzo il patron entra in sala con un piccolo plico di ricevute fiscali che deposita con eleganza su ogni tavolo, quasi imbarazzato. Lascio i contanti accanto al tovagliolo e vado a salutare il padrone di casa, con uno spirito più da ospite che da cliente. Il tutto per 30 euro a persona.
Che dire di questo indirizzo? Una sola cosa: erano anni che non venivo stupito piacevolmente dai ristoranti della valle. Mi ero abituato a testimoniare la decadenza e il declino di nomi anche molto noti in passato. La Maison Rosset rappresenta una piacevole eccezione alla regola. Da provare assolutamente.

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