Dopo una giornata trascorsa in spiaggia e nelle li...

Recensione di del 10/07/2010

Il Vescovado - Hotel Palazzo Vescovile

110 € Prezzo
9 Cucina
10 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 110 €

Recensione

Dopo una giornata trascorsa in spiaggia e nelle limpide acque del borgo ligure, saliamo al luogo della nostra cena mediante un ascensore e una funicolare che permettono di ammirare durante l'ascesa lo splendido panorama della baia di Noli. Il ristorante, guidato dallo chef Giuseppe Ricchebuono, già cuoco stellato della Fornace di Barbablu di Vado Ligure, si è trasferito in questa sede incantevole (storica residenza vescovile) e la stagione ci permette ampiamente di cenare sulla bella terrazza superiore da cui si domina tutta la baia, dall'isola di Bergeggi fino a Capo Noli.
Veniamo fatti accomodare in un tavolo d'angolo ben posizionato, apparecchiato elegantemente con ampi tovagliati bianchi, posateria in argento Broggi, calici per il vino Schott, piattini per il pane e bicchieri colorati per l'acqua.
Ci viene porto il menu (senza prezzi per le signore) e contestualmente ci viene illustrata la filosofia del cuoco: vengono serviti solamente prodotti ittici rigorosamente freschi, con una particolare attenzione per i cibi di territorio ed il pescato locale. Con una premessa del genere e avendo già letto molto sul luogo, la cena non potrà che essere di grande livello.

Dalla carta dei vini, ampia ed articolata, scegliamo un Gewürtztraminer 2009 "Cascina Tramin" di Termeno (BZ), che si rivelerà molto profumato ed assolutamente piacevole ed adatto ad una bella cena di pesce.
Pane, focaccia e grissini sono di produzione propria. In particolare, ci vengono portati focaccia e grissini molto gustosi e friabili, pane bianco, alle olive taggiasche e con ricotta.

La cucina allieta la nostra attesa con un interessante appetizer, che ci viene ugualmente offerto sebbene non avessimo optato per la scelta del relativo calice di spumante brut, segnalato sul menu a 8 euro.
Ci viene servito un trittico composto da sgombro su crema di piselli, baccalà mantecato con chip di patate e crocchetta di pesce con crema di zucchine trombette. Un ottimo inizio, forse solo un po' troppo asciutta la crocchetta.

Antipasti.
Per il mio fidanzato, "nasello da palamito, panissa, cippollotto e noci". Una bella composizione, molto delicata, che vede il nasello avvolto in una crosta a base di panissa. Come si potrà dire anche per il mio antipasto, il pesce non è eccessivamente cotto, anche per mantenerne il sapore naturale e la freschezza. Esso viene piacevolmente accompagnato dalla dolcezza del cipollotto e da pesto di noci.
Per me, "palamita, pane di ieri, melone e crema di peperoni". Servito su una tavola d'ardesia, mi viene portata la palamita "impanata" nel pane vecchio. La crema di peperoni è dolce e delicata e il melone, tagliato a cubetti, è condito con aceto balsamico di Modena invecchiato.

Primi.
Per me, "gnocchetti, piselli, crostacei". Con una deliziosa presentazione, mi vengono serviti morbidissimi gnocchetti di patate quarantine, conditi con sugo di gamberi rosa e accompagnati da due freschissimi gamberi di Oneglia, uno a coronamento degli gnocchetti, l'altro in un vasettino a parte, insieme alla crema di piselli. Un primo favoloso, un'esecuzione magistrale ed appagante!
Per il mio fidanzato, "maltagliati, borragine, sugarello, pomodori secchi". I maltagliati al verde vengono serviti con sugo di pesce a base di sugarello e borragine e guarniti con una quenelle di pomdori secchi. Un primo interessante e particolare, di buona fattura ed assolutamente ben eseguito.

Secondi.
Entrambi optiamo per il pescato del giorno. Lo chef ci propone il "trancio d'ombrina". Esaltante la preparazione: il trancio d'ombrina viene servito con una squisita crosta di pinoli tostati, insieme ad una salsa di capperi (buonissima!), crema di patate e scorze di limone candite. Un secondo di pesce davvero indimenticabile, vale da solo la sosta.

Dessert.
Dopo avere eliminato dalla tavola pane e relative briciole e dopo avere sostituito il tovagliolo con altro pulito e più piccolo, ci viene dapprima offerto un rinfrescante pre-dessert, una coppetta di tiramisù alle pesche guarnito con amaretto e con sorbetto alle pesche. Originale e adattissimo alla torrida serata che ci ha visti ospiti al Vescovado.
Dalla carta dei dolci scegliamo un "soufflè ghiacciato alla lavanda con i suoi fiori", di pregevole consistenza, profumo intenso ed ottima fattura ed un "crumble di ciliegie con zabaione allo sherry Pedro Ximenez e pallina di gelato fiordilatte", dessert davvero superbo e dalla presentazione gradevolissima. Enrambi i dolci sono di grandissimo livello, all'altezza dei prelibati dessert che vengono serviti nei migliori ristoranti piemontesi, dove il dolce gode di una attenzione ed una cura assolutamente speciale.
Insieme al caffè, ci viene portata l'ottima piccola pasticceria: budino di latte alla cannella, frolle con frutti rossi, baci di dama ed un piccolo pasticcino a base di prescinseua (cagliata tipica dell'entroterra ligure), con alla base con un friabile biscotto e guarnita sopra con una scorzetta di chinotto candito.

Il Vescovado è sicuramente un indirizzo di livello eccelso, sia per quanto riguarda la cucina, che per quanto concerne lo splendido ambiente, che in relazione al servizio, sempre competente, preciso, professionale e cortese. Sicuramente rappresenta una location ideale per festeggiare un'importante occasione o ricorrenza ed è da evidenziare come l'ambiente, sicuramente imapreggiabile, non tolga scena alla cucina. Si tratta di un ristorante che, alla bellezza del luogo, unisce una cucina di grande professionalità, accompagnata da un servizio di pari livello e ad una cantina adeguata al tono del locale.

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