Fa un caldo tremendo in questi giorni a New York p...

Recensione di del 26/09/2011

Le Bernardin

135 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 135 €

Recensione

Fa un caldo tremendo in questi giorni a New York però eccomi, tutto accaldato, con la mia giacca davanti alla porta girevole del Le Bernardin, ma un dress code ferreo e l'impossibilità di trovare un tavolo a cena senza tempi biblici(questo vale per tutti i migliori ristoranti malgrado facciano tre-quattro turni )non mi hanno lasciato scelta, non volendo rinunciare a quello che passa per il miglior ristorante di pesce della città. Ma non è solo questo Le Bernardin, è anche ,malgrado sia sceso in classifica, diciottesimo al mondo per San Pellegrino, per Michelin tre stelle, quattro (il massimo) e per quattro anni di seguito(record) per il New York Times, best food in città per Zagat, un buon pedigree insomma.
La sala è rettangolare, un lato con una lunga vetrata che dà luce al locale; divide la sala quasi a metà un tavolo con cinque alti e grandi vasi cilindrici in vetro con bellissimi fiori bianchi dal lungo stelo che non conosco, in fondo un dipinto raffigurante un mare verde agitato occupa tutta la parete. Gli interni sono stati appena ristrutturati e certo la sala è più moderna ed elegante di prima ma sempre un po' anonima a mio gusto, i fiori sono stati la cosa che più mi ha colpito. I tavoli sono abbastanza distanti e la mise en place essenziale ma raffinata.

Come in ogni ristorante d'impronta francese ci viene portato del burro straordinariamente buono e delle sottilissime fette di pane tostate per accompagnarlo. Il pane è di vari tipi: bianco, al rosmarino, noci ed uvetta sono quelli che assaggio e sono buoni.
La carta piuttosto ampia, quasi di solo pesce, è suddivisa secondo la cottura: crudo, appena scottato, leggermente cotto.
A pranzo vi è un menu a prezzo fisso di tre piatti a scelta a 70 dollari ed un menu degustazione, per l'intero tavolo, a 190 dollari, col vino 330.
Chiedo se sia possibile avere il menu degustazione anche per una sola persona ma la risposta è un secco no, comprensibile dato che la frequente rotazione dei clienti richiede tempi certi ed infatti il servizio lo si potrebbe cronometrare tanto è preciso. Ma un po' deluso lo sono.
La carta dei vini impeccabile ma con ricarichi pesanti.

Il pranzo si apre con del salmone fresco, offerto, con una leggera salsa che non riesco a decifrare per la sua poca personalità, mi aspettavo di meglio.

Primo piatto.
Per me, "striped bass tartare", una spigola della costa est che ha la particolarità di riprodursi in acqua dolce, dalla carne bianca e più saporita della nostra spigola, con finocchietto, carciofi croccanti, condita con olio e limone. Piatto semplice, classico nei sapori e nelle consistenze, ottima la materia prima. Buono.
Per la mia compagna, salmone selvaggio affumicato, con cuore di palma, topinambur e vinaigrette di cardamomo e zenzero. Lo mangia ma non vedo entusiasmo.

Secondo piatto.
"Black bass" per me, pesce di fiume, persico-trota, molto apprezzato negli Stati Uniti, con cetrioli in salamoia saltati in padella ed una salsa di aglio nero e persian lime che è un lime californiano. Allo stato dell'arte la cottura del pesce, che ricorda un poco il branzino e ben si sposa con la profumata e non invadente salsa. Ottimo.
"Striped bass" per lei, ancora spigola. Questa volta leggermente cotta con funghi freschi e barbabietola rossa, e brodetto di anatra alla pechinese.
Io prendo ancora un piatto fuori menù, "Monkfish", pescatrice arrostita con cavolini di Bruxelles e crema di funghi ed emulsione di Patanegra. Molto buono il pesce che cerco di contaminare il meno possibile con l'emulsione, non amo mescolare i sapori del pesce con quelli della carne (38 dollari).

Terzo piatto.
Il dolce. Per me "Sorbetto al mandarino", buono.
Per lei,"la religieuse", piccoli bignè con crema Mousseline di fiore di sambuco, coulis d'albicocca, polvere di ribes nero. L'ho assaggiato, buonissimo.
Due buoni espressi, raro da queste parti, con una piccola pasticceria fra le più buone che abbia mai mangiato, chiudono il pranzo.

Abbiamo bevuto una bottiglia di Chardonnay Ramey 2008 Russian Valley, che a me piace (90 dollari) e acqua Evian.

Conto in euro con tasse e gratuity 270. Sarà che il cambio aiuta ma per un tre stelle è un conto mite.
Cucina: straordinaria qualità della materia prima al cui servizio si mette la grande tecnica della cucina senza la voglia di stupire a tutti i costi.
Servizio: una macchina da guerra, non perde un colpo, gentile il giusto ma con non molto tempo da perdere dietro al cliente. Un po' freddo, forse.
Ambiente: non si ricorda.

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