La Brinca, nell'etimologia del dialetto ligure sig...

Recensione di del 14/08/2012

La Brinca

48 € Prezzo
10 Cucina
9 Ambiente
10 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 48 €

Recensione

La Brinca, nell'etimologia del dialetto ligure significa scosceso, ripido. La strada per arrivare alla Brinca è, per quanto concerne l'ultimo tratto, un pochettino a curve ma vi dico subito che il vostro minimo impegno di driver sarà ampiamente ripagato. Campo di Nè, località a 15 minuti dal casello autostradale di Lavagna. Qui trovate La Brinca. Io e la mia compagna Eli ci siamo già stati e come è ovvio dove ti trovi bene, ritorni.

Siamo stati alla Brinca il 14 agosto 2012 a cena. Appena arrivati ci accoglie il titolare, Sergio, grande appassionato di vini e di cucina. Ci fa accomodare ad un bel tavolo in veranda dal quale si domina il panorama della Val Graveglia, valle verdissima e poco popolata.
Decidiamo di farci guidare da Sergio per quanto concerne la scelta del vino. Chi meglio di lui? Ad ogni portata corrisponderà un vino adeguato a ciò che gusteremo.

Decidiamo di iniziare con due antipasti "della nostra campagna". In due bei piatti di bellissima ceramica decorata trovano posto, ben disposti, un raviolo ripieno con erbette, pinoli e uva passa, la baciocca (torta tipica del levante), la panissa, diverse verdure in pastella, un fettina di pane con salame del luogo. Al centro del bellissimo piatto campeggia il prebuggiun, un tortino caldo tipicamente ligure fatto con patate e cavolo nero. A parte ci viene servito un testarolo con pesto fatto nel mortaio (insuperabile). Il tutto viene accompagnato da un paio di calici di Vermentino delle Manie di Finale Ligure.
Per i primi la scelta cade su un minestrone alla genovese e lasagnette fatte a mano con il pesto (sempre da mortaio).
Per queste pietanze Sergio ci serve due calici di Bianco delle Cinque Terre, leggermente più scuro di colore a causa dalla tecnica adottata nel lasciar passire l'acino nella propria buccia (ovviamente ce lo spiega il titolare).
Per secondo decidiamo per una porzione (divisa in due) di punta di vitello aromatizzata alle bacche di ginepro, il cui gusto e profumo ricordano il bosco bagnato dopo un temporale.
Un Merlot rosso Cà Riserva della Val di Magra accompagna questa prelibatezza.
Dobbiamo a malincuore decidere di non assaggiare i dolci anche se sappiamo essere in linea con le squisitezze che abbiamo assaporato. Due caffè e un piattino con pezzettini di torta paradiso chiudono un bellissima serata gastronomica.

La Brinca, un concetto di fare una bellissima cucina ma che ruoti attorno alla poesia che solo il vino può fornire. Una nota di riguardo è doverosa per la cortesia del titolare e dei suoi collaboratori. Ti fanno sentire il benvenuto con la loro gentilezza e professionalità.

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