Il pomeriggio trascorso a passeggio per la bella S...

Recensione di del 25/09/2010

La Brinca

54 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 54 €

Recensione

Il pomeriggio trascorso a passeggio per la bella Sestri Levante si conclude con un tramonto dai colori indescrivibili che sfocia in una serata trascorsa in questo ristorante dell'entroterra ligure, nella Val Graveglia, a circa otto chilometri dal casello autostradale di Lavagna. Il locale è ben segnalato per cui non sarà difficile raggiungerlo, sebbene esso si raggiunga attraverso una strada stretta e piena di curve che sale verso la frazione di Campo di Nè. Ci ritroviamo così immersi nel verde e nella quiete della valle e già dall'esterno il ristorante si presenta come una curata e tradizionale casa di campagna senza tempo, che pare uscita da una favola raccontata tanti anni fa.
Accanto alla porta d'ingresso un piccolo dehors, apparecchiato e prenotato nonostante i primi freddi serali di questo fine settembre.
Entriamo e scorgiamo da subito il bancone per il ricevimento dei clienti. Tutte le finiture sono in legno (così come il bancone) e le pareti sono piene degli svariati riconoscimenti ottenuti negli anni dalla gestione della famiglia Circella.

Il patron Sergio Circella ci accoglie e ci fa accomodare nella prima sala, la più piccola ed intima, isolata dall'ingresso per mezzo di una semiparete in legno e vetro, adornata con delle graziose tendine ricamate ad intaglio. Si nota da subito il bel camino ad angolo e le credenze con una ricca offerta di distillati, insieme alle mensole dove sono collocate bottiglie di vino d'epoca. Molte sono le foto storiche che ritraggono la sede del ristorante com'era un tempo, la preziosa cantina in epoche risalenti e le persone della famiglia Circella che, negli anni, hanno saputo gestire con tanta passione e tanta competenza questo locale d'entroterra.
Dalla sala dove ceneremo noi, si accede alla sala principale del ristorante, molto più grande ed aperta, come una grande veranda, sulle colline della valle.
I tavoli sono apparecchiati con tovagliato color crema, calici per il vino con il marchio del ristorante, bicchieri per l'acqua, piatti bianchi con disegni sul verde, posateria in acciaio, una piccola candela che viene accesa al nostro arrivo, adagiata su di una tavola d'ardesia, e un vasetto con una piantina grassa. Il numero del tavolo è segnato anch'esso su una tavoletta d'ardesia ed oltre al numero arabo esso è scritto anche nel dialetto locale.

Insieme alla carta delle vivande ed a quella dei vini ci viene servita l'acqua, una ciotolina di olive e del gustoso pane fritto ben caldo, che divoriamo in un attimo.
Oltre ad alcuni menu guidati, la carta presenta delle proposte tutte invitanti. Oltre ai piatti in carta, la cameriera ci indica altre pietanze del giorno, tra cui le picagge (fettuccine di farina di castagne) condite col pesto di mortaio, la zuppa di funghi e fagioli, i funghi fritti, la cima di faraona alle erbette e i porcini con le patate al forno.
In questo ristorante, la cucina è strettamente di territorio. Da essa, traspare l'amore della famiglia Circella per la propria terra ed i prodotti di essa. Qui si realizza la vera cucina a chilometro zero, nel rispetto di tradizioni antiche di una civiltà semplice e genuina.

Per accompagnare la nostra cena, dalla grandiosa carta dei vini scegliamo un bianco del territorio, una gradevole Bianchetta Genovese Golfo del Tigullio Doc "U Pastine" Azienda Bisson di Chiavari (2009). Con il vino ci viene portato il cestino in vimini per il pane, contenente focaccia, pane bianco e grissini. Tutto il pane è di produzione propria.
Leggendo la carta il pensiero di entrambi è che vorremmo assaggiare tutto! Diventa davvero difficile scegliere ed orientarci tra le tante proposte, tutte troppo invitanti. Unico appunto, viene addebitato il coperto (a 2 euro).

Antipasti.
Scelta comune è l'antipasto di campagna, piatto che si compone di diversi assaggi degli antipasti proposti dalla carta. Troviamo, tra gli altri, il prebugiun di Nè, fatto con le patate ed il cavolo nero, un assaggio di castagnaccio, per nulla unto e ben consistente, il raviolo cotto sulla brace, la foglia di borragine in pastella, la buonissima torta baciocca, una torta salata a base di cipolle e patate quarantine bianche, una fetta di melanzana grigliata riempita con la prescinseua (cagliata ligure sempre più rara a trovarsi) ed un boccone di pane martino (che ci verrà spiegato essere un pane di produzione propria fatto con farina bianca e farina di castagne) per accompagnare una fetta di buon salame del posto insieme ad una fettina di lardo. A seguire, ci vengono serviti i testaieu al pesto, caldi, croccanti e conditi con un pesto profumatissimo e veramente da manuale, di una ricchezza e di una consistenza davvero fuori dal comune.

Primi.
Per il mio fidanzato, le lattughe ripiene in brodo. Si tratta di un piatto della tradizione dell'entroterra ligure, non facile a trovarsi. In una fondina vengono serviti nel brodo una sorta di involtini fatti con le foglie di lattuga e farciti con un ripieno a base di carne e verdure. All'assaggio le lattughe sprigionano un gusto ed un profumo unico ed autentico, sono piacevolissime e leggere e davvero originali anche solo a vedersi.
Per me, ravioli di erbette conditi con "sarazzu", ossia una ricotta della Val d'Aveto, e salsa di nocciole locali. Buonissimi ed abbondanti, il ripieno è gustoso, la sfoglia della giusta consistenza ed il condimento, arricchito da granella di profumate nocciole, è ricco e delizioso. Fantastici!
Da sottolineare come i ravioli alle erbette siano un vero must del locale, soprattutto se conditi "co u tuccu", cioè il ragù di carne ligure.

Secondi.
Entrambi andiamo fuori carta.
Per me, porcini con le patate del luogo fatte al forno. Una porzione a dir poco trionfale di funghi e patate mi viene servita calda e fumante, profumatissima, saporita e davvero ben realizzata! Unico "difetto" l'abbondanza incredibile del piatto che non mi permette di terminare tutto quel ben di Dio, nonostante il provvidenziale aiuto del mio fidanzato. Funghi genuini e del territorio, patate sottili e ben croccanti, un secondo gratificante e gustoso.
Per Enrico, cima di faraona alle erbette. Non sono riuscita ad assaggiare il suo secondo (avendo già da affrontare le mie belle "difficoltà" con il mio), ma a suo dire la carne era squisita e l'amalgama con le erbette davvero ben riuscito. Un secondo leggero e particolare, si tratta della prima volta che mi capitava di vedere una cima realizzata con carne di faraona.

Dolci.
Ci viene porta la carta dei dessert ed anche qui troviamo una serie di golosità tutte invitanti. Nell'attesa, ci vengono serviti tre pezzetti di una torta casalinga fatta con ricotta, pinoli ed uvetta, molto buona.
Ormai più che sazia, scelgo "mirtilli, sambuco, more con il loro sugo fatto da noi ed il sorbetto al limone". Digestivo, sgrassante e ben consistente è il sorbetto; profumati, gustosi e piacevolissimi i frutti di bosco con il loro sugo denso e gradevolmente naturale, il dolce ideale per concludere un pasto piuttosto importante.
Per il mio fidanzato invece uno dei dolci di punta del ristorante, ossia il semifreddo allo sciroppo di rose, fatto da loro. Viene servito un piatto che è già di per sè uno spettacolo per la vista. Il semifreddo, diviso in due parti poste una sopra all'altra, è cosparso dallo sciroppo alle rose ed è guarnito con alcune fragole, ribes, qualche foglia di menta e zucchero a velo. Lo assaggio ed ha un profumo ed un sapore davvero sorprendenti, originali eppure del tutto naturali.
Concludiamo la cena con due buoni caffè. Con lo zucchero ci vengono lasciate anche alcune caramelline digestive, all'anice e all'orzo.

La Brinca è un autentico ristorante del territorio, ancorato ad una storia e ad una tradizione solide e indiscutibili, che si serve di materie prime locali e che continua a proporre ricette e preparazioni che la frenesia della vita moderna non consentirebbe di mantenere.
Una cucina di ottima qualità, insieme ad un servizio puntuale, cordiale e disponibile e ad un ambiente rustico, lindo e curato nel minimo particolare, caratterizzato da un'eleganza sua propria, espressione del luogo e delle persone che lo conducono da anni, fanno de La Brinca un indirizzo sicuro per chi vuole conoscere realmente la più autentica cucina ligure.

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