Il locale, per quanto esternamente dia l'impressio...

Recensione di del 15/04/2005

Nando

37 € Prezzo
6 Cucina
6 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 37 €

Recensione

Il locale, per quanto esternamente dia l'impressione di una "calda" trattoria, si rivela in relatà un ristorante con elegante apparecchiatura ai tavoli, tovaglie lunghe, calici con dentro delle orchidee sui tavoli, ed accanto ad essi qualche pezzo folkloristico-chic come dei paioli di rame, messi a lato a fare da porta vino, nei tavoli più spaziosi.

Il locale è grande, ma suddiviso in varie salette, si entra in una zona bar-disimpegno con un tavolo apparecchiato rusticamente, mentre le sale interne hanno un look differente. Arrivano subito a prendere le ordinazioni:
"cosa vi faccio preparare?"
Mi chiedo perchè questa frase mi faccia sempre irritare fuor di misura, mi viene da fare richieste assurde come foie gras su letto di creme brulee o pernici e tordi... vabbè, mi contengo, proviamo timidamente a chiedere, avete un menù?

"il menù lo diciamo a voce"
pazienza, mi impongo di entrare in modalità da non farmi pressare per le inevitabili pause (immancabili nei menù a voce) che ti constringono a prendere uno dei due massimo tre piatti citati.
Ho imparato a mordermi il labbro ed aspettare... dopo la pausa e il suo conseguente imbarazzo arrivano altre proposte.

Non so cosa ordinate voi al ristorante e in base a cosa scegliete, forse solo a sentimento, a cosa vi va di mangiare in quel momento, invece io ci ragiono un po', tendo a prendere specialità più locali o piatti che mi danno il polso dell'abilità della cucina, o materie prime per me più difficili da recuperare.
Quindi glisso sul risotto con gli asparagi, mi viene un mancamento alla pasta pasticciata al forno sempre con gli asparagi (ma quando ci libereremo di questa "cucina da giornale" anni '80?) e la rimuovo immediatamente... viene pronunciato in fretta un risotto con gli sclopit (che non ho mai sentito ma mi ha sempre incuriosito), però dopo la pausa compaiono dei ravioli con un erbetta tipo ortica (credo suoni urticans o qualcosa del genere, se c'è qualche friulano mi può aiutare) che venivano serviti con sottili fettine di lardo; aggiudicato.

Passiamo ai secondi e qui mi viene mezza sincope.
"abbiamo della carne macinata fatta, da noi, ad hamburgher che serviamo con sottili chips di patata, fatte da noi, oppure del vitel tonnè" a queste parole voi dovreste vedere il locale, rileggetevi la descrizione... fosse stata una trattoria tranquilla come mi aspettavo, non avrei battuto ciglio, ma dato il target estetico, erano proposte quasi comiche, solito morso al labbro e mi studio le unghie in attesa che la pausa passi... "possiamo fare delle costolette d'agnello" poi tagliata o un filettino (avete notato che filetto non lo dice più nessun? sono tutte costolettINE, filettINI..vabbè).... bingo... costolette d'agnello per entrambe.

Bene grazie, vino? no niente, solo acqua. (Debbo lavorare, tornare a casa e fare altre cose, il vino mi è impossibile, anche un solo bicchiere mi rilassa in modo non conforme agli impegni successivi.

Dopo poco tempo arriva il piatto: due ravioli di media grandezza scolati e con sopra una fetta di lardo adagiata. Stop.
Non reggo più, e mi metto a ridere, scusate, ma non ce l'ho fatta, inoltre dopo una certa soglia d'età uno comincia anche a infischiarsene maggiormente di cosa pensa la gente e dei giudizi che su di te può dare, paura di esser tacitata come truzza? no, nessuna, possono pensarlo e mi sta bene così, anzi potete pensarlo pure voi, ma io son stanca di mandare giù senza proteste.

Siccome chi sta con me non è da meno, non faccio in tempo a dire granchè che lui interviene e chiede al cameriere: "mi sta forse prendendo in giro?"
il suddetto trasecola e balbetta...
e noi rincariamo, io chiedo "è l'antipasto, per caso?" e lui "che ci faccio con due ravioli di numero?".

"Forse i signori si aspettavano una porzione più abbondante..." ri-sussurra il cameriere spiazzato.

"Mi aspettavo una porzione" è stata la replica (ma non con tono scortese, più un tono umoristico, direi).

"Posso vedere di farvi preparare qualche altra cosa".

"No vabbè non importa lasci stare".

Trotterella via e quando un minuto e mezzo dopo viene a prendere i piatti ovviamente già finiti dice.
"Mi son preso la libertà di ordinarvi qualcos'altro".
"Grazie"

Continuiamo la nostra conversazione anche un pò divertiti dalla situazione, lo confesso, e temendo anche per il secondo.
Dopo poco ritorna il piatto precedente con tre ravioli ciascuno, rinfrancati proseguiamo a mangiare.
Il raviolo era molto interessante, l'erbetta tende all'amarognolo e il suo sapore non è coperto da ricotte varie, ma è proprio questa crema di verdura che riempie l'internoo degli stessi. Ed il condimento minimal della fetta di lardo ci sta indubbiamente bene.

Veniamo al secondo, io presumo che, avendo preso le misure di questi due clienti fuori target e "rompiscatole" abbiano aumentato la nostra porzione, nel piatto infatti c'erano ben 6 costolette, quantitativo mai visto altrove e delle patate arrostite buonissime. Perfetta anche la cottura dell'agnello, lievemente rosato all'interno e profumato con del coriandolo, inusuale e azzeccatissimo abbinamento.
Confortata dal proseguo mi lancio anche sul dolce, ordiniamo un tiramisù che, ci viene spiegato, viene fatto scomposto, rispetto a quello tradizionale e una sfera ai tre cioccolati.
Il tiramisù destrutturato era molto buono e così anche la sfera, una mattonella a strati di diverso cioccolato, i piatti erano anche ben presentati.
Il conto è stato di 60 €, correttissimo.

Comunque se qualcuno possiede la guida del Gambero Rosso provi a leggere cosa dice a proposito di questo locale. Sembra la recensione di un posto totalmente diverso, è comica... l'unicia cosa che corrisponde è l'affollamento anche a pranzo. E infin dei conti non è nemmeno colpa loro, anche accanto a me hanno ordinato un piatto di asparagi un risotto e della frutta. Se dopo un'insalata e mezzo primo, la porzione gli torna indietro non finita, alla fine, hanno ragione loro a ridurle.

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