Dalla statale 494, all’altezza di Parona, deviando...

Recensione di del 29/04/2011

Trattoria La Guallina

60 € Prezzo
9 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 60 €

Recensione

Dalla statale 494, all’altezza di Parona, deviando per la campagna Lomellina ci s’immerge nel cosiddetto Perigord italiano. Un indirizzo sicuro, per chi voglia provare piatti a base d’oca cucinati con maestria, è la trattoria Guallina. L’attuale chef Toni, sotto la super visione di Edi Fantasma, propone una cucina territoriale partendo da un’ottima materia prima (le oche sono del guru Gioachino Palestro). L’interno composto da due sale è arredato con mobili antichi in legno scuro, il giallo tenue delle pareti ed i quadri dipinti con colori solari raffiguranti scene rurali rendono l’ambiente piacevole. Ci accoglie Elena maître sommelier, che ci fa accomodare nella sala più grande. I tavoli sono apparecchiati con una tovaglia in lino giallo, tovaglioli in tinta, posate in argento, due bicchieri ed un porta candele completano la mise en place.
Ci vengono portati i menu ben curati nella veste grafica, hanno cadenza stagionale (visibili dal sito internet) con variazione di un paio di piatti ogni 15 giorni per accontentare i clienti abituali ed un cestino di pane e grissini fatti in casa.

Dal menu scegliamo come antipasto la terrina di fegato grasso d’oca con marmellata di cipolle e fichi servita con pan brioche caldo (22 euro) ottima sia nel gusto che nella presentazione (costante di ogni piatto); ci viene offerto un calice di Molise Moscato Apianae Di Majo Norante, perfetto abbinamento dato da un buon bouquet di scorze d’agrumi canditi, miele d’acacia, albicocca con un gusto aromatico dolce dal retrogusto asciutto e sostenuto da una buona freschezza.
Dalla carta dei vini scegliamo Langhe rosso Arte 2007 di Domenico Clerico (42 euro) dal naso fruttato, di confettura e liquirizia, una bocca fresca e sapida dai tannini fini e sottili. Il ristorante oltre all’acquisto della bottiglia dà la possibilità su richiesta del cliente di bere al calice in base alla tipologia di vino concordata con il sommelier.

Tra i primi scegliamo i ravioli d’oca (12 euro) un classico del locale sempre ben fatti ed i tortelli d’asparagi con salsa all’uovo (12 euro) piatto discreto ma meno riuscito rispetto ai ravioli.

Per secondo scegliamo il petto d’oca tostato con patate arrosto cotte nel grasso d’oca (18 euro) uno dei punti di forza del ristorante (vale tutti gli euro del prezzo). C’è chi va controcorrente e prova il baccalà dorato con pomodorini e patate (16 euro) piatto discreto.

Un’interessante porzione di Castelmagno dop dell’Azienda Agricola La Meiro, composta da due differenti stagionature, la più stagionata d’alpeggio (presidio slow food dal 2006) ed i dolci strudel di mele con crema alla vaniglia (7 euro); terrina di yogurt, cioccolato bianco e salsa ai frutti di bosco (8 euro) chiudono la cena.
Una menzione merita la cantina, composta da circa 600 referenze di vino e 60 di distillati. Un suggerimento per chi voglia intraprendere il viaggio (disponibile da ottobre fino a metà maggio), è quella di prenotare con due giorni d’anticipo l’oca intera arrosto con patate al forno cotte nel grasso d’oca, tenete conto che sono quattro porzioni veramente abbondanti o sei normali. Prezzo a persona vino compreso 60 euro.

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