La nebbia che avvolgeva la Lomellina non poteva ch...

Recensione di del 25/11/2011

Osteria il Cuuc

40 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 40 €

Recensione

La nebbia che avvolgeva la Lomellina non poteva che essere il miglior preludio ad una cena tutta improntata ai bolliti: sembrava che il vapore sprigionato dal più grande bollito della storia avvolgesse una terra di acqua e di riso.
Il Cuuc, ristorante di Mortara noto in zona soprattutto per gli ottimi piatti a base di oca, organizza serate a tema sempre improntate su tradizione e stagionalità.
Il locale è spazioso ed è costituito da diverse sale di varie dimensioni. L'arredamento è forse un po' troppo anni '70-'80, ma questo è proprio solo questione di gusto personale.
Il servizio, oltre che cortese, è competente sia nella spiegazione dei piatti, sia nel consigliare il vino da abbinare e nel servirlo poi in modo corretto.
La cena di venerdì, con prezzo fisso di 25 € tutto compreso tranne vino birra o altri alcolici, offriva la possibilità di esplorare il mondo del bollito misto nelle sue componenti fondamentali.

La cena è stata aperta da un “cappuccino” di cotechino nostrano su purea di topinambur e lenticchie rosse: ottimo il cotechino e particolarmente indovinata la purea che riusciva a smorzare quel tanto che basta l’aggressività della speziatura; le lenticchie sono istituzionali, oltre che assai buone.

Eccoci giunti al piatto forte, il bollito misto.
Biancostato, lingua, cappello del prete, testina, salamini e sanguinaccio, il tutto accompagnato da bagnetto verde, bagnetto rosso, mostarda di Voghera (ciliegie, limone e mandarino) e soffice di patate. Ottime le materie prime così come le cotture: ogni taglio ha ricevuto le giuste e “personali” attenzioni riuscendo così ad ottenere un piatto che, pur con un numero piuttosto limitato di tagli, ha offerto una panoramica chiara e didatticamente molto interessante dei bolliti misti in Lomellina; da notare anche l’uso, oserei dire quasi coraggioso, di alcuni prodotti di antica tradizione quali testina e sanguinaccio, ormai visti con molto sospetto (per non dire di peggio) dal grande pubblico. Ottimi i due bagnetti con particolare nota di merito al “rosso” per l’eccellente dosaggio del peperone. La salsa alla senape, ottenuta con senape, tabasco, noci e miele, era di grande eleganza e adatta anche a palati che non gradiscano ingredienti particolarmente piccanti.

La cena si è conclusa con una crema bruciata alla cannella con Ochine® di Mortara (biscotti di pastafrolla): ricca di uova, con un uso molto parco della cannella e un’ottima caramellatura dello zucchero, è stata la degna conclusione di una cena veramente soddisfacente.

In abbinamento alla cena abbiamo scelto, da una carta dei vini ricca e con ricarichi corretti, un Pinot Nero di Franz Haas 2008 di 13,5% vol. Vino affascinante, di grande eleganza e finezza coi piccoli frutti rossi in evidenza e liquirizia unita ad una lieve speziatura a completare un naso decisamente complesso. In bocca si conferma vino di classe e di buona persistenza rinnovando quanto emerso al naso e regalandoci tannini di grande setosità.

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