La Pesa è una trattoria storica di Castellarto Lag...

Recensione di del 08/12/2010

La Pesa

25 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 25 €

Recensione

La Pesa è una trattoria storica di Castellarto Lagusello, considerato uno fra i borghi più belli d'italia. Il piccolo borgo è visitabile partendo dall'ampio parcheggio che affianca il ristorante. La trattoria aperta nel 1908 punta a mantenere la tradizione di famiglia riproponendo piatti tipici del mantovano. La zona collinare ha come punti di riferimento limitrofi Volta Mantovana, Cavriana, Monzambano e Solferino e lascia presagire la possibilità di ritrovare un intreccio di tradizioni tra i piatti proposti, come in effetti è.
Siamo in sei a pranzo, prenotare non è stato un problema, anche perchè i proprietari hanno la tendenza a riempire i locali anche più di quello che parrebbe lecito. Entriamo negli ambienti caldi e ristrutturati che potete osservare sul sito della trattoria. Ci è stato assegnato un tavolo nell'angolo in una posizione assai scomoda, vista la vicinanza del muro che ci obbliga a spostare il tavolo. Ci sediamo e il cameriere porta subito i menu e due bottiglie d'acqua, una naturale e una gasata. Scorriamo brevemente le voci alla ricerca di ciò che già conosciamo. Infatti non siamo nuovi da queste parti, io personalemnte è già la terza volta che frequento il locale. Mentre ascoltiamo suonare il pianobar e l'ambiente aperto della sala si mostra chiassoso scegliamo.

Decidiamo di saltare gli antipasti e passare subito alle portate principali. Ordiniamo sei tris di pasta, due grigliate miste di carne, due stracotti d'asino, un luccio in salsa, una costata di manzo, due patate fritte, due verdure fritte pastellate, due verdure cotte di stagione, cinqu porzioni di dolce e quattro caffè, mentre gli amari ci vengono offerti successivamente al banco.

Il tris di primi.
Ci vengono portati in tre piatti così che ognuno possa servirsi secondo piacere. Abbiamo scelto di assaggiare i tortelli di zucca al burro fuso, gli agnoli e le tagliatelle con sugo di lepre. Le porzioni non appaiono abbondanti e l'impressione è che abbiano portato per uno o due coperti in meno. Si conferma la regola che è meglio farsi portare porzioni "personali" per essere sicuri sulle quantità. I tortelli sono buoni, non eccezionali, personalmente preferisco quelli di un altro locale. Sono conditi con burro ma non vi è la salvia come chi è nato nel medio mantovano si aspetterebbe, la pasta è ottima, non troppo sottile, cotta al punto giusto. Il ripieno è sufficiente, non esalta ma piacerà di sicuro a chi non ama un sapore molto dolce nel tortello, in compenso la consistenza ha la giusta durezza anche se non è molto abbondante. Rispetto a me, mia moglie ha gradito maggiormente i tortelli, secondo lei erano buoni. Gli agnoli. Ci saremmo aspettati di trovare i tortellini di Valeggio, viste le vicinanza, invece ci si presentano degli agnoli classici asciutti. anche qui la pasta è ottima, non troppo sottile come invece andrebbe, con un giusto rapporto tra quantità della pasta e ripieno. sono cotti al punto giusto ma poco conditi. Anche qui il sapore è equilibrato, non troppo saporiti ma neanche insipidi. Di sicuro non hanno sapori "strani" come di cannella o altre spezie che è capitato di trovare in un piatto che al di la della noce moscata altro non vuole. Non sfigurano. Per una seconda opinione chiedo a mia moglie, che mi conferma la non eccezionalità del piatto, anzi, a lei non sono piaciuti. Le tagliatelle al sugo di lepre. La pasta sembra fatta in casa, il sugo è nelle giuste proporzioni. Il sapore è ottimo, il sapore della selvaggina non è forte e possono gustarla anche i palati non abituati. Sicuramente è il primo che convince di più.

Passiamo ai secondi.
Il luccio in salsa con polenta. Questo piatto è presente anche come antipasto, e la porzione che mi hanno servito non mi è sembrata un secondo. E' vero che probabilmente di luccio se ne trova poco, però un pochettino in più nel piatto non avrebbe guastato. Per il resto il sapore era ottimo. Il pesce viene servito freddo, come si faceva anche a casa mia, con una salsa di capperi, acciughe, olio e una foglia d'alloro, nel piatto anche una polenta che si presenta in antitesi calda e insipida. Ripeto, ottimo il luccio, polenta da dimenticare.
Stracotto d'asino. Anche qui ritroviamo il sapore che ci si aspetta. La carne non ha sapori fortemente speziati ed è presentata nel suo sugo vicino alla polenta di cui ho già parlato. La carne dell'asino non è propriamente tenera, è consistente ma non stopposa e il gusto non stanca il palato.
La grigliata mista. E' il piatto commerciale, da prendere se non si hanno ispirazioni. Vengono servite una costina, una bistecchina di maiale (non ho capito se era lonza o coppa) e una salamella che non sembra delle nostre zone, di colore rosso acceso, molto saporita ma senza sorprese nei sapori (niente anice o erba cipollina o semi di finocchio o altro che possa nuocere).
La costata. La costata ha una pezzatura attorno ai 250 grammi, c'è una parte di filetto e di controfiletto. La cottura è al sangue, la carne è abbastanza saporita, non troppo tenera, ma d'altronde non è una fiorentina e paga lo scotto di essere magra e alta circa come un dito.
I contorni. Non ho assaggiato le vedure al vapore e quindi non posso dirne nulla. Buone le verdure pastellate, un mix di broccoli, carciofini e zucchine. Il fritto è un poco unto, ma non fradicio d'olio, ne ho trovati di più croccanti. Le patatine sono cotte bene, ma non sono croccanti. Il sapore è buono, ma un po' "fiappe".
Il vino. Abbiamo scelto di accompagnare le nostre pietanze con del Bardolino alla spina e del Cabernet. Il Cabernet servito in bottiglia è un D.O.C. della cantina dei Colli Morenici. Sapido, poco tannico, non barricato e poco corposo (fa 12 gradi) si accompagna piacevolmente a tutti i primi, anche se per lo stracotto e le tagliatelle alla lepre si sente l'esigenza di un vino più strutturato. Il bardolino è un classico buono per essere alla spina.

I dolci. Abbiamo scelto tutti la meringata o il tiramisù. La meringata è esattamente come ci si aspetta, ma finalmente non la servono ghiacciata e questo è un grosso punto a favore per un dolce "commerciale". Non ho provato il tiramisù, che si presenta come uno strato di crema al mascarpone spolverata di cacao sopra un savoiardo intinto nel caffè. Ni hanno riferito che la crema era ottima.
Impressioni.
Il servizio è cortese, viene lasciato il giusto tempo tra un piatto e l'altro per non sentirsi ingozzati. Mi sembra che la pasta sia il punto forte tra i primi. Personalmente fra i tre provati consiglio le tagliatelle col sugo di lepre. Tutti i primi vengono serviti conditi con formaggio, che però non c'è in tavola e si è costretti a chiederne se si vuole aggiungerne. Tra i secondi penso che la scelta debba ricadere sullo stracotto o sul luccio in salsa, gli altri piatti provati si confondono tra quelli di migliaia di trattorie provate e non spiccano per una particolare qualità. L'acqua la portano loro, è depurata e te la fanno pagare. Cara. I prezzi sono adeguati alle quantità e alla qualità.
Prezzi: sei coperti 8,4 €, due bottiglie di acqua 3,0 €, mezzo litro di vino sfuso 3,5 €, una bottiglia cabernet 6,0 €, sei tris di pasta 48,0 €, due grigliate miste 16 €, due stracotto d'asino 13 €, un luccio in salsa 7,5 €, una costata di manzo 12,0 €, due verdure fritte 7,0 €, due verdure cotte 5,0 €,
due patate fritte 4,0 €, cinque dolci 14,0 €, quattro caffè 4,0 €.

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