Frequentemente mi sono imbattuto in ristoranti bru...

Recensione di del 01/08/2007

Toroloco

20 € Prezzo
5 Cucina
4 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 20 €

Recensione

Frequentemente mi sono imbattuto in ristoranti brutti o anonimi fuori ma molto belli e curati all’interno. Questa volta è avvenuto il contrario. Il locale, pizzeria steak-house, dalla strada fa buona impressione, sembra rinfrescato da poco: imbiancatura recente e tendoni griffati nuovi nuovi.

Entrando la sensazione è radicalmente diversa. Ambiente trascurato, poco illuminato, imbiancatura datata e dal colore cianotico, lampioncini in ferro nero old-England. I camerieri vestiti completamente di nero e la temperatura da obitorio non contribuiscono certo a ravvivare il tutto. A dare un "bel" tocco di colore ci pensano le tovaglie a quadrettoni ocra, rossi e verdi, logore e nemmeno "fresche di bucato", le quali non legano assolutamente con il resto dell’ambiente, ma fanno molto circolino del dopo-lavoro.

Il menu del giorno propone ad una decina di euro due primi al pomodoro, scaloppine alla pizzaiola e un altro secondo che non ricordo. Non ci bado.

Scelgo dalla carta una tagliata d’Angus alla Toroloco, a quanto pare la specialità della casa accompagnandola con una birra media chiara.

Nell’attesa mi viene portata una bruschetta ben fatta: pane abbrustolito, una strofinata d’aglio, pomodoro fresco, cipolla e un ottimo olio d’oliva. Gesto molto gradito, ma purtroppo i miei complimenti si limiteranno alla bruschetta.

La carne arriva servita in un piatto di ceramica rovente che prosegue la cottura della carne e delle verdure grigliate di accompagnamento. La carne è a cottura media, cotta su tutti e quattro i lati e poi tagliata in fette di circa un centimetro appoggiate orizzontalmente nel piatto. La temperatura del piatto cuocerà velocemente la carne rendendola dura. Il taglio è già all’origine nervoso, non di prima scelta. Alla carne, così come alle verdure non risulta l’aggiunta di nulla, né olio, né sale, né pepe, né alcun profumo, né limone.
In un piccolo vassoio di legno completano il piatto delle patate fritte surgelate all’origine e verosimilmente di seconda frittura, le quali, vista la temperatura ambientale ed il recipiente scelto, si raffredderanno in pochissimi minuti.
Non ordino il dolce, made in Gelateria del Corso, ma passo direttamente al caffè.

Conto 20 euro.

Nel complesso: locale adatto a pranzi di lavoro economici e alla buona. Il locale è trascurato e questo non dà sensazione di pulizia, il servizio cerca di compensare con un po’ di simpatia spinta, ma alla fine la sostanza non cambia. La cucina non raggiunge la sufficienza né per scelta delle materie prime né per la preparazione.

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