Prenotato un tavolo per tre persone per il pranzo ...

Recensione di del 20/06/2008

Cascina Casarigo

35 € Prezzo
7 Cucina
9 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 35 €

Recensione

Prenotato un tavolo per tre persone per il pranzo di sabato, veniamo fatti accomodare nella veranda con meravigliosa vista sulla collina di Montevecchia, con l'occhio che spazia sui vigneti di proprietà dell'agritursmo, sui boschi del parco di Montevecchia, su fino al suggestivo Santuario che domina l'intera collina. Il paesaggio è idilliaco e da piena conferma di quanti in passato hanno accostato tali luoghi a quelli ben più conosciuti e rinomati della Toscana, le colline chiantigiane in primis.

Dicevo, ci fanno accomodare su un tavolo molto spazioso, che potrebbe accogliere fino a sei persone e ci portano la carta. La scelta non è ampia e si limita a un paio di alternative per tipologia, tra antipasti (misto di salumi e di verdure), primi (risotto al rosmarino e lasagnette di verdura) e secondi (stufato di cervo, filetto di manzo e arista al forno). Tutti i piatti però sono rigorosamente di stagione e preparati con prodotti autoctoni o comunque di qualità nell'ottica della cucina "rustica" tipica degli agriturismi.
La carta dei vini comprende esclusivamente le bottiglie prodotte dall’azienda di casa e da la possibilità di scegliere tra tre rossi e uno spumante. Noi scegliamo il rosso più rinomato, il Cruel (costo 16 euro) che risulterà molto buono, "dolce" e "succoso".

Per quanto riguarda le vivande optiamo per due antipasti, uno di salumi ed uno di verdure: il primo veramente superbo, con salumi nostrani accompagnato dai tipici formaggini di Montevecchia; il secondo non particolarmente esaltante, composto da verdure grigliate (trevisana, melanzane e zucchine) insaporite con del formaggio.

Proseguiamo poi con tre risotti al rosmarino, tipico piatto di Montevecchia, conosciuta appunto per la coltivazione della pianta che da il nome al piatto: veramente squisito, cremoso e saporito.

La scelta dei secondi ricade sul cervo e sul filetto: il cervo, accompagnato da una polentina, risulta ben stufato e morbido al punto giusto, il sapore non particolarmente pungente, come ci si può aspettare dalla selvaggina, fa venire qualche dubbio sull'origine della carne, nel senso che potrebbe essere stata “tagliata” con del manzo; il filetto, accompagnato da patate al forno insaporite al rosmarino, a detta di mio padre risulta essere cotto al punto giusto, succulento e di qualità, sebbene lo spessore (circa 1,5 cm) avrebbe potuto essere maggiore.

Finiamo con una crostata di pere e mele, un passito per me ed una grappa per mio padre, il tutto di provenienza dell'agriturismo stesso.
Decidiamo di non prendere i caffè in quanto preparati con la moka.
Unica nota stonata la presenza di un matrimonio che ha occupato un'intera ala della veranda e che ha logicamente accentrato su di sè l'attenzione dei camerieri. Per fortuna che il pranzo è entrato nel vivo verso le 14, quando noi eravamo verso la fine.
Costo totale per tre persone, bevande comprese 106 euro.
Assolutamente da provare visto il rapporto qualità/prezzo e lo splendido contesto.

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