Su questa recensione è stata aperta una discussion...

Recensione di del 21/10/2007

Da Giuseppe

50 € Prezzo
7 Cucina
5 Ambiente
1 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Negativo
Prezzo per persona bevande incluse: 50 €

Recensione

Su questa recensione è stata aperta una discussione nel nostro forum: clicca QUI per leggerla e parteciparvi

Alcune sensazioni hanno bisogno di decantare nell'anima, prima di divenire racconto elaborato; stavolta, per la cena Da Giuseppe, abbiamo voluto aspettare che le impressioni a caldo smorzassero la propria veemenza, onde evitare di descrivere con toni troppo accesi o coloriti.
La serata nasce all'insegna di un invito da parte di amici che già conoscono il locale, e vogliono condividerne con noi la piacevolezza dei cibi proposti.
Ci fidiamo, complice la conoscenza di vecchia data rinsaldata nel tempo a suon di cene e manicaretti, e speranzosi e con già l'acquolina in bocca ci dirigiamo verso questo paese situato tra la Val Curone e la val Grue.

Il percorso è piacevole, è una serata limpida e priva di foschia, parcheggiamo comodamente in una piazzetta poco distante dall'ingresso e ad accoglierci è il signor Davico, che gestisce il locale insieme alla moglie e al figlio, coadiuvato dall'aiuto in sala di una ragazza cortese e dai modi garbati.
L'atmosfera è piacevole nella sua semplicità: pavimenti in marmo, pareti tinteggiate di bianco, qualche inserto in pietra a vista, grosse porte-finestra che contribuiscono all'illuminazione, tavolini rettangolari e rotondi perfettamente distanziati fra loro, sedie in legno, tovaglieria in tenue ocra, qualche stampa ad ornare l'insieme ed in fondo alla sala un gran camino in mattoni a vista.

Mentre prendiamo posto, intuiamo che non esista menu cartaceo ed i piatti ci vengono elencati, e talvolta delucidati, a voce; poco male, le pietanze sono molto invitanti e nell'imbarazzo della scelta decidiamo per: antipasto misto della casa, tagliolini al tartufo bianco ed ai porcini, tagliata con porcini, capriolo con patate ed una porzione di funghi trifolati.

Chiediamo anche dell'acqua frizzante, mentre scorriamo interessati la corposa lista dei vini per prediligere, nel corso dell'intera serata, un Gavi di Gavi con un perfetto equilibrio tra alcool ed acidità, un Croatina 2000 ed un Barbera entrambi piacevoli e di produzione della casa.

Non abbiamo da attendere molto che ci vengono serviti gli antipasti.
Nel piatto trovano posto: del vitello con chutney di pomodoro e tocchetti di formaggio di capra, semplicemente delizioso per abbinamento e consistenza; un involtino di filetti di peperone ripieni di spuma al tonno, buono ma non esaltante; alcune fette di salame ben stagionato e piuttosto sapido; della polenta gratinata con formaggio fuso, delicata e dal profumo intenso; e cotechino caldo con crema di porri, particolarmente piacevole e dal sapore originale.
Il cibo ha riscosso gran successo e la serata scorre piacevole e rilassata, mentre pensiamo che deve essere bello poter pranzare anche nel portico, ci vengono serviti i primi.

I tagliolini sono fumanti e di ottima fattura, buona la cottura al limite del dente e profumato, sebbene non particolarmente abbondante, il tartufo; i tagliolini ai funghi porcini sono parimenti saporiti e preparati con semplicità che permette di apprezzare appieno i sapori.

Constatiamo con piacere che, nemmeno per i secondi, ci sono sbavature o imprecisioni: la tagliata con porcini è succosa e cotta con sapienza, il capriolo è semplicemente tenerissimo e dal sapore di selvatico appena accennato e mitigato dalla dolcezza delle patate; i funghi trifolati, ancora una volta, conquistano per la loro semplicità di preparazione che non ne altera le caratteristiche.

Siamo satolli e soddisfatti ma non resistiamo ad assaggiare un semifreddo al torrone, buono e giammai stucchevole, ed una fetta di meringata soffice e spumosa; accompagniamo il tutto con grappa dall'aroma intenso che di sicuro non fatica ad andar giù.

Ci avviamo alla cassa e, mentre già premeditiamo di farne un appuntamento fisso da ripetere allargando la cerchia degli amici, capita quanto di più spiacevole ci sia accaduto negli ultimi tempi e che di certo ci coglie impreparati: il patron filosofeggia sulle quotazioni di mercato del tartufo per giungere alla conclusione, tenendo il calcolo a mente, che la cena sia costata quarantacinque euro a commensale, con l'addizione di cento euro per i tre tagliolini; ricapitolando, il conto finale si attesta alla cifra di duecentottanta euro.
Siamo allibiti, quanto meno avremmo gradito essere avvisati dell'esoso prezzo dei primi, lo facciamo notare nella maniera più cortese e pacata di cui siam capaci ed il conto si, improvvisamente, a duecento euro.
L'arbitrarietà dei prezzi, dettata forse dalle fasi lunari, ci convince ad accantonare l'intento di tornare, sebbene le prime avvisaglie si fossero ravvisate nello spegnimento delle luci in sala, intorno alle 23:00, quale invito, mal celato, ad andar via.
Spiace davvero che un siffatto trattamento pesi più della bontà del cibo proposto, ma cenare fuori deve essere un piacere curato nel più minimo dettaglio, dall'antipasto al conto; non torneremo, il diritto di "non scelta" è forse l'ultimo baluardo di potere che rimane a noi consumatori.

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.