Scegliamo il ristorante in base alle segnalazione ...

Recensione di del 16/08/2007

Quintessenza

48 € Prezzo
8 Cucina
6 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 48 €

Recensione

Scegliamo il ristorante in base alle segnalazione di questo sito. Arrivati, veniamo fatti accomodare da un elegante cameriere in uno dei tavoli della veranda esterna. La veranda, coperta da una tenda e circondata da siepi che ne proteggono la vista, è però indifesa dal rumore delle macchine che scorrono accanto alla piazza centrale di Moniga del Garda (purtroppo è una serata di fiera paesana e il movimento forse ne risente).

I tavoli sono ben distanziati, la mise en place è elegante, al tavolo viene accesa una candelina e il menu per le signore è rigorosamente senza prezzo. Nella carta è segnalato che il pane, le sfoglie e la pasticceria sono artigianali. All’arrivo viene chiesto se gradiamo un aperitivo – che decliniamo – e viene portato appunto un piatto a tre scomparti con: piccoli quadratini di pasta sfoglia al naturale, due piccoli panini caldi ripieni di mozzarella di bufala, pomodoro fresco e origano, piccoli crostini di curcuma con semi di girasole (questi ultimi erano i più buoni fra gli appetizer). Al momento di servire i primi ordini, il piatto di appetizer viene sostituito da un lungo piatto di panini, di almeno dieci tipologie diverse, completo anche di alcuni pezzi di focaccia, cialde e grissini, tutto fatto in casa e di qualità alterna ma in media elevata.

Ordiniamo come primi.
I garganelli lisci fatti a mano con ragù di pesce di lago.
La pasta è sicuramente artigianale, il ragù di pesce decisamente delicato, forse anche troppo poco saporito e il piatto non lascia alcun ricordo di sè. Voto 7.

Gli gnocchi di pane e pomodoro, pomodoro fresco, pesto di erbette e ricotta al forno.
Un piatto colorato (i pezzi di pomodoro rosso, il pesto verde e la ricotta a scaglie bianca) e dai gusti decisi e ben "abbianti". Giudicato da entrambi molto buono. Voto 8.

Accompagniamo con mezza bottiglia di Lugana Superiore “Molin” 2004, Azienda Agricola “Provenza” di Desenzano, che ha un sentore leggermente barricato e che gradiamo molto.

A seguire i secondi.
Le capesante gratinate al basilico con passata di melanzane.
Sei capesante disposte a due file da ter sopra alla passata di melanzane, le due file sono divise da una lunga chip nera e il piatto è decorato con fettine di pomodoro e pesto: buonissima la gratinatura al basilico e la passatina di melanzana, un ottima versione di capesante gratinate. Da apprezzare anche l’abbondanza della porzione. Voto 8,5.

Il tonno scottato alla menta e rosmarino con verdure saltate.
Anche questo piatto ha una presentazione molto colorata e con utilizzo di chips. Buone le verdure e il tonno, anche qui porzione abbondante – nove fette di tonno mi sembra – ma non apprezziamo al massimo il piatto per la presenza di finocchietto, che non amiamo. Voto 7 (per via del finocchietto).

Prima dei dessert, ci viene portato come predessert un bicchierino con un buon tiramisù.

A seguire una porzione di: Crema caramellata alla lavanda con melone al porto.
A destra di un lungo piatto rettangolare una fetta di melone adagiata su un biscotto sagomato che a sua volta poggia su crema pasticcera mista a una dadolata di melone, a sinistra una coppa con la crema bruciata, guarnita con lavanda fresca e un lollypop di croccante alla lavanda (squisito), fra il melone e la coppetta, una decorazione con il porto. Presentazione scenografica, e ottima esecuzione. Voto 8,5.

Anche se non prendiamo il caffè, ci viene portata la piccola pasticceria, un piattino sagomato con dodici incavi, in ciascuno dei quali una “coccola” diversa (pasticceria secca).

Il servizio è stato corretto e di buon livello, forse a volte il cameriere si sforzava un po’ troppo di fare conversazione. L’ambiente sia esterno sia interno è semplice e non ha particolari attrattive.

Il conto totale è stato di 96 euro (due coperti 8 €, mezza bottiglia di vino 10 €, due primi 20 €, due secondi 46 €, un dolce 7 €, una acqua 3 €). Peccato per quei costosi “coperti” che ci piacerebbe non comparissero, neanche in locali dove si potrebbe giustificare per via dei ricchi cesti di pane e pasticceria finale.

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