Quando si pensa di aver trovato un indirizzo davve...

Recensione di del 24/06/2006

Quintessenza

67 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 67 €

Recensione

Quando si pensa di aver trovato un indirizzo davvero valido si cerca, almeno sulle prime, di custodirlo gelosamente e si comincia a parlarne solo agli amici più intimi cercando di condividere la notizia con fare vagamente carbonaro: così è stato per me con il Quintessenza e solo oggi a distanza di quasi tre mesi rendo pubblico, postando la recensione, il gioiellino che ha allietato molte cene estive.

Questo piccolo ristorante è gestito dallo chef/proprietario Fabio Mazzolini messosi in proprio dopo l’esperienza professionale all’Esplanade coadiuvato dalla moglie in sala.

Pochissime menzioni sulle guide e solo un sommesso passaparola tra appassionati.

La sala è chiara ed elegante ristrutturata secondo lo stile minimalista, moquette di pregio, pochi mobili antichi in contrasto e tavoli ben spaziati ed apparecchiati con gusto.

Cestino del pane da fotografare prima ancora che da assaggiare, grissini finissimi al sesamo a panini caldi alle noci, cipolle rosse, olive, pomodorini,sfogliatine sfiziose e tutto realizzato in cucina!

Veniamo accolti dalla padrona di casa che ci fa subito assaggiare un gradevolissimo appetizer di pesci di lago in terrina con verdurine dell’orto e un calice di bollicine che preferiamo nostrane.

Siamo in sette e ci viene proposto un menu degustazione che poi ognuno personalizza…

Assaggiamo delle code di gamberi croccanti con ristretto agrodolce allo zenzero molto ben presentate: una sorta di tempura leggerissima ben contrastata dal dolce amaro dello zenzero, influenze zen ma sapori nostrani.

Polpo mantecato alle patate con sedano e pomodorini una galantina delicata condita con un filo di olio gardesano di raffinata eleganza.
Ancora un classico come lo sformato di asparagi su crema al grana padano ottimamente eseguito per finire con un magistrale carpaccio di gamberi rossi con sorbetto al limoncello.
Materia prima di qualità e mano felice in cucina senza tentennamenti né sbavature: voto 8.

Abbiamo proseguito con i ravioli al bagoss con pomodori e maggiorana buoni ma senza emozioni e dei fantastici garganelli lisci con sughetto ai pesci di lago dal sapore unico e raro.

Per finire Tonno scottato con caprese di bufala ai capperi l’accostamento più inusuale ma di grande equilibrio e dei rotolini di branzino con sugo di gamberi e timo sfiziosi e molto ben realizzati.

In sintesi un locale elegante senza fronzoli, cucina ricercata, ottima scelta della materia prima e mano sicura: più che una promessa una realtà in rapida ascesa.

Abbiamo bevuto solo Franciacorta partendo con un Mosnel Saten 2003 e poi un Riserva 2003 proseguendo con un Monterossa Cabochon Brut Millesimato del 2001 finendo con un Franciacorta Cuvée Annamaria Clementi 1996 - Cà del Bosco per un totale di sette bottiglie.

Dolci rigorosamente homemade, caffè con piccola pasticceria variegata e di nobile fattura e distillati gentilmente offerti per un totale di 470 di cui circa 200 per i vini: quota procapite di 67 euro! Buono (molto) il rapporto qualità /prezzo.
Un posticino da ricordare e da provare prima delle invasioni barbariche, delle stelle, i cappelli e quant’altro.

Nick

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