Per i funghi sempre da consigliare

Recensione di del 23/10/2018

Al Borgo Antico

56 € Prezzo
9 Cucina
7 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 56 €

Recensione

C’è una certa voglia di funghi nell’aria, decidiamo di tornare a distanza di tantissimi anni al Borgo antico che su funghi e tartufi è sempre stata una certezza.

Ambiente assolutamente immutato, gli anni sembrano non essere passati per nulla, o forse sono passati dato che il tocco è oramai agee. Tavolo comunque comodo, tovagliato in cotone, sufficientemente distante dagli altri.

Menù molto Piemontese anche se mi sembra di ricordare la comparsa di una sezione pesci, anche questo invariato negli anni e questo è anche un bene, siamo venuti apposta per quello che già sappiamo di trovare.

Si punta a fungo e tartufo, altro non vogliamo, Tajarin con il Tartufo e funghi fritti. Che volete di più dalla vita ?

Fermiamoci giusto un momento sulla carta dei vini, molto Piemontese, divisa per vitigni, ottima scelta di cantine, ricarichi molto contenuti, promossa a pieni voti. Scelta difficile e contesa, Nebbiolo o Barbera ? E di quale Cantina ? Alla fine vince il Nebbiolo e si va su Ratti, Nebbiolo Ochetti 2016, quello con il Cacciatore di Canelli in etichetta, una vecchia conoscenza che non ha mai tradito. E che non tradisce nemmeno questa volta, tante spezie, tanta frutta, amarena, tannini eleganti.

In arrivo cestino con lunghi grissini stirati artigianali, non male ma non eccezionali ed il pane, buono.

I tajarin sono abbondanti, molto gialli per il carico d’uovo, spolverati da una dose abbondante di tartufo, color nocciola con tante belle venature chiare. Cottura perfetta, pasta morbida, un pò troppo asciutta, forse, tartufo di grande qualità, elegante ed intenso, col pane raccattiamo ogni minino residuo sul piatto. Soddisfatti anche se non c’è la lode.

Abbiamo una variazione sui secondi, solo tre prendono i funghi ed uno prende una buona bistecca con patatine. Ma noi si parla però solo delle cose serie, i funghi fritti.

Bel piatto con una dose massiccia di funghi tagliati a fette per il lungo ed appoggiati su un foglio di carta assorbente, tante cappelle in proporzione ai gambi, già un buon segno, una lieve panatura con un tenue colore marroncino che li riveste. Frittura leggerissima, nemmeno la minima traccia di unto, in bocca morbidi ma anche croccanti, giusta salatura, sapore intensissimo, li gustiamo uno ad uno e non finiremmo mai di mangiarli.

C’è spazio anche per il dolce, ebbene si lo ammetto, riusciamo a mangiarci anche il dolce. Qui tre si prendono la Bunet ed io faccio il diverso prendendo la Torta Monferrina.

Un vino da dolce non può mancare, tutti vanno sul passito, io sarei per un Moscato ma o si prende la bottiglia intera o nulla e quindi mi associo al passito la cui bottiglia andiamo a finire. Passito di Pantelleria Feudi San Nicola, buon prodotto anche se non di quelli epocali, tanta mandorla, molto arancio, un pò di salvia, forti toni zuccherini.

La Torta Monferina è una sfida, fondo di pastafrolla al cioccolato, uno strato di pere, nocciole a profusione ed una inondazione di cioccolata, un carico da mille di calorie. Visivamente la sensazione è di grassa opulenza, quando l’addenti hai solo conferme! Non è un dolce che ammette compromessi, è carica di gusto e bella pesante, mangiandola la assapori ad ogni forchettata ma ad ogni forchettata hai la sensazione di sazietà imminente.

Veniamo al Bunet, una torre più delicata a vedersi, dai colori sfumati, decorata con una reticella di cioccolato. In bocca ruvida come piace a me, un bell’equilibrio fra cacao ed amaretti, ottimo prodotto.

Caffè doppio, conto finale 56 Euro a testa, il giusto prezzo considerando la presenza del tartufo.

Bilancio finale molto positivo per la cucina, soprattutto per le materie prime, in pareggio per la location che è elegante anche se un pò datata nell’impostazione, molto in affanno per il servizio che ha sofferto forse del numero di tavoli occupati per una sola persona in sala.

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